» 26/10/2009 16:11 NEPAL Nuove tensioni tra ribelli maoisti e governo di Kalpit Parajuli A rischio la stabilità del Paese. Membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu denunciano la presenza di armi nei campi maoisti e il continuo reclutamento di uomini da parte dell’esercito.
Kathmandu (AsiaNews) – Il Nepal rischia un’escalation militare: mentre l’esercito continua ad arruolare nuove reclute, i ribelli maoisti immagazzinano sempre più armi. È quanto appare da un’ispezione di rappresentanti del Consiglio di sicurezza Onu che lo scorso 23 ottobre hanno visitato il campo maoista di Chulachuli e la caserma di Chauni.
Secondo gli accordi di pace firmati nel 2006,i guerriglieri maoisti dovrebbero essere riassorbiti nella società e soprattutto integrati nell’esercito. Ciò non avviene o avviene molto lentamente, tanto che per il 1° novembre i maoisti hanno programmato nuove proteste contro il governo, accusato di violare i diritti della popolazione.
Karin Landgren, responsabile dell’Onu afferma che “il processo di pace è ancora lungo” a causa “di container pieni di armi euomini armati” nei campi dei maoisti. Allo stesso tempo, la Landgren fa notare “il continuo reclutamento di forze da parte dell’esercito”.
Nel 2006 dopo dieci anni di lotta armata, i guerriglieri maoisti si sono accordati con i “sette partiti” del vecchio regime per eliminare la monarchia e creare un’Assemblea Costituente. Gli accordi firmati sotto l’egida dell’Onu implicano il disarmo e il reintegro dei guerriglieri nelle file dell’esercito.Nel 2008, guidati dal loro leader Prachanda,i maoisti hanno vinto le elezioni. Ma il presidenteRam Baran Yadav, timoroso del troppo potere dei maoisti, si rifiuta fino ad ora di integrare gli ex ribelli nell’esercito. A causa di ciò, il 4 maggio scorso Prachanda si è dimesso.
A tutt’oggi sono oltre 19mila gli ex guerriglieri che attendono di essere reintegrati all’interno della società.