04 Dicembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 26/09/2009, 00.00

    IRAQ - VATICANO

    Mons. Sako: Sinodo speciale per il Medio oriente, il coraggio contro la disillusione

    Louis Sako

    L’arcivescovo di Kirkuk ringrazia il papa per aver indetto il prossimo sinodo e spinge i vescovi e patriarchi a una riforma missionaria delle Chiese orientali: attuare il Concilio Vaticano II; rievangelizzare i cristiani; missione verso l’islam; dialogo con l’ebraismo; concreta unità fra cattolici e ortodossi.

     Kirkuk (AsiaNews) - Il Santo Padre Benedetto XVI ha convocato un sinodo speciale per il Medio oriente, che si terrà dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema "La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza". Per l’occasione, vorrei esprimere i miei ringraziamenti al Santo Padre per questa opportunità e ricchezza data a tutti noi.  

    La Santa Sede vuole che le Chiese orientali progrediscano, ma esse stesse devono contribuire pienamente, sostenendo questo cammino comune: a questo sinodo, ogni Chiesa è chiamata a partecipare da protagonista. Ogni Chiesa è invitata ad andare avanti, a ricercare quell’aggiornamento globale che tende a ringiovanirla hic et nunc. Il Sinodo potrebbe essere una nuova Pentecoste.

    Ci è di grande aiuto guardare all’esperienza del Concilio Ecumenico Vaticano II. La maggioranza  delle nostre Chiese non ha ancora messo in pratica gli orientamenti del Concilio.

    Perché il Sinodo abbia un effetto positivo, le Chiese orientali devono  approfittare  molto di questo impulso dello Spirito per riscoprire la loro identità e missione, per realizzare unità e comunione, per rendere attuale il proprio impegno e la testimonianza. Devono dire le  cose pratiche e concrete, presentando in modo obbiettivo e coraggioso la situazione.

    La Chiesa è ecumenica per natura. Questo sinodo è un tempo privilegiato e intenso: non bisogna perdere l’occasione propizia. Le Chiese Orientali devono aprirsi allo Spirito Rinnovatore e uscire dal passato, da una storia rigida, per vivere nell’oggi, in questo tempo, e preparare il futuro. La Chiesa ha una sua vocazione, chiamata, missione. La fedeltà alle radici non può voler dire chiusura, ma impegno ad essere fedeli all'uomo d'oggi, che è cambiato. Ogni Chiesa locale deve assumersi la propria responsabilità e trovare poi il modo migliore di tradurre le direttive di questo sinodo nella società attuale. Date le possibilità, una Chiesa da sola non è capace di fare fronte a questo, ma insieme e in comunione con la Chiesa universale, tutto è possibile.

    Molti sono i problemi da studiare.        

    Ne presento alcuni: 

    1)      La riforma liturgica. Le Chiese  orientali sono Chiese e non etnie; hanno una missione aperta a tutti e non solo ai propri fedeli (caldei, siri, copti... ). Come dice san Giovanni Crisostomo, la liturgia è per l'uomo. Le Chiese Orientali sono quindi chiamate ad operare una riforma liturgica seria e appropriata al contesto in cui vivono i fedeli, pena la perdita di tanti di loro, che aderiranno piuttosto alle varie sette religiose.

    2)      E’ necessario dare più importanza e spazio alla Sacra Scrittura. In alcune Chiese ci sono finora due tavole: l'Eucaristia e la Bibbia. Non bisogna disdegnare nessuna delle due mense che ci sono preparate!

    3)      La riforma delle strutture (diocesi e i territori), che risalgono al Medioevo. Ci sono diocesi molto piccole, con un prete o due. Come si può fare? Poi c’è la situazione dei cristiani del Medio oriente che vivono nella diaspora...  I cristiani orientali  non devono  rinchiudersi esclusivamente nelle proprie comunità.

    4)      L’emorragia umana, ossia l'emigrazione dei fedeli da Iraq, Terra Santa, Libano... Non è solo colpa degli “altri” se il Medio oriente si svuota dei cristiani, ma anche dei cristiani stessi. La Chiesa orientale deve avere una visione chiara, con piani concreti per arginare questo esodo.  É necessario un lavoro comune con tutte le Chiese, presentandosi con una sola voce alle autorità locali. Forse  ci vuole una nuova evangelizzazione dei  cristiani orientali.

    5)      L'unità con le Chiese sorelle. In pratica ora è poca cosa, a parte qualche piccolo progetto di costruzione di abitazioni. É urgente dare una testimonianza comune! I musulmani non sempre capiscono le divisioni e le denominazioni dei cristiani.  É importante restaurare l'unità  fra  ortodossi e cattolici, soprattutto considerando che a livello dogmatico esse sono già unite (ne fanno testo le Dichiarazioni di fede comune fra la Santa Sede e varie Chiese sorelle). In pratica oggi si fa poco con gli altri cristiani. Ogni chiesa continua a darsi da fare solo per i propri fedeli. Da parte delle Chiese ortodosse si parla di mancanza di solidarietà e mancanza di carità.

    6)      L'islam: i cristiani devono aprirsi alla dimensione missionaria della loro presenza in terra musulmana. La loro partenza è una perdita: anche per i musulmani, un Oriente senza cristiani non sarebbe più lo stesso.  È importante anche il dialogo con gli ebrei, così da aiutare la separazione fra ebraismo e sionismo. Occorre promuovere il “dialogo interreligioso” partendo da identità diverse - siano esse culturali, storiche, sociali - attraverso le quali fondare un rapporto basato sulla “comprensione reciproca”, capace di portare la “pace in aree in cui è ancora forte la tensione fra fedeli di religioni diverse". Purtroppo, specie dopo l’11 settembre, la religione è diventata  espressione di identità politica! Testimoniare l’incrollabile amore di Dio per gli uomini e la Sua onnipotenza è il compito che in modo rinnovato accettiamo di assumerci. Vogliamo credere alla speranza, nonostante la disillusione e le molte difficoltà.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    19/06/2008 VATICANO
    Papa: siano offerte al Medio Oriente “la sospirata pace”, stabilità e libertà religiosa
    Ricevendo i partecipanti all’assemblea della Roaco, Benedetto XVI esprime vicinanza e solidarietà per le Chiese cattoliche orientali. Fiducia nei “segni di pace” che si vedono in Terra Santa.

    29/11/2013 IRAQ - VATICANO
    Patriarchi orientali da Benedetto XVI: "Prego tutti i giorni per l'Iraq, la Siria e i cristiani d'Oriente"
    Lo ha detto lo stesso papa emerito ai capi delle Chiese, che dopo la plenaria della Congregazione per le Chiese orientali sono andati a trovarlo al monastero Mater Ecclesiae. Il patriarca Sako ha invitato in Iraq papa Francesco, che "ha sorriso e ha promesso una visita".

    18/01/2008 VATICANO – TERRA SANTA
    Papa: in Terra Santa vinca il dialogo e ci sia ovunque vera libertà di religione
    Ricevendo i vescovi del CELRA, Benedetto XVI sottolinea la sua vicinanza ai cristiani della terra ove visse Gesù e chiede di dare sostegno a coloro che decidono di restarvi. La convivenza con ebrei e musulmani serva ad una migliore conoscenza reciproca, “necessaria per favorire un rispetto sempre maggiore della dignità umana, l’uguaglianza dei diritti e dei doveri delle persone ed una rinnovata attenzione ai bisogni di ognuno”.

    28/02/2013 VATICANO – TERRA SANTA
    Dal Vaticano appello a non dimenticare le Chiese e i cristiani di Terra Santa
    L’invito della Congregazione per le Chiese orientali ai cattolici di tutto il mondo a sostenere la colletta del Venerdì Santo. Grazie alla raccolta dell’anno passato, realizzati restauri di luoghi legati alla vita di Gesù, ampliamenti per l’accoglienza dei pellegrini, iniziative di sostegno alle comunità locali.

    14/05/2010 LIBANO – TERRA SANTA
    Mons. Sabbah: il “martirio” dei cristiani, schiacciati dal confronto fra Occidente e Oriente
    In vista del Sinodo dei Vescovi del Medioriente, il Patriarca emerito di Gerusalemme parla dell’avvenire dei cristiani nella regione. Egli esorta i fedeli a non “fuggire la storia”. I problemi dei cristiani risalgono alla Prima guerra mondiale e al confronto scontro fra occidente e oriente. Mons. Sabbah chiede al mondo musulmano un passo concreto nella direzione del dialogo e della convivenza.



    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: profughi cristiani di Mosul, fra l’emergenza aiuti e l’attesa del rientro

    P. Samir Youssef

    In una lettera p. Samir Youssef racconta la situazione dei rifugiati, da oltre due anni lontani dalle loro case. Si segue con attenzione l’offensiva, anche se case e chiese “sono in gran parte” bruciate o distrutte. Con l’arrivo dell’inverno servono cherosene, vestiti, cibo e denaro per pagare il trasporto degli studenti. Un appello per continuare a sostenere la campagna di AsiaNews.


    IRAQ
    “Adotta un cristiano di Mosul”: il dono di Natale per attraversare l’inverno

    Bernardo Cervellera

    Le nuove ondate di profughi, con l’avanzata dell’esercito verso la Piana di Ninive e Mosul rischiano di far dimenticare i rifugiati che da due anni hanno trovato ospitalità nel Kurdistan. C’è bisogno di cherosene, vestiti per l’inverno, aiuti per i bambini, soldi per gli affitti. La campagna lanciata da AsiaNews due anni fa è più urgente che mai. Rinunciare a un dono superfluo per offrire loro un dono essenziale per vivere.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®