28/08/2008, 00.00
RUSSIA - CINA - INDIA
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Mosca cerca appoggi sulla Georgia, ma Cina e India temono il separatismo

Il presidente russo cerca sostegno alla decisione di riconoscere l’indipendenza alle due regioni della Georgia, la Sud Ossezia e l’Abkhazia. Ma sia Pechino che New Delhi hanno problemi interni di separatismo. Dare l’ok all’indipendenza, significa rischio sbriciolamento per i due giganti asiatici.

Dushanbe (AsiaNews/Agenzie) – Ha inizio oggi a Dushanbe, la capitale del Tagikistan il raduno della Shanghai Cooperation Organization, che raccoglie 4 Repubbliche dell’Asia centrale (Tagikistan, Uzbekistan, Kyrgizystan e Kazakistan), la Cina e la Russia.  Sono invitati come osservatori anche India, Iran e Pakistan. Il tema delle discussioni doveva essere il terrorismo e il traffico di droga che ha base in Afghanistan. Ma per il presidente russo Dimitri Medvedev è un’occasione per trovare sostegno nel suo braccio di ferro con l’occidente dopo il riconoscimento da parte di Mosca dell’indipendenza della Sud Ossezia e dell’Abkhazia.

Il presidente russo ha incontrato ieri il suo omologo cinese Hu Jintao nel tentativo di trovare appoggio alla mossa di Mosca di riconoscere le due regioni separatiste della Georgia.

La decisione di Mosca è condannata da molti Paesi occidentali come una violazione dell’integrità della Georgia e un “ritorno alla Guerra Fredda”.

L’ex leader georgiano (ed ex Urss) Edward Shevarnadze ha chiesto alla comunità internazionale di boicottare i Giochi olimpici invernali che la Russia ospiterà a Sochi nel 2014. Hu Jintao ha dichiarato che la Cina sostiene la Russia nel suo diritto a mantenere i Giochi, ma non ha detto nulla sulla politica di Mosca verso la Georgia e le repubbliche separatiste.

Finora Pechino è rimasta molto neutrale sullo scontro fra Nato e Russia, esprimendo solo “preoccupazione” per la situazione. A diversi analisti sembra molto difficile che la Cina possa avallare le scelte di Medvedev sul Sud Ossezia e Abkhazia, avendo anch’essa problemi di separatismo con lo Xinjiang e con il Tibet. “È una posizione imbarazzante per la Cina – ha detto Jin Canrong, professore di studi internazionali all’università Renmin – Essa è uno stretto alleato della Russia, ma non sostiene per nulla il separatismo”.

Lo stesso si può dire per l’India dove molti gruppi, dal Kashmir al Bengala, lottano per l’indipendenza.

Nell’appoggiare il separatismo di Sud Ossezia e Abkhazia, la Russia sembra voler ripagare della stessa moneta l’appoggio che l’occidente ha dato all’indipendenza del Kosovo. Anche nel caso del Kosovo la Cina ha tenuto un atteggiamento di “profonda preoccupazione”, senza appoggiare la scelta separatista.

 

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