03/05/2012, 00.00
KAZAKISTAN
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Le autorità kazake contro Testimoni di Geova, cristiani e Hare Krishna

Nelle ultime settimane si rafforza la stretta sulle religioni, con arresti arbitrari e sequestro di materiale. Alla comunità battista di Akmola requisite un centinaio fra Bibbie e Vangeli. Ora i fedeli rischiano il processo. Fermati alcuni hare krishna per distribuzione di “letteratura estremista”.

Astana (AsiaNews/Agenzie) - Testimoni di Geova, cristiani battisti, ahmadi e Hare Krishna: la scure della repressione religiosa e della censura verso libri e riviste continua ad abbattersi sui fedeli kazaki, che vedono sempre più a rischio la libertà di culto già provata da norme coercitive e illiberali. Alle violazioni contro la libertà religiosa, si aggiungono anche le difficoltà di denuncia di singoli episodi che emergono solo a distanza di settimane. Fonti locali rilanciate da Forum18 riferiscono che da febbraio a fine aprile, in tre diverse regioni del Kazakistan, la polizia ha fermato Testimoni di Geova, battisti e Hare Krishna, minacciandoli di punizioni esemplari per il solo fatto di manifestare il pubblico la propria fede. 

Nei giorni scorsi le autorità hanno chiuso anche l'ultimo luogo di culto ahmadi ad Almaty, capitale commerciale del Paese, privando la minoranza religiosa musulmana di un posto in cui riunirsi e pregare. Nel mirino degli agenti sono finiti anche i cristiani metodisti, al centro di una serie di ispezioni da parte dei funzionari amministrativi. La stretta è frutto della legge entrata in vigore lo scorso 21 ottobre e voluta con forza dal presidente Nursultan Nazarbayev, che ha sollevato feroci polemiche e determinato la cancellazione di quasi 600 fra chiese e confessioni religiose (cfr. AsiaNews 23/02/2012 Il governo kazako mette fuorilegge 579 fra chiese, comunità e confessioni religiose).

La stretta sulle religioni è stata rafforzata da un successivo provvedimento, adottata dal governo nel febbraio scorso e pubblicato il mese successivo nella legislazione inerente la censura, elaborata dall'Agenzia statale per gli affari religiosi. Il decreto emanato dal governo stabilisce regole ferree per l'introduzione in Kazakistan e libri, volumi e altro materiale religioso e assegna alla pubblica sicurezza il potere di controlli, sequestri e arresti.

Nel marzo scorso, in meno di una settimana, cinque battisti della regione settentrionale di Akmola sono stati fermati perché "distribuivano letteratura cristiana" per strada. La polizia ha requisito i libri (un centinaio in tutto) e, aggiungono fonti locali, ha arrestato due di loro "come fossero dei criminali". La magistratura ha aperto nei loro confronti un fascicolo di inchiesta e rischiano una condanna in sede penale: distribuire gratuitamente materiale cristiano, in Kazakistan, è ormai un reato punito dalla legge. Nel materiale sequestrato vi erano anche copie della Bibbia in kazako e Vangeli in russo.

Oltre ai cristiani, anche gli Hare Krishna sono finiti nel mirino delle autorità con l'accusa di distribuire "letteratura estremista". Il fatto è avvenuto ad aprile nella zona orientale del Paese. Ora sono a disposizione dei giudici, che devono decidere se rinviarli a processo. Nei giorni scorsi si è chiuso invece con l'archiviazione il procedimento a carico di due Testimoni di Geova, alla sbarra per aver parlato in pubblico della propria fede nella regione settentrionale di Kostanai.

 

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