27 Aprile 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 25/01/2013
CINA – USA
La Cina, con la legge del figlio unico, ha ucciso 400 milioni di bambini. Ora basta
di Reggie Littlejohn
Il movimento pro-life americano premia Reggie Littlejohn per il suo impegno contro la politica del figlio unico in Cina: “Mi chiedo dove sono tutti quelli che parlano di diritto alla scelta. Gli aborti forzati e la sterilizzazioni ordinate dal Partito comunista sono una scelta? Uniti possiamo vincere questa battaglia”.

Washington (AsiaNews) - Fra poche ore sfileranno per le strade della capitale americana oltre 500mila persone per cercare di fermare l'aborto. Si tratta dell'annuale Marcia per la vita, la 40ma da quando è stato istituito il primo movimento pro-life negli Usa, durante la quale si tengono veglie di preghiera e momenti di approfondimento sulla vita e sulle minacce che subisce in tutto il mondo. Quest'anno il Riconoscimento nazionale pro-life, il premio assegnato dagli organizzatori, va a Reggie Littlejohn che con la sua organizzazione - la Women's Rights Without Frontiers - combatte contro gli aborti forzati e le sterilizzazioni in Cina. Di seguito il testo del discorso che sarà pronunciato questa sera (ora italiana). Traduzione a cura di AsiaNews.

È con molta umiltà che ricevo questo premio, che accetto in nome delle donne e dei bambini cinesi che soffrono in maniera indescrivibile sotto la brutale legge del figlio unico, in vigore in Cina. Il fatto che abbiate scelto di riconoscere il mio lavoro - teso a fermare gli aborti forzati e di genere in Cina - indica che l'obiettivo del movimento statunitense per la vita va oltre i confini di questa terra e si estende alle atrocità che avvengono anche dall'altro lato del pianeta. Per mano di un regime totalitarista brutale, quello del Partito comunista cinese.

Avrete forse sentito alcuni rapporti secondo cui la Cina sta per fermare la sua politica del figlio unico. Questo è falso. Qualche tempo fa (il 14 gennaio 2013) Wang Xia, presidente della Commissione nazionale per la popolazione e la pianificazione familiare, ha dichiarato: "Dobbiamo aderire senza alcun tentennamento a questa politica del figlio unico, una politica nazionale che come primo obiettivo ha quello di stabilizzare il tasso delle nascite verso un valore basso". La politica del figlio unico in Cina è qui per rimanere.

L'ampiezza della sofferenza provocata [da questa politica] è quasi inimmaginabile. Dal verdetto Roe vs Wade del 1973, negli Stati Uniti si sono verificati circa 55 milioni di aborti. Dall'istituzione della politica del figlio unico in Cina, nel 1980, il Partito comunista cinese dichiara di aver "prevenuto" 400 milioni di nascite. Un numero che supera l'intera popolazione americana. Molte di queste nascite sono state "prevenute" attraverso gli aborti forzati. La politica di pianificazione familiare trascina le donne fuori dalle loro case e le costringe ad abortire i propri figli, persino al nono mese di gravidanza. I funzionari della pianificazione familiare ordinano inoltre sterilizzazioni non volute e persino l'infanticidio, l'omicidio di infanti.

A causa della preferenza per i maschi, le femmine sono l'obiettivo primario degli aborti solo perché sono di questo sesso. Secondo una stima delle Nazioni Unite, più di 200 milioni di bambine non sono nate nel mondo a causa di aborti selettivi basati sul genere sessuale.

La politica del figlio unico cinese causa ancora più violenze contro le donne e le ragazze di tutte le altre in atto nel mondo, e più di quelle mai provocate da alcuna politica ufficiale nell'intera storia mondiale. La causa va ricercata nell'enorme numero di persone coinvolte: una donna su 5, nel mondo, è cinese. Questa è una vera "guerra contro le donne".

Grazie per il vostro interesse per le donne e i bambini cinesi. Dovreste essere encomiati per la vostra presa di posizione contro una delle questioni più difficili della nostra era: l'applicazione coercitiva della politica del figlio unico in Cina.

