07/01/2016, 00.00
INDIA

Orissa, via libera alla canonizzazione dei martiri cristiani di Kandhamal

Il processo sarà guidato da mons. John Barwa, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar. Egli ha il compito di formare un gruppo di esperti e raccogliere informazioni sui martiri. Nell’agosto del 2008 i radicali indù hanno ucciso circa 100 cristiani. Le violenze hanno costretto 56mila persone a fuggire dalle loro case; 10mila di esse ancora non hanno fatto ritorno. Oltre 6.500 case distrutte e 395 chiese profanate.

Cuttack-Bhubaneswar (AsiaNews/CNA) – La Chiesa cattolica dell’India ha deciso di dare avvio alla causa di canonizzazione dei circa 100 martiri cristiani uccisi dai radicali indù durante i pogrom del 2008 in Orissa. Lo ha deciso nei giorni scorsi il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai e presidente della Conferenza episcopale indiana (Cbci) e della Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia (Fabc). Il porporato ha nominato mons. John Barwa, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, alla guida del processo dei “martiri di Kandhamal”.

Mons. Barwa ha commentato: “L’apertura della causa è motivo di orgoglio per i parenti delle vittime e per tutta la Chiesa. I nostri uomini, donne e bambini, resi martiri a causa della loro fede, non sono stati dimenticati”. “Anche se essi sono stati uccisi in modo orribile, la loro morte ha portato una nuova vita e una nuova fede. Questo rende orgogliosi i parenti delle vittime”.

Nell’agosto del 2008 i radicali indù hanno ucciso circa 100 cristiani, incolpati dell’omicidio del guru Swami Lakshmanananda, leader del gruppo nazionalista indù Vishna Hindu Parishad. Anche se i guerriglieri maoisti hanno più volte rivendicato l’assassinio del guru, i fondamentalisti indù hanno scatenato nel distretto di Kandhamal il più feroce massacro contro la minoranza cristiana mai avvenuto in India.

I fedeli cristiani sono stati assassinati per essersi rifiutati di convertirsi all’indù. Inoltre più di 56mila persone hanno abbandonato le proprie case e si sono rifugiate nella foresta, dove hanno sofferto per la fame e l’indigenza. I radicali hanno distrutto circa 6.500 case e 395 chiese; ad oggi, quasi 10mila persone non hanno fatto ancora ritorno alle proprie abitazioni.

I sopravvissuti ai pogrom del 2008 hanno raccontato storie di violenze atroci, compresi episodi di tortura e conversioni forzate. Il card. Gracias ha deciso di dare impulso al processo di canonizzazione dopo l’incontro con uno di essi, avvenuto lo scorso novembre. Il presidente della Cbci ha già informato dell’iniziativa il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione per le cause dei santi, il quale ha annunciato che “parlerà di persona a papa Francesco delle violenze di Kandhamal e dei suoi martiri”.

L’arcivescovo Barwa avrà il compito di formare un gruppo di esperti e raccogliere informazioni sulle vittime. Ha deciso inoltre di erigere un monumento in loro memoria. In conclusione, egli ha dichiarato: “L’avvio ufficiale del processo è ‘una cosa grande’ per i cristiani in India, soprattutto per le sfide che la minoranza affronta ogni giorno. Servirà a rafforzare e rivitalizzare la comunità cristiana, colpita dagli attacchi del 2008”.

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