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» 25/08/2005 11:43
iraq
Leader sunnita: No al terrorismo, ma boicottiamo la costituzione irakena
di Ragheed Ganni - Marta Allevato

Mosul (AsiaNews) – I sunniti rigettano la costituzione perchè mette in crisi l'unità del paese e promettono di votare contro di essa al referendum del 15 ottobre prossimo. In un'intervista ad AsiaNews, Salim Malla Aallo, capo della tribù sunnita degli Al-Hamadanyyeen a Mosul, spiega la frustrazione della comunità sunnita con il nuovo governo irakeno. Salim, personalità di prestigio in Iraq, afferma che i sunniti rifiutano il terrorismo. Ma pur lavorando per l'unità della nazione e coltivando un buon rapporto con le altre comunità, sciite e cristiane, egli afferma di appoggiare la resistenza al governo irakeno. Il timore dei sunniti è che il federalismo rischia di far scivolare nell'emarginazione la loro comunità (un tempo al centro del potere con Saddam Hussein). Potenziando le comunità curde e sciite, grazie anche agli introiti del petrolio, il federalismo apre al rischio di una divisione del paese  o ad una repubblica islamica di tipo iraniano.

Il presidente Jajal Talabani, impegnato in questi giorni in serrati dialoghi con i rappresentanti sunniti dell'assemblea costituente, ha detto che bisogna "rispettare le richieste dei sunniti perché la costituzione deve servire non solo una categoria di persone, ma l'intero Iraq".

Ecco l'intervista integrale rilasciata ad AsiaNews:

 

Sig. Salim Malla Aallo, la comunità sunnita andrà a votare per il referendum sulla costituzione o si asterrà, come alle scorse elezioni per l'Assemblea legislativa?

Penso che sia un voto importante, un voto per rigettare ogni costituzione che instaura un federalismo su basi etniche, che porta alla divisione della nazione.

La comunità sunnita spesso è messa in relazione col terrorismo. Quali sono i vostri sentimenti a un anno dall'instaurazione del nuovo governo?

Noi sunniti rifiutiamo il terrorismo e sosteniamo la resistenza contro gli occupanti. Noi condanniamo il terrorismo perché uccide persone innocenti. Dio vuole che noi siamo buoni con le persone, ma vuole anche che noi siamo pronti a difendere la nazione quando forze straniere la invadono. Noi condanniamo il nuovo governo perché non ha fatto nessun passo per creare più speranza nel paese. Tutto ciò è davvero avvilente.

Ma i sunniti vogliono essere parte dell'Iraq? Quali sono i bisogni primari della sua comunità?

Non solo siamo parte dell'Iraq: noi ci identifichiamo totalmente con la nazione. Il nostro bisogno è di raggiungere l'unità con tutti gli altri gruppi per mantenere l'unità della nazione. Ma dobbiamo tenere a mente che questo paese è parte di una patria araba ancora più grande.

Nelle vostre moschee si predica la violenza, il boicottaggio o la collaborazione?

La predicazione nelle moschee varia da una all'altra. Ma in genere si spinge per l'unità e l'uguaglianza fra tutti gli irakeni. In più, spingiamo la gente a partecipare alla ricostruzione del paese, tormentato da così tante guerre, una dietro l'altra.

Che rapporto avete con le altre comunità religiose ed etniche?

Per me il rapporto con sciiti e cristiani è molto profondo: abbiamo le stesse radici. E siamo in tutto solidali con i curdi. L'unità della nazione è possibile.

 

(Nella foto: il sig. Salim Malla Aallo con il vescovo di Mosul, mons. Paulos Faraj Rahho)


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