05/02/2016, 13.00
INDIA
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Maharashtra, pastore pentecostale arrestato con l’accusa di praticare la magia nera

Il pastore Sebastian Marin è stato fermato insieme a due collaboratori del centro di preghiera che dirige. I tre sono accusati di aver violato l’Anti-Superstition and Black Magic Act, una legge contro la stregoneria. Sajan K George: “Gesù è il Guaritore. La preghiera o l’imposizione delle mani non hanno nulla di magico”.

Mumbai (AsiaNews) – Il pastore pentecostale Sebastian Marin è stato arrestato dalla polizia di Vasai, nel Maharashtra occidentale, con l’accusa di praticare la stregoneria. Il religioso è il fondatore del centro di preghiera Ashirwad, ed è stato fermato insieme al direttore Vishnu Kudve e a Vaibhav Tare, membro dello staff. Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcis), denuncia ad AsiaNews l’arresto: “Tutto questo è sospetto. I pentecostali ritengono che la medicina e la fede siano compatibili, entrambi sono parte del ministero sulla terra di Gesù Cristo”.

L’arresto è avvenuto il 31 gennaio scorso, ma è stato reso noto solo in questi giorni. In seguito ad una ferita alla schiena, il pastore si trova ricoverato presso il Jupiter Hospital di Thane, in regime di custodia preventiva, sorvegliato dalla polizia.

I tre cristiani sono stati arrestati in seguito alla denuncia del Maharashtra Andhashraddha Nirmoolan Samiti (Mans), un’organizzazione che si occupa di “sradicare la superstizione” in India. Stando alla denuncia, i tre uomini sono detenuti in base all’Anti-Superstition and Black Magic Act [una legge statale maharathi promulgata dopo l’omicidio del fondatore del Mans – ndr].

Contattato da AsiaNews, il centro di preghiera rifiuta di rilasciare dichiarazioni. Sul suo sito internet si legge: “Il nostro ministero di guarigione si svolge a Vasai, periferia di Mumbai. Il 99% della congregazione è formato da persone povere e non cristiane, che vengono qui e riescono a cambiare la propria vita e a guarire grazie al messaggio di salvezza del Signore”.

Il presidente del Gcic spiega che “i cristiani pentecostali non vedono contraddizione nel prescrivere una medicina e, allo stesso tempo, nel confidare in Dio per una guarigione divina. Le persone si recano presso questo centro, come pure negli altri gestiti dai pentecostali, per pregare nella speranza di ricevere la guarigione fisica”. “Gesù è il Guaritore – conclude – e non c’è niente di magico nel pregare o nell’imposizione delle mani. L’arresto dei tre cristiani è ingiusto e ha come unico scopo quello di intimidire la comunità”. (NC)

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