30/03/2007, 00.00
QATAR
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La prima chiesa cattolica a Doha dopo 14 secoli

Il futuro parroco, p. Tom Veneration, spiega ad AsiaNews che ormai la comunità dei fedeli del Qatar è composta da oltre 100mila fedeli. Questi sono tutti stranieri, perché il governo garantisce libertà alle confessioni cristiane ma vieta ogni opera di conversione. La chiesa aprirà a fine anno, e sarà dedicata a Nostra Signora del Rosario.
Doha (AsiaNews) – Sono iniziati i lavori di costruzione della prima chiesa cattolica del Qatar, che dopo 14 secoli ha ottenuto il permesso di riaprire il suo primo luogo di culto nel Paese. L’edificio - che sorgerà nella parte meridionale della capitale - non sarà aperto al pubblico, ma servirà a far pregare insieme la comunità cattolica del Qatar, composta per la maggior parte da stranieri.
 
Il futuro parroco, p. Tom Veneration, racconta ad AsiaNews: “Dopo oltre 20 anni di richieste formali, il governo ha concesso alle confessioni cristiane i terreni per costruire i propri edifici di culto. Ai cattolici è stato assegnato il lotto più grande, perché abbiamo una antica presenza nel Paese e perché la nostra comunità, composta oramai da oltre 100mila fedeli, è la più grande”.
 
Il terreno per la chiesa, continua, “è stato concesso alla Chiesa dall’emiro Amir Hamad bin Khalifa Al Thani, che nel corso degli ultimi anni ha portato avanti una politica di dialogo interreligioso pur mantenendo la legge che vieta alla popolazione, per la maggior parte di fede musulmana, di convertirsi ad altre fedi. Questo è l’unico grande limite alla nostra opera pastorale, ma dobbiamo adeguarci”. La chiesa sarà dedicata a Nostra Signora del Rosario.
 
I lavori per costruire il luogo di culto costeranno in totale circa 15 milioni di dollari: i cattolici di tutta la Penisola arabica, per la maggior parte filippini ed indiani, stanno contribuendo per raccogliere la cifra. L’inaugurazione è prevista per la fine dell’anno.
 
Il sacerdote, che lavora a Doha da circa cinque anni, viene da Manila: “Fino ad ora, abbiamo pregato nelle case o in piccole cappelle all’interno del campus americano e di quello filippino di Doha. Insieme ai cattolici che vivono qui, sono veramente felice all’idea di poter presto celebrare la messa in una chiesa vera, segno della nostra presenza”.
 
La comunità cattolica del Qatar, continua, “è libera ma isolata. Cresciamo di numero, ogni anno, ma non possiamo in alcun modo fare apostolato fra i locali. Questo stato di cose, in un certo senso, ci garantisce perché non abbiamo contrasti con il governo. Da un altro punto di vista, però, limita molto la nostra missione”.
Il Qatar ha circa 750mila abitanti, per la maggior parte di fede islamica. Il governo, che ha allacciato rapporti diplomatici con il Vaticano solo nel 2002, si è opposto per quasi 15 secoli alla costruzione di chiese cristiane a causa delle pressioni della forte corrente wahabi, maggioritaria nel Paese, che le vede come una profanazione della “terra santa”.
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