07/06/2019, 08.54
RUSSIA-MONGOLIA
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Lo spirito di Gengis Khan conquista la Siberia

di Vladimir Rozanskij

Personalità politiche ai confini con la Mongolia promuovono i culti delle alture e i fuochi: mescolanze di buddismo, tengrismo, islam, religione zoroastriana e anche cristianesimo ortodosso. Il nuovo ordine mondiale fra Russia e Cina.

Mosca (AsiaNews) - Nei giorni scorsi, Sholban Kara-ool, governatore della repubblica autonoma siberiana di Tuva (ai confini con la Mongolia), ha presentato al parlamento regionale (Verkhovnyj Kural), un progetto di legge secondo cui i dirigenti della repubblica saranno tenuti a celebrare obbligatoriamente la cerimonia di consacrazione della montagna di Baj-Tajga, un’altura sacra per i buddisti e per i seguaci della religione etnica locale sull’altopiano di Alashko (v. foto). “I capi di Tuva – ha dichiarato - saranno tenuti anche dopo di me a visitare le cinque alture principali di Tuva, e con regolare periodicità dovranno partecipare alle cerimonie religiose a nome del popolo”.

Secondo esperti, le autorità locali stanno cercando di orientare la politica locale, alla religione buddista e a quella tengriana, una religione pagana arcaica del tempo di Gengis Khan e del condottiero degli Unni, Attila. Lena Fedorova, direttrice della fondazione “Prospettive della terra” della Jacuzia, osserva che “la devozione personale del capo di Tula non avrà conseguenze sull’opinione pubblica, in quanto il tengrismo è facilmente compatibile con il buddismo, l’islam, il cristianesimo e le altre religioni; è lo spirito di Gengis Khan, che prendeva tutte le religioni sotto la sua protezione”.

Ajsen Nikolaev, capo della repubblica settentrionale siberiana della Jacuzia, è a sua volta un seguace del tengrismo, senza per questo rinunciare a presentarsi come un fedele ortodosso. Commenta la Fedorova: “L’élite nazionale degli jacuzi è composta da persone che hanno una vera devozione per la storia e la cultura del proprio popolo; la repubblica si chiama ufficialmente Sakha, un termine legato alla religione degli antenati, a cui vengono consacrati luoghi e oggetti di grande rilevanza senza per questo togliere spazi alle strutture del Patriarcato di Mosca, come avviene anche in altre regioni vicine, come Mirnyj e Aldan”. La popolazione locale, soprattutto negli ultimi anni, sembra peraltro preferire gli edifici di culto pagano alle chiese ortodosse, contro la cui edificazione si verificano proteste, in sintonia con diverse altre parti della Russia, a causa della politica “aggressiva” del Patriarcato di Mosca nella costruzione delle chiese.

Il tengrismo non si identifica con lo sciamanesimo, attivo in diverse regioni siberiane, sempre con l’appoggio delle autorità locali, anche se in alcuni casi le due tendenze confluiscono: lo scorso 26 maggio in Buryatia è stata aperto il tempio “Tengeeri Ordoon”, su iniziativa dell’associazione locale degli sciamani. In queste regioni ai confini della Mongolia, è frequente la contaminazione delle religioni, un fatto che risale ai tempi e all’ideologia di Gengis Khan.

Il culto delle alture, consacrate “per decreto” a Tuva, è antico, e viene fatto risalire a circa 10mila anni fa, insieme al culto del fuoco. Questi antichi fenomeni del paganesimo asiatico avrebbero poi avuto influenza anche sullo sviluppo del buddismo. In Buryatia il buddismo sarebbe poi penetrato dal Tibet, mentre a Tuva si sarebbe diffusa una versione del buddismo legata alle ascendenze persiane della Battria, della Valle di Fergana e dell’Hindu Kush. Questo tipo di buddismo persiano avrebbe a sua volta assunto caratteristiche della religione zoroastriana, come appunto il culto delle luci e delle alture. Nella parte occidentale di Tuva si trova la montagna di Sut-Khol, dove si trova il sacro lago di Khol, caro ai culti tengriani e ai buddisti.

Le versioni locali di questa “rinascita del paganesimo” siberiano, raccontano che Gengis Khan sarebbe nato in territorio russo, nei pressi del lago Bajkal, e rappresenta un esempio di integrazione eurasiatica oggi di nuovo attuale, nell’ottica di un nuovo ordine mondiale che vede la Russia e la Cina (l’Asia intera) come baricentri della cultura, dell’economia e del potere mondiale, in nome del Figlio del Cielo Eterno, sacerdote e condottiero universale.

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