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  • » 09/12/2016, 12.55

    INDIA – STATI UNITI

    Ong cristiana americana “sotto controllo”: a rischio migliaia di bambini poveri. E l’India ci ripensa

    Nirmala Carvalho

    Compassion International opera in India con 580 partner, cui versa 50 milioni di dollari l’anno. A febbraio il governo indiano l’ha inserita tra le Ong da controllare. I suoi membri fanno pressioni sui rappresentanti del Congresso Usa. Gruppo radicale indù critica lo scopo esplicito di evangelizzare i bambini.

    Mumbai (AsiaNews) – Le attività di Compassion International, una Ong cristiana americana, sono state messe sotto controllo da parte del Ministero indiano degli interni. L’organizzazione è sospettata di utilizzare i fondi in India per convertire al cristianesimo i destinatari degli aiuti, migliaia di bambini poveri. Ma dopo la minaccia della Ong di sospendere tutte le attività, a vantaggio di 580 partner locali che assistono almeno 145mila bambini, il Ministero ha detto di voler ripensare alla decisione presa. Sajan K George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), afferma ad AsiaNews: “Non sarà negato ai bambini il disperato aiuto di cui hanno bisogno. Le famiglie americane continueranno a inviare soldi per il cibo e la loro educazione”.

    La Ong statunitense non è la prima organizzazione cristiana a essere posta sotto osservazione. Nel 2015 lo stesso trattamento era stato riservato anche a Caritas India.

    La vicenda risale al febbraio 2016, quando i governo dell’Unione ha inserito Compassion International nella categoria “prior approval” (“previa approvazione”) prevista dal Foreign Contribution Regulation Act 2010 (Fcra), legge che regola l’accettazione e l’utilizzo di fondi stranieri.

    Inserire una Ong in questa lista significa che le donazioni estere non possono essere versate direttamente nei conti bancari dell’organizzazione, ma devono ottenere l’approvazione del Ministero degli interni.

    Compassion International opera in India dal 1968, e lotta per rompere il ciclo della povertà tra i bambini. Ogni anno versa nelle casse delle sue filiali locali l’equivalente di 50 milioni di dollari.

    Vista la reticenza di Delhi nel risolvere la disputa, lo scorso 6 dicembre i leader della Ong sono stati ascoltati in un’audizione alla Commissione Affari esteri della Camera dei rappresentanti americana. Ai membri del Congresso hanno chiesto di fare pressioni sul governo indiano, altrimenti sarebbero stati costretti a interrompere tutti gli aiuti. Stephen Oakley, vice presidente e consigliere generale, ha anche accusato il premier Narendra Modi di voler eliminare le Ong straniere. “È chiaro – ha detto – che il Ministero dell’Interno considera i valori cristiani come una minaccia per gli interessi nazionali, soprattutto se questi valori sono insegnati ai poveri”.

    Dal canto suo il portavoce del Ministero indiano degli Esteri ha difeso la decisione di Delhi, sottolineando che l’India accoglie tutte le “operazioni legali delle Ong straniere” e ospita la rete di Ong più diffusa al mondo, con tre milioni di associazioni su tutto il territorio.

    Dopo l’audizione, l’Hindu American Foundation, un gruppo radicale indù statunitense, ha criticato la disponibilità dei legislatori americani, e ha detto che l’audizione di una organizzazione caritatevole cristiana rappresenta “un appoggio inappropriato” ad una religione nei confronti di altre. Secondo Suhag Shukla, direttrice esecutiva e consulente legale, l’obiettivo di Compassion International “non è solo umanitario. In modo pubblico affermano che la missione è l’evangelizzazione”.

    Sajan K George condanna l’atteggiamento del gruppo indù: “Essi si avvantaggiano dell’ospitalità degli americani e tentano di far leva sul loro potere persuasivo, diffamando e diffondendo l’odio contro le organizzazioni cristiane che si occupano di migliorare tutti i settori della società, a prescindere dalle differenze di casta o credo”.

    “Sfido i gruppi indù – afferma il leader cristiano – ad alleviare le sofferenze di milioni di dalit, ai quali viene negato il diritto di vivere in India come cittadini rispettabili. Sembra che questo gruppo radicale voglia soffocare il diritto dei bambini dalit ad avere un futuro migliore, garantito da organizzazioni come Compassion International, che attua programmi di sviluppo inclusivo e olistico”. “È ridicolo – conclude – che negli Usa l’Hindu American Foundation goda di piena libertà, mentre in India tenta di reprimere la minoranza cristiana”.

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