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  • » 08/05/2006, 00.00

    IRAQ

    Leader politici vicini ad un accordo, raffica di autobomba in Iraq



    Tra ieri ed oggi una delle più sanguinose giornate delle ultime settimane: 33 morti tra Baghdad e Kerbala. Nuovo incontro tra i rappresentanti politici. Al Maliki promette: "presto" i nomi dei ministri.

    Baghdad (AsiaNews/Agenzie) – Una raffica di autobomba in Iraq ha provocato, tra ieri ed oggi, la morte di 33 persone, oltre alla scoperta di altri sei uccisi, e il ferimento di altre 89, un bilancio tra i più sanguinosi delle ultime settimane nel Paese. Continuano però i lavori dei leader politici per la formazione di un governo di unità nazionale.

    Gli attentati hanno colpito Baghdad, la città santa sciita di Kerbala e Baquba. Nella capitale un kamikaze si è fatto esplodere contro una pattuglia dell'esercito iracheno nel quartiere settentrionale, a maggioranza sunnita, di Aadhamiya: 8 i morti e 15 i feriti, tra soldati e civili. Il giorno precedente proprio ad Aadhamiya le forze americane avevano condotto operazioni contro la guerriglia sunnita.

    Oggi due bombe fatte esplodere in una strada della capitale hanno provocato il ferimento di 17 persone, mentre un autista di autobus è morto e quattro funzionari del ministero dell'Istruzione sono rimasti feriti in un attacco compiuto da uomini armati nel quartiere di Yarmuk, sempre a Baghdad. Ieri un'altra autobomba era esplosa sempre al nord della capitale uccidendo un civile e ferendone 5.

    A Kerbala un attentatore suicida al volante della sua vettura si è fatto saltare in aria accanto alla principale stazione degli autobus: 21 i morti e 52 i feriti.

    Il ministero degli Interni ha reso noto che solo nella capitale nelle ultime 24 ore sono stati rinvenuti  42 corpi. I leader sunniti accusano le milizie sciite vicine al governo e la polizia per diversi omicidi di carattere settario.

    Le continue violenze tra sunniti e sciiti rendono sempre più urgente la necessità di formare un governo di unità nazionale, che possa arginare il rischio di una vera e propria guerra civile. Jawad al Maliki, premier sciita incaricato, ha annunciato che presto presenterà il suo Gabinetto. Rappresentanti politici sciiti, sunniti e curdi hanno avuto un altro incontro ieri. Sabato, 6 maggio, il vicepresidente sciita ha dichiarato di aspettarsi un accordo "entro pochi giorni".

    Ieri, all'indomani dell'abbattimento dell'elicottero britannico e dei sanguinosi scontri che ne sono seguiti, a Bassora è tornata una calma carica di tensione. Le vittime britanniche sono cinque; negli scontri seguiti all'abbattimento, i soldati britannici hanno sparato sulla folla che li circondava, uccidendo 5 civili iracheni.

    Un segnale di maggiore stabilità arriva dalla parte opposta del Paese. Ieri si è svolta l'inaugurazione del nuovo governo regionale del Kurdistan. I due maggiori partiti curdi - l'Unione patriottica (Puk) del presidente Jalal Talabani e il Partito democratico (Dpk) di Massud Barzani - hanno raggiunto un'intesa per la formazione di un unico governo nella regione autonoma nel nord dell'Iraq.

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