19/12/2012, 00.00
INDIA
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Orissa: da 4 anni, ancora in carcere 7 cristiani innocenti

di Nirmala Carvalho
Sono accusati dell’omicidio di Laxamananda Saraswati, che diede inizio ai pogrom anticristiani del 2008. Anche se i maoisti hanno sempre rivendicato l’assassinio, la polizia ha arrestato i cristiani, inventando storie false o prelevandoli nel cuore della notte. Leader cristiano: in Orissa una giustizia mascherata, che minaccia le vittime e scagiona i veri colpevoli.

Mumbai (AsiaNews) - Sono ancora in carcere sette cristiani innocenti, accusati nel 2008 dell'omicidio del leader indù Laxamananda Saraswati, la cui morte scatenò i violenti pogrom dell'Orissa. Sebbene i maoisti abbiano ammesso sempre la loro responsabilità nell'assassinio, da quattro anni questi uomini languono nelle carceri del Kandhamal, vittime di processi-farsa, udienze rinviate di mese in mese, con giudici assenti e senza possibilità di testimoniare la propria innocenza. Per Sajan George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), i sette cristiani sono preda di "una giustizia mascherata", che "minaccia vittime e testimoni" e "scagiona i veri colpevoli".

La loro condizione diventa ogni giorno più critica. Secondo quanto riferito ad AsiaNews da fratel K.J Markose, religioso monfortiano e avvocato che si occupa della loro difesa, negli ultimi 60 giorni sono saltate più di sette udienze. Ogni volta, gli accusati giungono in aula, il giudice non si presenta, e loro sono costretti a tornare in carcere. È accaduto anche il 17 dicembre scorso, quando era prevista una nuova udienza. Un impiegato del tribunale li ha rinviati al prossimo 22 dicembre.

Per legge, spiega fratel Markose, "il loro processo dovrebbe già essere concluso". Il loro caso infatti è passato per una Fast Track Court di Phulbani. A causa del ritardo nell'emettere la sentenza, l'Alta corte dello Stato ha aperto un nuovo processo per direttissima. Questo sarebbe dovuto finire a settembre, con un verdetto entro due mesi, ma la sentenza non è mai arrivata.

Per far conoscere la storia di questi sette cristiani, fratel Markose ha condiviso con AsiaNews alcune informazioni su di loro:

Bijay Kr Sunseth, figlio di Salai Sunseth. Originario di Madhuguda (Kotagad). Sposato con Pabitra, hanno sei figli, due maschi (di 15 e 9 anni), e quattro femmine (di 14, 10, 7 e 5 anni). A causa della situazione in cui vivono, il più grande non ha superato gli esami di metà corso. I ragazzi vivono in ostelli, pagati da benefattori. La famiglia appartiene alla Chiesa battista (Kandhamal Union). Secondo la moglie, Bijay era un leader nella sua comunità. Il 13 dicembre 2008 la polizia lo ha convocato per un confronto. Al suo arrivo, gli agenti lo hanno arrestato e portato a Rayagada. Le forze dell'ordine hanno detto invece di averlo catturato nella giungla.

Gornath Chalanseth, figlio di Bachan Chalanseth. Originario di Sartuli (Kotagad). Sposato con Ruta, hanno una figlia maggiore (sposata) e tre maschi. Il più grande vive a Berhampur, studia ingegneria e lavora part-time per mantenersi. I più piccoli hanno 12 e 9 anni. Secondo le testimonianze di sua moglie e suo fratello Banga, la polizia ha convocato Gornath una prima volta agli inizi di dicembre 2008, rimandandolo a casa. Il 13 del mese è stato arrestato insieme a Bijay. Anche nel suo caso, gli agenti hanno diffuso la notizia della cattura nella giungla.

Budhadeb Nayak, figlio di Muga Nayak. Originario di Kilangi (Kotagad). Sposato con Nilandri, hanno tre maschi e due femmine. Entrambi i figli più grandi maschi sono sposati, uno dei due è un pastore protestante in Chhattisgarh. Il terzo ha 7 anni. Le femmine hanno 8 e 7 anni. Secondo la moglie, la polizia ha prelevato l'uomo nel cuore della notte, mentre dormiva.

Bhaskar Sunamajhi, figlio di Budui Sunamajhi. Originario di Kutiguda (Kotagad). Sposato con Debaki, hanno solo un figlio di 6 anni che ancora non va a scuola. Bhaskar era una guardia del villaggio (figure che collaborano con la polizia, ndr). Una mattina del 2008, circa 10-12 giorni prima di Natale, egli stava giocando a carte con alcuni amici, quando una jeep della polizia gli ha fatto cenno di prendere soldi, vestiti e andare via con loro. Avendolo fatto altre volte, Bhaskar non ha esitato. Gli agenti invece lo hanno portato via e accusato di omicidio.

Durjo Sunamajhi, figlio di Asin Sunamajhi. Originario di Budapada (Kotagad). Sposato con Gumili, hanno tre maschi e due femmine. I figli maggiori sono operai, mentre il terzo ha 8 anni e va a scuola. Le figlie hanno 12 e 3 anni (la più piccola ancora non va a scuola). Nell'ottobre 2008, la polizia ha fatto irruzione in casa nel cuore della notte e ha portato via l'uomo.

Munda Badmajhi, figlio di Dhanura Badmajhi. Originario di Duringpodi (Kotagad). Sposato con Bamdiguali, hanno due maschi e due femmine. Il figlio più grande faceva la quarta elementare (10 anni) quando suo padre è stato arrestato. Ha dovuto abbandonare la scuola e iniziare a lavorare come operaio. Il più piccolo ora ha 7 anni, e un pastore cristiano gli paga la retta. La più grande non può andare a scuola, mentre la piccola frequenta la terza elementare. Come per Durjo, nell'ottobre 2008 la polizia ha prelevato Munda nel cuore della notte. La moglie ha tentato di dargli uno scialle, ma la polizia l'ha allontanata.

Sanatan Badmajhi, figlio di BaldoBadmajhi. Originario di Madaguda (Kotagad). Sposato con Badusi, hanno due maschi e due femmine. La più grande ha 11 anni e frequenta una scuola governativa. Il maschio più grande e la femmina più piccola hanno 7 e 8 anni. Il più piccolo ha 5 anni. La polizia ha arrestato Sanatan il 4 ottobre 2008, portandolo via mentre dormiva. 

 

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