12/08/2004, 00.00
IRAQ
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Najaf : battaglia finale fra truppe Usa e irakene contro Moqtada al-Sadr

Najaf (AsiaNews/Agenzie) – Colpi di artiglieria pesante risuonano stamane nella città santa di Najaf, in un duro scontro fra le forze armate irakene e statunitensi e le milizie fedeli al leader radicale sciita Moqtada al-Sadr, che sembra annunciarsi come l'offensiva finale contro l'armata del Mahdi.

 "Sono cominciate le operazioni per distruggere la milizia" afferma il maggiore David Holahan, vice-comandante del 1mo battaglione, 4° reggimento della Marina degli Stati Uniti.

Migliaia di truppe Usa prendono parte all'offensiva, cominciata con l'accerchiamento del santuario dell'Imam Alì, del cimitero e della zona vecchia di Najaf.

La maggior parte dei ribelli ha trovato rifugio proprio nel santuario, venerato da tutti gli sciiti. L'offensiva dovrebbe cercare di non danneggiarlo, per non provocare le ire della maggioranza sciita irachena. Il governatore di Najaf, Adnan Zorfi, ha dato alle truppe il permesso di penetrare anche nel santuario. Nei giorni scorsi la popolazione di Najaf è stata invitata a lasciare la città. Anche l'ayatollah Al Sistani, riverito da tutti gli sciiti, ha lasciato il paese per la Gran Bretagna, dove è sottoposto ad alcune cure mediche.

Ieri, Forze Usa e della Guardia Nazionale irachena hanno fatto esercitazioni per preparare l'assalto. "Le truppe irachene e quelle americane stanno ultimando i preparativi per porre fine a questa battaglia iniziata dalla milizia di al Sadr" ha dichiarato il colonnello Anthony M. Haslam, comandante in capo dell'11 unità di spedizione della Marina.

In mattinata alcuni proiettili hanno centrato degli edifici vicini al tempio, mentre veicoli militari statunitensi penetravano nella città da nord, fra il persistente crepitio delle mitragliatrici.

Un convoglio di carri armati e altri veicoli militari sono entrati nella città portando rinforzi e sostegno alle truppe già impegnate in battaglia, che infuria ormai da 7 giorni.

Muqtada al Sadr, che non gode dell'appoggio e del sostegno della vasta maggioranza degli sciiti irakeni, ha incitato i suoi seguaci a combattere fino alla fine, anche nel caso in cui egli dovesse morire.

A Bassora i fedeli di al Sadr, rispondendo al proclama di guerra contro le truppe straniere, hanno minacciato di far saltare in aria gli oleodotti e le infrastrutture del porto se le forze della coalizione sferreranno un attacco violento a Najaf. Lo scorso lunedì una simile minaccia ha comportato una breve interruzione nell'estrazione di petrolio dai serbatoi del sud.

Le truppe Usa affermano che finora centinaia di miliziani sono stati uccisi negli scontri di Najaf.

Le forze della coalizione hanno subito 5 vittime, insieme a una ventina di ufficiali irakeni.

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