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    » 15/06/2011, 00.00

    CINA

    La Cina nega le cure ai bambini avvelenati col piombo



    Lo denuncia Human Rights Watch, che accerta numerosi casi in cui le autorità di Henan, Yunnan, Shaanxi e Hunan falsificano i test medici dei bambini per negare il problema. E osserva che non basta fornire cure, quando si vive in villaggi ormai contaminati.

    Pechino (AsiaNews/Hrw) – Le autorità di province molto inquinate quali Henan, Yunnan, Shaanxi e Hunan, “restringono le possibilità di fare esami per accertare l’avvelenamento da piombo, nascondono e falsificano i risultati dei test e negano ai bambini le cure necessarie”. L'organizzazione Human Rights Watch (Hrw) denuncia che “a bambini con un livello pericoloso di piombo nel sangue sono state rifiutate le cure mediche e sono stati rimandati nelle loro case contaminate in villaggi inquinati”.

    La rapida industrializzazione del Paese è avvenuta anche a danno dell’ambiente e molte zone soffrono ormai di un inquinamento cronico. Negli ultimi anni ha suscitato speciale allarme l’avvelenamento da piombo nel sangue, per la diffusione del fenomeno e la gravità delle conseguenze, specie per i bambini che rischiano ritardi nella crescita e danni mentali permanenti.

    Nel rapporto “I miei bambini sono stati avvelenati: una crisi sanitaria pubblica in 4 province cinesi”, Hrw documenta gli esiti di studi approfonditi. L’esito è desolante: le autorità continuano a disinteressarsi delle conseguenze, immediate e a lungo termine, dell’avvelenamento da piombo nel sangue, al punto da rifiutare le analisi e le cure a chi non vive molto vicino alla fabbrica. “Genitori, giornalisti e attivisti locali che osano denunciarlo – spiega Joe Amon, direttore di Hrw per i settori Sanità e Diritti umani – sono arrestati, minacciati e costretti al silenzio”. La ong osserva anche che gli esiti delle analisi mediche sugli stessi soggetti, a distanza di breve tempo, sono spesso contraddittori, cosa che fa pensare a una falsificazione.

    Negli ultimi anni sono scoppiati numerosi scandali per l’avvelenamento da piombo che ha colpito intere comunità. A giugno oltre 600 persone, tra cui 103 bambini, sono risultati avere quantità eccessive e pericolose di piombo nel sangue, contea di Shaoxing nello Zhejiang: molti adulti lavorano a una fabbrica che tratta il metallo, ma si ritiene inquinata l’intera zona, visto che è contaminato anche il sangue dei bambini.

    Ma i casi di intere comunità con piombo nel sangue sono stati numerosi. In risposta, il ministro per la Protezione Ambientale ha ordinato di aumentare le ispezioni sulle fabbriche e studia regole più rigide per la tutela dell’ambiente, come pure accuse penali per imprenditori e politici locali che violano le restrizioni a favore dell’ambiente. Invece molto poco è stato fatto per ridurre l’inquinamento da piombo nei villaggi contaminati. Inoltre spesso le autorità locali continuano a non impedire l’inquinamento.

    Amon osserva che “non è sufficiente punire imprenditori e funzionari pubblici, dopo che un villaggio è stato inquinato in modo grave. Il governo deve fornire trattamenti sanitari ed assicurarsi che i bambini non siano poi subito esposti di nuovo a livelli tossici di piombo”.

    Tra le decine di testimonianze riportate nel rapporto, una madre dello Yunnan dice: “Il dottore ci ha detto che tutti i bambini del villaggio erano affetti da avvelenamento da piombo. Pochi mesi dopo, ci ha detto che tutti i bambini erano sani. Non ci hanno voluto mostrare i risultati delle analisi”.

    Una nonna dello Shaanxi dice di avere chiesto cure per il nipote e che “il governo ci ha dato aglio e detto di dare tanto aglio al bambino. Abbiamo chiesto loro medicine, qualcosa per farlo stare meglio. Ci hanno risposto che non ci sono medicine per l’avvelenamento da piombo”.

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