29 Marzo 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 17/09/2008
ASIA CENTRALE–EU-RUSSIA
Occidente e Russia in competizione per alleanze ed energia in Caucaso e Asia centrale
La Nato continua l’intesa con la Georgia. Mosca parla di “clima da Guerra Fredda” e aumenta i rapporti con Abkhazia e Sud Ossezia. Azerbaigian e Kazakistan cercano un difficile equilibrio. Può approfittarne la Cina, per ottenere importanti accordi energetici.

Tbilisi (AsiaNews/Agenzie) – Prosegue il cammino perché la Georgia entri nell’Alleanza atlantica (Nato), ma occorre che Tbilisi “continui le riforme e migliori le istituzioni e la prassi democratica”, secondo Jaap de Hoop Scheffer, Segretario generale Nato che ha concluso ieri una visita in Georgia di 2 giorni. Alla stampa de Hoop Scheffer ha detto che la recente guerra con la Russia non ha mutato le prospettive del rapporto Georgia-Nato e che “nessuno” può “impedire” all’Alleanza di accettare nuovi membri. Si è però augurato di non ricevere un altro rapporto su “brogli” in future elezioni, con evidente riferimento alle elezioni dello scorso 5 gennaio vinte di misura da Mikhail Saakashvili, ma con accuse di irregolarità da parte delle opposizioni.

Si è detto d’accordo il presidente Saakashvili, ansioso di ottenere consensi e sostegno dopo la dura sconfitta militare. Contro di lui cresce l’opposizione interna, pronta a chiedere nuove elezioni per la primavera 2009.

Oggi il Cremlino ha definito la visita come la  “dimostrazione di una tendenza antirussa” “da Guerra Fredda” aggiungendo che maggiori relazioni Nato-Georgia sono “intempestive e non di aiuto per la stabilità della regione”. Proprio mentre de Hoop Scheffer era a Tbilisi, il 15 settembre il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov è volato a Sokhumi in Abkhazia, nella prima visita ufficiale russa nel Paese dal 1993. Oggi il presidente russo Dmitry Medvedev ha firmato un “accordo di amicizia” con i presidenti di Abkhazia e Sud Ossezia.

Sempre ieri il presidente atzero Ilham Aliyev ha incontrato a Mosca Medvedev. La Russia preme perché l’Azerbaigian ceda il suo gas alla statale Gazprom. Ma non sono stati annunciati accordi energetici, a conferma che Aliyev vuole mantenersi distante sia dalla Russia che dall’Occidente e vendere a entrambi. Per l’Unione europea è un alleato essenziale sia per i ricchi giacimenti di energia che per il progetto di far passare per il Paese un gasdotto che arrivi in Asia Centrale, aggirando il sistema russo.

Sulla Georgia, Aliyev si è limitato a dire che occorre “raggiungere la pace e diminuire la tensione”. Anche Baku ha un’enclave separatista nel Nagorno-Karabakh e Medvedev si è premurato di assicurare che la situazione è diversa dalla Georgia e che ogni problema va risolto con “il dialogo diretto”.

Ma di fronte alla competizioni Russia-Ue, il 12 settembre Elshad Nasirov, vicepresidente della Compagnia petrolifera statale atzera (Socar) ha ripetuto che per il gas “tutte le destinazioni sono ugualmente possibili”. “Prenderemo anzitutto in considerazione il profitto” ed è anche possibile “un’altra opzione”: trasportare il gas attraverso il Turkmenistan, verso India o Cina.

Mentre Russia e Occidente lottano per assicurarsi amicizie ed energia in Caucaso e Asia centrale, Pechino è molto attiva. Il 29 agosto Cina e Turkmenistan hanno siglato un accordo-quadro per aumentare la fornitura di gas da 30 a 40 miliardi di metri cubi annui, quando per la fine del 209 sarà completato il gasdotto che passa per Uzbekistan e Kazakistan. Accordo firmato subito dopo che il vicepremier russo Viktor Zubkov è stato in Turkmenistan, dimostrando la volontà di Ashgabat di affrancarsi da Mosca.

Sempre Pechino si è opposta durante il summit dei Paesi della Shanghai Cooperation Organization (Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan Uzbekistan), il 28 agosto a Dushanbe, a una dichiarazione a sostegno della Russia sulla guerra in Georgia, come chiesto da Mosca. Invece, la Sco ha invitato le parti a risolvere ogni questione “in modo pacifico”.

Anche il Kazakistan cerca di mantenersi in equilibrio tra Russia e Ue: non ha accettato l’offerta russa di acquistare tutto il suo gas, ma ieri, nell’annuale incontro a Bruxelles con l’Ue, i rappresentanti kazaki sono apparsi tiepidi sul progetto del gasdotto Nabucco da Baku all’Austria, rispondendo che è ancora in una fase di pianificazione. (PB)


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
02/07/2008 KAZAKISTAN
La ricerca di un passaggio nel Caucaso per portar greggio in Europa
05/05/2006 KAZAKISTAN - STATI UNITI - UNIONE EUROPEA
Cheney in Kazakistan per un progetto di gasdotto che non passi per la Russia
18/09/2009 ASIA CENTRALE - RUSSIA
Sempre più complesso il puzzle per l’energia dell’Asia centrale
20/04/2011 AZERBAIGIAN
Progetto Nabucco: forse il via definitivo avverrà entro il 2011
14/05/2007 RUSSIA - ASIA CENTRALE
Putin rinsalda il controllo sull’energia dell’Asia centrale

In evidenza
IRAN
E’ ora di giungere all’accordo con Teheran, partner affidabile nella lotta contro lo Stato islamico
di Bernardo CervelleraUna bozza di accordo sul nucleare iraniano dovrebbe essere pronta per il 31 marzo. Ma i repubblicani Usa, Israele e l’Arabia saudita sono nettamente contrari. I motivi “secondari” della loro opposizione. Con Hassan Rouhani l’Iran vuole tornare nell’alveo della comunità internazionale. La funzione mediatrice di Teheran in Medio oriente. Il nunzio vaticano: “Non vi è una sola prova che l’Iran stia preparando una bomba nucleare”.
CINA-VATICANO
ULTIMO'ORA: La polizia cinese rapisce due sacerdoti a Mutanjiang
di Bernardo Cervellera
CINA-VATICANO
Niente brindisi fra Cina e Vaticano: Pechino vuole il dominio assoluto
di Bernardo CervelleraPer il Global Times (Quotidiano del popolo) alla Cina non piacciono le ordinazioni episcopali concordate, "modello Vietnam". Imbarazzo del Ministero cinese degli esteri di fronte ai mille passi della Santa Sede. La Cina vuole che il Vaticano accetti tutti i vescovi scomunicati e faccia silenzio su quelli sotterranei e imprigionati. Il caso di mons. Cosma Shi Enxiang. Senza libertà religiosa non vale la pena avere rapporti diplomatici. Lavorare per la missione e l'unità dei cattolici in Cina. Un lavoro per Xi Jinping: attuare la campagna anti-corruzione verso il ministero degli affari religiosi e l'Associazione patriottica, arricchitisi in questi decenni alle spalle dei cristiani.

Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate