29 Maggio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 10/05/2017, 15.52

    GRAN BRETAGNA - INDIA

    Londra, conferenza sui dalit: discriminazione è una ‘vergogna’ per la società



    L’incontro organizzato dal Christian Network Against Caste Discrimination. Il sistema delle caste è un problema attuale in India, anche all’interno della Chiesa. I dalit sono la maggioranza dei cattolici. “Significativo l’interesse del Vaticano attraverso il card. Turkson”.

    Mumbai (AsiaNews) – “La discriminazione contro qualsiasi essere umano è ovunque una vergogna per la società”. Lo dice ad AsiaNews p. Z. Devasagayaraj, segretario dell’Ufficio per i dalit e le classi svantaggiate della Conferenza episcopale indiana. Egli è intervenuto a margine di una conferenza sulle “Responsabilità dei cristiani nei confronti dei dalit e della discriminazione di casta” organizzata a Southwark (Londra) nella cattedrale di san Giorgio. Secondo il segretario, “tutto il mondo deve condannare razzismo, xenofobia e apartheid. Non possiamo rimanere inermi mentre tali fenomeni avvengono in qualche parte del mondo”.

    La conferenza si è svolta ieri e oggi ed è stata organizzata dal Christian Network Against Caste Discrimination (Cnacd). Ospite d’onore, il card. Peter Turkson [prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ndr].

    In India il problema della discriminazione di casta, in particolare contro i dalit (cosiddetti “intoccabili”), è un tema ancora molto attuale anche nei ranghi della Chiesa cattolica. Per questo lo scorso anno i vescovi per la prima volta hanno varato un piano di politiche volte a superare l’emarginazione e a integrare i dalit, che rappresentano la maggioranza dei cattolici (12 milioni su un totale di 19).

    P. Devasagayaraj dichiara che “bisogna condannare il sistema delle caste e le pratiche discriminatorie anche in tema di lavoro. Il problema delle caste non è solo un problema dell’India, ma è comune a molti Paesi dell’Asia del sud, cioè ovunque queste persone emigrano”. Poi aggiunge: “Ci rammarica che questi individui portino con sé la discriminazione di casta”. Per questo è importante organizzare “seminari internazionali sulla questione delle caste, in modo che si faccia luce sulla loro discriminazione all’interno dello Stato, ma anche nella comunità cristiana”.

    Secondo mons. Sarat Chandra Nayak, vescovo di Berhampur, “il problema è così ampio che non è possibile sradicare questo male senza la collaborazione della comunità internazionale. Ed è di vitale importanza che le istituzioni aumentino l’attenzione su questo tema”. La discriminazione di casta, aggiunge, “continua ad essere diffusa e persistente. Non solo, con la globalizzazione il problema è stato esportato e con esso anche le sfide per risolverlo. Ormai è diventato un fenomeno globale. Le comunità della diaspora perseguono nell’attuare forme di divisione, che sono rafforzate da modi di vivere interdisciplinari”. P. Bosco sj, gesuita e attivista per i dalit, ritiene che “la pressione internazionale potrebbe influenzare molto la Chiesa e il Paese”. È significativo, conclude il consigliere del National Council for Dalit Christians, “l’interesse del Vaticano attraverso la presenza del card. Turkson. In Vaticano c’è bisogno di affrontare di più la questione dei dalit, perché spesso le gerarchie dimenticano che il pregiudizio è presente anche nel clero indiano”. (NC)

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    13/08/2012 GRAN BRETAGNA – ASIA
    Londra 2012, gli Stati Uniti superano la Cina e tornano in vetta al medagliere olimpico
    Cala il sipario sulla XXX edizione dei Giochi. Passaggio di consegne a Rio de Janeiro, per l’anno 2016. Dopo il trionfo di Pechino 2008, il Dragone torna sul secondo gradino del podio, ma i media patriottici denunciano “ingiustizie”. Fra gare e record, la vittoria della fede (Bolt e Farah) sul relativismo britannico.

    06/08/2012 GRAN BRETAGNA – ASIA
    Olimpiadi Londra 2012: il riscatto della fede, in un Paese che ha bandito i simboli religiosi
    In Gran Bretagna nei luoghi pubblici e sul lavoro è proibito mostrare segni che richiamano la fede professata. Esemplare la vicenda della hostess licenziata perché indossava una croce. Tuttavia, gli atleti impegnati nella rassegna non nascondono l’appartenenza religiosa. Prima e dopo le gare, segni di croce, prostrazioni e preghiere di ringraziamento.

    03/08/2012 GRAN BRETAGNA – CINA
    Londra 2012: per primeggiare nel medagliere, la Cina “rivendica” due ori kazaki
    Maiya Maneza e Zulfia Chinshanlo, di etnia Dungan, sono nate in territorio cinese ma dal 2007 gareggiano per il Kazakistan. Astana accusa Pechino di “scarsa sportività”. Per la Cina le vittorie sportive hanno un valore politico in chiave nazionalista. E sfrutta gli atleti, per lasciarli nella miseria come successo a Zhang Shangwu.

    02/08/2012 GRAN BRETAGNA – ASIA
    Londra 2012: non si scusa, ma annuncia il ritiro l’atleta cinese squalificata nel Badminton
    Pechino ha chiesto alle proprie giocatrici “scuse pubbliche” per la squalifica dal torneo olimpico. La Federazione ha cacciato otto giocatrici asiatiche per comportamento antisportivo. Yu Yang e Wang Xiaoli parlano di sogni “mandati in frantumi” e regole sbagliate. Gli internauti cinesi difendono le loro beniamine, che trovano alleati anche al britannico Guardian.

    01/08/2012 GRAN BRETAGNA – ASIA
    Londra 2012, otto asiatiche del Badminton sotto accusa per “scarso impegno”
    Le atlete fischiate dal pubblico e richiamate dall’arbitro, sono ora sotto indagine della Federazione. Esse provengono da Corea del Sud (due coppie), Cina e Indonesia. La 16enne cinese Ye Shiwen vince anche i 200 misti; ira dei blogger per le “vergognose” accuse di doping a suo carico. Lo statunitense Phelps nella leggenda, con la 19ma medaglia olimpica.



    In evidenza

    VATICANO
    Papa: Il 24 maggio, uniti ai fedeli in Cina nella festa della Madonna di Sheshan



    Al Regina Caeli papa Francesco ricorda la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina, instaurata da Benedetto XVI. I fedeli cinesi devono dare il “personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società”. Il Simposio di AsiaNews sulla Chiesa in Cina.  Un appello di pace per la Repubblica Centrafricana. “Volersi bene sull’esempio del Signore”. “A volte i contrasti, l’orgoglio, le invidie, le divisioni lasciano il segno anche sul volto bello della Chiesa”. Fra i nuovi cinque cardinali, anche un vescovo del Laos.


    VATICANO-CINA
    24 maggio 2017: ‘Cina, la Croce è rossa’, il Simposio di AsiaNews

    Bernardo Cervellera

    Il raduno in occasione della Giornata Mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Un titolo con molti significati: la Croce è rossa per il sangue dei martiri; per il tentativo di soffocare la fede nei controlli statali; per il contributo di speranza che il cristianesimo dà a una popolazione stanca di materialismo e consumismo e alla ricerca di nuovi criteri morali. A tema anche la grande e inaspettata rinascita religiosa nel Paese. Fra gli invitati: il card. Pietro Parolin, mons. Savio Hon, il sociologo delle religioni Richard Madsen, testimonianze di sacerdoti e laici cinesi.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®