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  • » 17/12/2009, 00.00

    VATICANO-KAZAKHSTAN-BANGLADESH

    Papa: rispetto dei diritti umani e della natura fondamentali per costruire la pace



    Ricevendo gli ambasciatori di otto Paesi per la presentazione delle credenziali, Benedetto XVI ha sottolineato il rispetto dovuto alla libertà religiosa. La conferenza di Copenhagen “test di prova per i Paesi partecipanti di superare i loro interessi nazionalistici e di corto respiro a favore di benefici di lungo termine per l'intera famiglia umana”.
    Città del Vaticano (AsiaNews) - Per soddisfare l’universale aspirazione degli uomini alla pace è necessario il rispetto dei diritti umani, non ultima la libertà religiosa, e anche un uso ragionevole della natura. Le religioni possono giocare in ciò un ruolo non indifferente, rendendo coscienti gli uomini di come l’amore del Creatore essendo ugualmente diretto verso tutti, li rende uguali e ugualmente responsabile ognuno del bene dell’altro. Questi i concetti centrali espressi da Benedetto XVI nei discorsi che ha rivolto questa mattina a otto ambasciatori che hanno presentato le credenziali e che sono stati ricevuti prima separatamente e poi tutti insieme.
     
    Ai diplomatici di Danimarca, Uganda, Sudan, Kenya, Kazakhstan, Bangladesh, Finlandia e Lettonia, il Papa ha detto che “la nostra umanità desidera la pace e, se possibile, la pace universale. Bisogna tendervi senza utopie e senza manipolazioni. Tutti sappiamo che la pace per affermarsi ha bisogno di condizioni politiche ed economiche, culturali e spirituali. La coesistenza pacifica delle diverse tradizioni religiose all’interno di ogni nazione è talvolta difficile. Più che un problema politico, questa coesistenza è un problema religioso, che si pone all’interno di ogni tradizione. Ogni credente è chiamato a interrogare Dio sulla sua volontà a proposito di ogni situazione umana”.
     
    “Riconoscendo Dio come l’unico creatore dell’uomo – di ogni uomo, quale che sia la sua confessione religiosa, la sua condizione sociale o le sue opinioni politiche - ognuno rispetterà l’altro, nella sua unicità e nella sua diversità”.
     
    Di rispetto per la persona umana, Benedetto XVI ha parlato anche nel discorso all’ambasciatore del Kazakhstan, Mukhtar B. Tileuberdi. “L’uomo è la fonte, il centro e l’obiettivo di tutta la vita economica e sociale. Per questo la Chiesa lavora come lievito all’interno di ogni società per evidenziare la dignità dell’uomo, per dargli la forza necessaria ad avere una più chiara visione di se stesso e raccogliere nuove energie a servizio di un autentico sviluppo umano”.
     
    Ricordando che i cristiani del Kazakhstan sono una minoranza aperta alla collaborazione, il Papa ha ricordato che a tale scopo occorre che “gli Stati rispettino i diritti umani fondamentali, non ultimo dei quali è la libertà di religione. Le religioni – ha sottolineato – hanno molto da offrire allo sviluppo, specialmente quando si riconosce il posto di Dio nel regno pubblico, specificamente per quanto riguarda le dimensioni culturali, sociali, economiche e politiche”.
     
    Dell’importanza che in particolare ha l’educazione per lo sviluppo del livello di vita, Benedetto XVI ha parlato poi con l’ambasciatore del Bangladesh, Md. Abdul Hannan. “Nell’era della globalizzazione – ha detto tra l’altro – è sempre più evidente che un maggiore accesso all’educazione è essenziale per lo sviluppo, a tutti i livelli”. In proposito il Papa ha sottolineato l’impegno della Chiesa del Paese e ha espresso apprezzamento per l’incontro dei vescovi con il Ministro per l’educazione.
     
    “Prego – ha proseguito – perché musulmani, indù, cristiani e tutte le persone di buona volontà nel vostro Paese vogliano divenire instancabili testimoni della pacifica coesistenza che resta la vocazione dell’intera razza umana. A tale scopo, tutti i cittadini, e specialmente i leader, condividono la responsabilità di sostenere i principi che rafforzano un giusto sistema democratico di governo. L’intimidazione e la violenza erodono le vere basi dell’armonia sociale e debbono essere condannati come un’offesa alla vita e alla libertà umana”.
     
    Rivolgendosi poi a tutti i diplomatici il Papa è tornato a parlare della necessità di cambiare gli stili di vita per rispettare l’ambiente. “La Chiesa – ha sostenuto in proposito – propone che questo cambiamento profondo che va scoperto e vissuto, sia orientato dall’idea dello sviluppo integrale della persone. In effetti, il bene dell’uomo non risiede in un consumo sempre più sfrenatoe nell’accumulo illimitato dei beni – consumo e accumulo che sono riservati a un piccolo numero di persone e proposto come modello alle masse. A tale riguardo, spetta non solo alle diverse religioni sottolineare e difendere il primato dell’uomo e dello spirito, ma anche ugualmente allo Stato”.
     
    In precedenza, rivolgendosi in particolare al nuovo ambasciatore della Danimarca, Benedetto XVI si era soffermato sul vertice di Copenhagen: “le decisioni politiche e diplomatiche in gioco nell'affrontare la complessa materia climatica – ha dettto -  saranno il test di prova per i Paesi partecipanti di superare i loro interessi nazionalistici e di corto respiro a favore di benefici di lungo termine per l'intera famiglia umana”.
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