La mia domanda è questa: in questa situazione, dov'è il movimento pro-scelta ["pro-choice" è ilmovimento abortista che pretende di difendere i diritti della donna alla 'scelta' per avere un figlio oppore no- ndr]? Una persona può essere pro-life o pro-scelta, ma nessuno può sostenere un aborto forzato. Perché questa non è una scelta. Perché i movimenti pro-scelta non stanno condannando gli aborti forzati in Cina? Perché non si impegnano contro le sterilizzazioni forzate? Perché non denunciano gli aborti selettivi ai danni delle bambine? In questo momento, proprio mentre vi sto parlando, ci sono donne che vengono portate fuori dalle loro case con la forza, legate a un tavolo e costrette a subire aborti forzati e sterilizzazioni. Io sfido queste organizzazioni a prendere una posizione.

Eppure esiste ancora speranza. Women's Rights Without Frontiers ha da poco lanciato la campagna "Salva una bambina", che sta salvando la vita delle bimbe in Cina. Abbiamo operatori sul campo che individuano quelle donne che - dopo aver fatto un'ecografia e aver scoperto di aspettare una figlia - pensano di abortire o abbandonarle. Le raggiungiamo, le persuadiamo a tenere queste figlie e diamo loro un aiuto mensile per un anno per sostenerle mentre crescono le loro bambine. Questa campagna sta salvando delle vite in Cina. Potete trovarla sul sito internet di Women's Rights Without Frontiers.

Sono veramente grata per questo premio ma ancora di più per tutte le vite impegnate che sono in questa stanza. Possa il potere di ogni cuore infiammato combinarsi con quello degli altri, per scatenare una fiamma che possa dare fuoco al mondo intero.

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
07/10/2013 CINA - STATI UNITI
Chen Guangcheng assunto dalla Catholic University
26/03/2014 CINA - STATI UNITI
La signora Obama a Pechino "una figura pessima, ignorando gli abusi contro le donne cinesi"
10/04/2013 CINA – STATI UNITI
Chen Guangcheng accusa: Pechino ha infranto le promesse fatte dopo il mio esilio
20/09/2005 CINA
Il governo cinese ammette: "Avvenute sterilizzazioni ed aborti forzati"
26/04/2013 CINA
La persecuzione contro la famiglia di Chen Guangcheng “sta peggiorando”

In evidenza
VATICANO
Papa: Il ricordo e la preghiera per una “nuova tragedia” dei migranti, “fratelli nostri” che “cercavano la felicità”Al Regina Caeli, papa Francesco fa pregare per le centinaia di vittime del barcone affondato al largo della Libia. Un appello alla comunità internazionale perché “agisca con decisione e prontezza”. “Ogni battezzato è chiamato a testimoniare, con le parole e con la vita, che Gesù è risorto, che è vivo e presente in mezzo a noi”. Il messaggio cristiano “non è una teoria, un’ideologia o un complesso sistema di precetti e divieti, oppure un moralismo, ma un messaggio di salvezza, un evento concreto, anzi una Persona: è Cristo risorto, vivente e unico Salvatore di tutti”. Il papa sarà a Torino il 21 giugno per onorare la Sindone, la cui ostensione comincia oggi.
ARABIA SAUDITA - YEMEN
Con la guerra in Yemen, l’Arabia Saudita maschera le tensioni interne
di Afshin ShahiIl conflitto in Yemen serve all’Arabia Saudita per coprire i suoi problemi interni, primo tra tutti la disuguaglianza tra le classi e il settarismo religioso. La famiglia reale ostenta lo sfarzo più assoluto mentre il 20% della popolazione vive in povertà. Molti giovani sauditi scontenti alimentano l’esercito dei “foreign fighters” dello Stato islamico (IS). Il 15% della popolazione è di religione sciita e subisce pesanti restrizioni dallo Stato sunnita. La lucida analisi di Afshin Shahi, Direttore del Centro di studi di politica islamica e Professore di Relazioni Internazionali e di Politica del Medio Oriente all’università di Bradford.
VATICANO
Papa: Sulle persecuzioni dei cristiani, la comunità internazionale “non assista muta e inerte”, non “rivolga il suo sguardo da un’altra parte”Al Regina Caeli (la preghiera mariana nel tempo di Pasqua), per la sesta volta in una settimana, papa Francesco ricorda il martirio dei cristiani e denuncia l’indifferenza della comunità internazionale verso questa “preoccupante deriva dei diritti umani più elementari”. I martiri di oggi “sono tanti e possiamo dire che siano più numerosi che nei primi secoli”. “La fede nella risurrezione di Gesù - ha continuato - e la speranza che Egli ci ha portato è il dono più bello che il cristiano può e deve offrire ai fratelli. A tutti e a ciascuno, dunque, non stanchiamoci di ripetere: Cristo è risorto!”

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate