12/11/2010, 00.00
MYANMAR
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La giunta birmana firma la scarcerazione: Aung San Suu Kyi "presto" libera

La leader dell'opposizione birmana potrebbe essere rilasciata già nel pomeriggio di oggi. Alle 17 prevista una conferenza stampa nella sede della Nld, dove si sono radunati centinaia di sostenitori. Le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza attorno all'abitazione. Attivisti cristiani indiani accolgono con gioia la notizia e chiedono democrazia per il Paese.

Yangon (AsiaNews) - L'opposizione birmana e la comunità internazionale attendono la liberazione di Aung San Suu Kyi, Nobel per la pace e icona della lotta per la democrazia in Myanmar. Il generalissimo Than Shwe ha firmato il decreto di scarcerazione che, verso mezzogiorno, è stato consegnato alla donna. Imponente lo schieramento di forze dell'ordine attorno alla casa della leader dell'opposizione in University Avenue, a Yangon, mentre in centro città almeno 800 sostenitori si sono radunati nei pressi della sede della Lega nazionale per la democrazia (Nld). Il rilascio è previsto tra le 15 e le 16 ora locale; alle 17 è in programma una conferenza stampa nella sede della Nld. Tuttavia la liberazione potrebbe anche slittare a domani, giorno in cui scadono i termini dei domiciliari.

Aung San Suu Kyi, 65enne, ha trascorso 15 degli ultimi 21 anni agli arresti. L'ultimo provvedimento restrittivo della giunta risale all'agosto del 2009, con la condanna ai domiciliari per 18 mesi, con l'accusa di aver ospitato un cittadino americano nella sua abitazione. La vicenda è apparsa da subito un pretesto per mantenere la leader dell'opposizione in stato di fermo e impedirle di partecipare alle elezioni generali - le prime in 20 anni - che si sono tenute lo scorso fine settimana. Sul voto pesano le accuse di brogli e la Nobel per la pace ha già promesso che, una volta libera, collaborerà nelle inchieste sul regolare svolgimento delle elezioni. Ha inoltre chiarito che non accetterà "condizioni" alla sua liberazione, fra cui l'ipotesi di rinunciare alla lotta politica a fianco dell'opposizione birmana.

Fonti locali riferiscono che la giunta ha predisposto un piano per la sicurezza della "Signora", tra cui l'allestimento di un reparto speciale della polizia formato da funzionari che, già in passato, hanno garantito la sua incolumità. Dalla mattinata di oggi le autorità hanno rafforzato la presenza di agenti e militari attorno alla sua abitazione. Verso mezzogiorno un gruppo di funzionari hanno consegnato ad Aung San Suu Kyi il decreto di scarcerazione firmato dal generalissimo Than Shwe, capo della dittatura militare. Secondo le informazioni che filtrano dall'abitazione, la "Signora" potrà uscire nel pomeriggio e, alle 17 ora locale, terrà una conferenza stampa nel quartier generale della Nld, dove si è già formata una folla di centinaia di sostenitori. 

Le voci di un'imminente liberazione hanno sollevato una vasta eco in seno alla comunità internazionale. Tra i primi commenti AsiaNews ha ricevuto il messaggio di auguri di Global Council of Indian Christians (GCIC). Gli attivisti cristiani indiani sottolineano che "la giunta militare non ha alcun diritto morale di continuare a dettare legge [in Myanmar]" e spiegano che il rilascio di Aung San Suu Kyi deve essere "privo di condizioni", perché possa riprendere un "ruolo attivo" nel processo politico del Paese. I leader cristiani chiedono infine al regime birmano di "ripristinare la democrazia" restituendole "la vittoria alle elezioni del 1990".

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