21/04/2006, 00.00
LAOS
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Laos, cristiano arrestato per non aver abiurato

Lapao si è rifiutato di obbedire all'ordine di alcuni funzionari comunisti; nel suo stesso villaggio espulse due delle quattro famiglie cristiane. La denuncia di organizzazioni operative nella zona.

Vientiane (AsiaNews/Icc) – Il leader della comunità cristiana di un villaggio in Laos è da giorni in carcere, con mani e piedi legati, per aver rifiutato di abiurare la sua fede. Organizzazioni cristiane locali inquadrano il caso nel generale giro di vite delle autorità comuniste contro gli abitanti di villaggi cristiani.

La Christian Aid Mission (Cam), organizzazione evangelica che sostiene i missionari in Laos, racconta che il signor Lapao è detenuto dallo scorso 1 aprile. Secondo la Cam, il 31 marzo "il capo del villaggio di Tabeng - provincia di Savava - ha ordinato a Lapao, conosciuto anche come Tao Adern, di firmare un documento con il quale rinnegasse la sua fede".

Di fronte al rifiuto del cristiano, le autorità del distretto lo hanno arrestato e incarcerato. In cella viene tenuto con mani e piedi legati, secondo quanto riferito dal gruppo. Inoltre, la Cam denuncia che "due delle quattro famiglie cristiane dello stesso villaggio sono state espulse e alle rimanenti spetta un destino incerto".

Lapao, originario del villaggio di Hueyhoy Nua, nella provincia di Savannakhet, si è trasferito a Tabeng dopo il matrimonio. Ora il cristiano teme per la moglie, la quale deve continuare a vivere senza entrate economiche.

Secondo alcuni analisti la repressione contro i cristiani è legata alla paura dei funzionari comunisti laotiani di perdere consensi alla base, man mano che cresce il numero di chi mette in dubbio l'ideologia del partito. Secondo organizzazioni cristiane operative nel Paese, nei villaggi le chiese cristiane aumentano nonostante le campagne di persecuzione.

Dal 1975 in Laos il potere è in mano al Pathet Lao, il partito comunista laotiano, che ha espulso tutti i missionari stranieri e ha perseguitato le religioni. Dal '91 è in atto una "democrazia centralizzata", guidata dal Partito rivoluzionario del popolo laotiano (una reincarnazione del Pathet Lao). Sebbene negli ultimi anni vi sia stata un'apertura economica, vi è un grande controllo della società e delle religioni.
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