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    » 18/08/2012, 00.00

    BAHRAIN

    Manama, giovane 16enne ucciso dalla polizia



    Le forze dell'ordine lo accusano di "terrorismo" perché lanciava bottiglie molotov. Almeno 50 persone sono morte nella rivoluzione dei gelsomini contro il dominio degli al Khalifa. L'attivista Nabil Rajab condannato a tre anni per aver incitato e partecipato a manifestazioni.

    Manama (AsiaNews/Agenzie) - Un ragazzo 16enne è stato ucciso dalle forze di sicurezza del Bahrain durante una dimostrazione ieri sera. Il Centro per i diritti umani del Bahrain denuncia che Husam al-Haddad è morto per le ferite infertegli dal pestaggio dei poliziotti e da pallini sparati da un fucile. I parenti del ragazzo hanno ricuperato il suo corpo tutto sanguinante.

    Il ministero degli interni del Bahrain conferma la morte del ragazzo, ma lo accusa di "terrorismo" perché egli ha attaccato i poliziotti con bottiglie molotov.

    Dal febbraio 2011 il Bahrain è scosso da manifestazioni e proteste che chiedono riforme politiche e maggiore spazio per la popolazione di confessione sciita. Il governo sunnita di Sheikh Khalifa bin Salman Al Khalifa - la cui famiglia reale domina il Paese dal 1971 -  ha risposto con la repressione, aiutato anche da militari sauditi. La morte di Husam al-Haddad porta a 50 il numero delle vittime dei dimostranti.

    Sempre ieri sera, decine di dimostranti hanno manifestato nel villaggio di Sitra, a sud della capitale, partecipando alla giornata di Al Quds, la protesta per il popolo palestinese. Per disperdere la manifestazione, la polizia ha lanciato gas lacrimogeni.

    Due giorni fa, Nabil Rajab, attivista e capo del Centro per i diritti umani del Bahrain, è stato condannato a tre anni di prigione per provocato e partecipato a manifestazioni contro il governo. Rajab, uno sciita, ha guidato molte proteste contro il potere di Al Khalifa e gli ha chiesto di continuo di lasciare il potere. L'attivista era stato arrestato lo scorso 6 giugno per aver insultato la comunità sunnita sul web.

    Durante il mese del Ramadan, il principe ereditario Salman Bin Hamad Al Khalifa ha fatto molti incontri serali in cui ha sottolineato l'importanza di non ricorrere alla violenza e di iniziare dialoghi diretti per superare la crisi del Paese.

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