21/08/2006, 00.00
SRI LANKA
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Le Tigri tamil bloccano il pellegrinaggio al santuario mariano di Madhu

di Danielle Vella

Il 15 agosto centinaia di fedeli tamil e cingalesi non hanno potuto raggiungere Madhu per l'improvvisa chiusura dei valichi di accesso alle zone del nord, in mano ai ribelli. Alcuni si sono visti intrappolati dal lato sbagliato del confine, separati dalla loro famiglia. Il racconto dei testimoni.

Colombo (AsiaNews) – La chiusura improvvisa delle vie di comunicazione con i territori in mano ai ribelli in Sri Lanka separa le madri dai figli e crea problemi alla consegna di aiuti. Quest'anno essa ha impedito anche numerosi fedeli a svolgere il tradizionale pellegrinaggio di Ferragosto al santuario di Nostra Signora di Madhu, nel nord.

Situato nella giungla controllata dalle Tigri tamil, il santuario è il luogo più venerato dai cattolici del Paese. L'antica statua di Maria che vi è conservata è oggetto di profonda devozione. Dopo la firma del cessate-il-fuoco nel 2002, centinaia di migliaia di persone, cingalesi e tamil, hanno cominciato a visitare il santuario in occasione delle principali feste a luglio, agosto e ottobre.

La recente escalation di violenze tra esercito e Ltte (Liberation Tigers of Tamil Eelam), però, ha cambiato tutto. Circa 8 mila persone, per la maggior parte di etnia tamil, hanno partecipato alle funzioni del 15 agosto; una cifra molto inferiore ai 400mila pellegrini giunti l'anno scorso. Presente alla cerimonia anche il nunzio apostolico in Sri Lanka, mons. Mario Zenari.

Un centinaio di fedeli, però, non è riuscito ad arrivare al santuario, perché le Tigri hanno vietato loro il passaggio. Tutti i punti d'accesso alle zone settentrionali controllate dalle Ltte sono stati chiusi all'improvviso l'11 agosto, dopo l'esplosione di violenti scontri a Jaffna. I pellegrini che sono riusciti a raggiungere Madhu erano arrivati prima di quella data, per partecipare alla Novena predente il giorno dell'Assunzione.  

Padre Jeyabalan Croos è della diocesi di Mannar, nel nord, in cui rientra anche il famoso santuario mariano. Il sacerdote racconta ad AsiaNews di aver visto "il 14 agosto alcuni pellegrini cingalesi bloccati sulla via per Madhu e che chiedevano alla polizia di poter passare". P. Croos spiega che i fedeli erano riusciti a spingersi così oltre grazie all'intervento di un parlamentare cattolico, che ha convinto il governo a far entrare le persone nelle aree dei ribelli per partecipare alla festività. Ma le Ltte hanno negato il permesso. "Gli abitanti della diocesi di Mannar – aggiunge il sacerdote – lo hanno sentito alla radio e hanno evitato di mettersi in viaggio, ma i fedeli dal sud e dall'est del paese sono arrivati fino alla Madhu Road per sentirsi dire che non potevano passare".

Vista la situazione il vescovo di Mannar, mons. Rayappu Joseph, è riuscito ad ottenere il permesso per portare la statua della Madonna sulla Madhu Road; qui si sono raccolti molti fedeli della parrocchie vicine ed insieme ai pellegrini cingalesi hanno ricevuto la benedizione di mons. Zenari.

La chiusura improvvisa dei valichi di accesso ha inoltre lasciato alcune persone dal lato sbagliato del confine. Sempre p. Croos racconta di una donna che al di là di Madhu aveva lasciato suo figlio di appena 7 mesi. La povera madre ha cercato invano di passare i posti di blocco, finché il sacerdote non ha parlato con le autorità e un automobile governativa ha fatto oltrepassare il confine alla donna. "Questo è solo un caso di separazione forzata dovuto alla chiusura delle vie di comunicazione - denuncia p. Croos – ma quanti altri ve ne sono, che rimangono sconosciuti?".

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