Kathmandu (AsiaNews) - Le
entrata provenienti da corruzione e lavoro nero coprono più del 50% del
Prodotto interno lordo nepalese. È
quanto emerge dal rapporto 2011 sulla corruzione nel mondo, pubblicato da
Transparency International (Ti), che
prende in esame 178 Stati. Secondo il Ti i casi di corruzione nei
Paesi dell'Asia del Sud sono in aumento. Nel 2011, circa il 33% della popolazione
del sub-continente è stata costretta a pagare tangenti a politici e funzionari
statali. Circa il 62% delle persone
intervistate nella regione sostiene che negli ultimi tre anni tale pratica si è
consolidata, trasformandosi da problema da risolvere in una prassi da
tollerare.
Il rapporto "Corruption Perceptions Index 2011" considera il grado di
corruzione degli amministratori pubblici, determinato sulla base di indagini
condotte tra esperti economici e grandi enti mondiali, fra cui la Banca
asiatica per lo sviluppo, la Banca mondiale e l'Unione europea. I Paesi con il più alto tasso di corruzione al
mondo sono: Somalia, Corea del Nord, Myanmar e Afghanistan.
Fra il 2010 e il 2011 il
Nepal è sceso di 8 posizioni nella lista stilata dal Ti, passando dal 146°
posto al 154°. Bhojraj Pokharel, ex funzionario statale spiega che la causa
principale della corruzione è dovuta all'eccessiva ingerenza del governo di
stampo maoista nel sistema economico. Egli sottolinea che lo Stato limita in
modo ideologico la libertà di impresa, costringendo i privati ad assurde trafile
burocratiche per registrare una nuova attività. Ciò vale soprattutto per le
aziende straniere. Oltre a pagare tangenti per velocizzare l'iter di
approvazione, esse subiscono il ricatto dei sindacati pagati dai politici
maoisti per tutelare i loro interessi personali.
Secondo lo studio "Doing
Business" della World Bank, un piccolo
imprenditore deve affrontare sette procedure diverse per poter registrare una
nuova attività. Se non vengono riscontrate anomalie occorrono più di 30 giorni
per completare l'iter. Esso costa 241
dollari Usa, ma la cifra può triplicare o anche decuplicare a seconda del tipo
di impresa e degli interessi di politici e funzionari locali.
Tale pratica colpisce
soprattutto l'industria del turismo, fra i settori più redditizi dell'economia
nepalese. Le agenzie che gestiscono le mete più popolari, come ad esempio i trekking
intorno al monte Everest o le visite ai siti archeologici non hanno la libertà
di operare con i propri veicoli e con il proprio personale. Spesso chi non
favorisce i politici locali subisce minacce e pressioni. Di recente sulla
strada statale che va da Pokhara a Jomsom (Nepal centro -settentrionale) legata
al trekking alpinistico dell'Anapurna il governo ha obbligato le agenzie
straniere a noleggiare fuoristrada Mustang. Ciò per favorire gli autisti membri
del potente cartello che opera sulla tratta percorsa ogni anno da migliaia di
turisti. I veicoli di marca differente sono stati assaltati e distrutti da
teppisti assoldati dai funzionari locali.