07/12/2015, 00.00
MYANMAR
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L'incontro fra Than Shwe e Aung San Suu Kyi "mero calcolo economico e politico"

di Francis Khoo Thwe
Le dicono alcune fonti ad AsiaNews. Il faccia a faccia tra l'ex "generalissimo" e la leader democratica è avvenuto il 4 dicembre a Naypyidaw, nella dimora privata dell’ex leader della giunta. L’alto militare riconosce la vittoria della Nld e assicura sostegno “onesto e serio” per lo sviluppo della nazione.

Yangon (AsiaNews) - Nel fine settimana in Myanmar ha tenuto banco il faccia a faccia, inaspettato, fra la leader dell’opposizione e futura leader del governo Aung San Suu Kyi, grande vincitrice delle elezioni dell’8 novembre, e il generalissimo Than Shwe, ex leader della giunta militare. Win Myint, portavoce della Nld, ha confermato l’incontro, avvenuto lo scorso 4 dicembre nella residenza privata dell’ex generalissimo nella capitale Naypyidaw, aggiungendo anche che si tratta del primo faccia a faccia fra i due dal 2003. Alcune fonti di AsiaNews, anonime per motivi di sicurezza, ritengono l'incontro "un mero calcolo economico e politico" da parte dei militari.

Quando era al potere, il generalissimo Than Shwe, 82 anni, ha represso nel sangue il movimento democratico del Paese, costringendo la stessa leader della Nld a trascorrere 15 degli ultimi 25 anni agli arresti domiciliari. Ora l’ex capo della giunta militare si dice pronto a riconoscere la “Signora” quale “futuro leader” della nazione.

Tuttavia, la 70enne Suu Kyi non può essere eletta presidente a causa di una norma contra personam, voluta con forza dai militari per impedirle di aspirare alla carica di capo dello Stato. Leader democratica ha già chiarito però che sarà lei stessa a guidare il governo del Paese con una posizione “al di sopra” del presidente. 

In un messaggio postato su Facebook da Nay Shwe Thway Aung, nipote del generalissimo, Than Shwe avrebbe dichiarato che “tutti devono accettare la verità, che Daw Aung San Suu Kyi sarà il futuro leader del Myanmar, dopo aver vinto le elezioni”. Il post aggiunge anche che il capo della giunta birmana che ha guidato il Paese col pugno di ferro dal 1992 al 2011 si dice pronto a sostenerla “in modo serio e onesto” nel caso in cui la leader della Lega nazionale per la democrazia (Nld) “lavorerà davvero per lo sviluppo della nazione”.

Una fonte cattolica di AsiaNews a Yangon esperta di questioni politiche, dietro anonimato, giudica “positivo” questo incontro, che rappresenterebbe “un ulteriore passo in avanti” del Myanmar in un’ottica di democrazia e sviluppo. La popolazione non è più disposta ad accettare le violenze e l’oscurantismo del passato e la grande maggioranza “ha aperto la mente e allargato gli orizzonti”. Inoltre, secondo l’esperto la leadership militare mantiene un basso profilo perché “vi è un timore concreto di tensione” interna e di “debiti internazionali” che vanno ripianati. 

“Se sarà Aung San Suu Kyi a guidare il Paese - aggiunge - i governi dell’Occidente potrebbero mantenere una posizione indulgente su questi temi”. In ogni caso l’incontro è una conferma, avverte l’esperto, che “è il dittatore stesso a influenzare la scelta su chi sarà chiamato a guidare il Paese nel futuro”; e i vertici della giunta “per salvaguardare i propri affari” ed evitare il pericolo di nuovi blocchi e sanzioni “sono disposti ad accettare una leadership” della Nld. Interessi e rappresentanti della ex giunta “sono presenti in tutti i livelli dell’amministrazione”, conclude la fonte, e dietro le quinte “essi operano per promuovere comunque la loro road map”. “Accettare che Aung San Suu Kyi salga al potere è solo un mero calcolo di opportunità economica e politica dei generali”. 

La scorsa settimana la Nobel per la pace ha incontrato anche il presidente uscente Thein Sein e il capo dell’esercito, i quali hanno entrambi rinnovato il loro impegno a collaborare con la “Signora” nella formazione del nuovo governo e nella conduzione del Paese. Analisti ed esperti avvertono che l’incontro del 4 dicembre è un ulteriore segnale della volontà dei militari di garantire una consegna pacifica e regolare del potere fra l’esecutivo uscente e i vertici della Nld. Già nel 1990 la Nld aveva ottenuto una vittoria schiacciante alle urne, ma il voto non è mai stato riconosciuto e accettato dalla giunta che ha represso nel sangue l’opposizione e messo agli arresti Aung San Suu Kyi.

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