04/05/2013, 00.00
INDIA
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Orissa: ancora in carcere 7 cristiani innocenti, vittime di processi-farsa

di Nirmala Carvalho
Il giudice della Fast Track Court di Phulbani ha dichiarato chiusa la sua corte e affidato il caso a un tribunale regolare. Esso potrebbe impiegare altri anni per chiudere il processo. I sette sono accusati dell’omicidio di un leader indù, che scatenò i pogrom anticristiani del 2008. I maoisti hanno sempre rivendicato l’assassinio.

Mumbai (AsiaNews) - Per l'ennesima volta, il giudice della Fast Track Court di Phulbani ha rinviato di proposito l'udienza per la liberazione di sette cristiani innocenti, accusati senza alcuna prova dell'omicidio del leader indù Laxamananda Saraswati, la cui morte nel 2008 scatenò i violenti pogrom dell'Orissa. La nuova seduta è prevista per il prossimo 22 maggio. Sono ormai quattro anni e mezzo che questi uomini languono nelle carceri del Kandhamal, vittime di processi farsa, nonostante i maoisti abbiano sempre rivendicato la responsabilità dell'assassinio.

L'udienza che i sette cristiani e le loro famiglie aspettavano da tempo era prevista il primo aprile scorso. Quel giorno però il giudice ha annunciato che la sua corte avrebbe chiuso, e che quindi il caso passava in mano a un tribunale regolare (Session Court). Le Fast Track Courts sono dei tribunali speciali, istituiti dopo i pogrom dell'Orissa per cercare di velocizzare i processi.

Una volta in mano a una Session Court, il caso potrebbe subire ulteriori ritardi. Quando vennero creati, questi tribunali miravano a concludere un processo in modo rapido: ascoltando tutte le parti un giorno dopo l'altro. Ma le scappatoie procedurali e l'accumularsi di altri casi hanno trasformato i procedimenti in un continuo rinvio, impantanando l'intero sistema giudiziario indiano in modo quasi inestricabile.

Convinte che fosse arrivato il giorno di riabbracciare i loro mariti, sei delle sette mogli insieme ai rispettivi figli si sono recate al centro pastorale di Konjamendi, che sin dall'inizio della vicenda offre assistenza e sostegno ai cristiani detenuti e alle loro famiglie. Così, il 18 marzo scorso queste donne e 12 ragazzi e ragazze hanno incontrato i pastori Prasan Pradhan, Sushant Pradhan e Sunil Parichha, Sajan George - presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic) - e fratel Markose. Insieme hanno ripercorso i momenti dell'arresto dei loro uomini e poi hanno pregato insieme. Il giorno dopo i leader religiosi hanno accompagnato tutte loro nella prigione di Phulbani, per visitare i mariti. Al termine della giornata, i pastori hanno riaccompagnato le famiglie nelle loro case a Kotagad. 

 

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