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  • » 20/09/2017, 10.34

    INDIA

    Madhya Pradesh, chiuso un collegio cattolico. Vescovo di Sagar: Vogliono cacciare i cristiani

    Nirmala Carvalho

    L’ostello ospita da 20 anni gli studenti tribali poveri della zona. La Chiesa ha comprato la proprietà in maniera legale e i documenti sono in regola. Mons. Anthony Chirayath: “Falsa l’accusa di aver convertito 200 persone”. Mons. Cornelio: “I nazionalisti vogliono che i tribali tornino alla religione indù. Ma essi non sono mai stati induisti”.

    Mumbai (AsiaNews) – Il governo del Madhya Pradesh ha chiuso un collegio cattolico che da 20 anni offriva ospitalità ai tribali poveri della zona. Secondo le autorità, la missione non avrebbe gli adeguati permessi e sorgerebbe su un terreno non di sua proprietà. Non solo, i radicali nazionalisti indù accusano i cristiani di dare alloggio ai giovani tribali con l’unico obiettivo di convertirli in maniera forzata. I vescovi della zona non sono disposti a tollerare una simile provocazione e ribadiscono che l’ostello possiede tutte le certificazioni legali e serve la popolazione locale per il bene dei più bisognosi.

    Ad AsiaNews mons. Anthony Chirayath, vescovo di Sagar, sotto la cui giurisdizione rientra il collegio, denuncia che lo scopo degli accusatori “è scacciare i cristiani da quest’area. Qui ci sono solo due famiglie cristiane e ieri una di loro mi ha detto di aver ricevuto minacce. Ora vive nella paura”. Il vescovo sottolinea che la polizia ha condotto le sue indagini “e ha rilevato che la presunta accusa di aver convertito 200 persone è falsa. Gli agenti hanno anche verificato che la proprietà appartiene davvero alla Chiesa, quindi non c’è nulla di illegale per quanto riguarda la terra su cui sorge la struttura. Vogliono solo molestarci”.

    Anche mons. Leo Cornelio, arcivescovo di Bhopal, parla di “molestie contro i cristiani e di un’atmosfera anti-cristiana che circonda la nostra missione. Si tratta di una disputa terriera. Ed è anche una questione di Ghar Wapsi, cioè di ritorno alla religione d’origine. Ma i tribali non sono mai stati indù. Perciò la pretesa [dei nazionalisti] di ridare la terra al popolo è infondata e risponde solo all’obiettivo di tormentare i cristiani”.

    L’amministrazione distrettuale di Guna ha messo i sigilli al collegio situato nel villaggio di Mohanpur, rivolto all’accoglienza di bambini tribali. P. Siljo Kidangan, incaricato dell’ostello, ha dichiarato a Matters India che le autorità hanno anche imposto a lui e ai ragazzi ospitati di abbandonare la struttura. I giovani sono stati trasferiti in un altro collegio governativo, contro la loro volontà e l’appello al dialogo del sacerdote.

    L’ex direttore sottolinea che la missione cattolica “dava alloggio ad alunni poveri che studiano nella vicina scuola pubblica. Tra questi ci sono anche scolari brillanti che sono stati selezionati ed ammessi a scuole migliori, che forniranno loro un’educazione di più alto livello”.

    A proposito della disputa, p. Kidangan riferisce che le autorità statali “hanno ricevuto pressioni dai gruppi indù di estrema destra e hanno chiuso la scuola, sostenendo che sul nostro certificato mancava la firma dell’esattore del distretto. Ma la Chiesa ha acquistato la terra dalla popolazione locale dopo aver assolto tutte le formalità legali. Ora a causa di una piccola questione il governo si è impossessato della proprietà”. Egli lamenta che l’amministrazione “avrebbe dovuto concederci la possibilità di correggere l’errore, perché la nostra proprietà non è frutto di un’invasione e noi lavoriamo per i più poveri tra i poveri”. Ora le gerarchie ecclesiastiche hanno presentato un appello all’Alta corte dello Stato indiano. “Speriamo in una decisioni a nostro favore – conclude – anche se il processo potrebbe durare a lungo”.

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