24/08/2007, 00.00
CINA
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Pechino rilancia: controlli sulla qualità dei prodotti e stop al protezionismo Usa

Il governo cinese taccia Washington di protezionismo, anche se non nega alcuna delle accuse degli Usa. Intanto lancia una campagna contro i prodotti nocivi. I media cinesi riportano continui gravi casi di frodi alimentari: zuppa di alghe tossica e vino di riso adulterato.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – La Cina accusa Washington di protezionismo e lancia una campagna interna contro i prodotti nocivi. Intanto la Commissione Usa per la sicurezza dei prodotti per i consumatori conferma il bando di circa 250mila agende e giornali del popolare personaggio animato Spongebob per l’eccessivo livello di piombo nella vernice usata per alcune parti.

Pechino non contesta simili accuse, ma Wang Chao, viceministro al Commercio, ribatte che “gli Usa hanno preso una serie di recenti misure che tradiscono una forte volontà di protezionismo commerciale”. “Soprattutto  - aggiunge – gli Stati Uniti non hanno accolto nessuna delle richieste cinesi per dar luogo a consultazioni”.

Dopo che vari prodotti cinesi sono risultati nocivi, Pechino ha chiesto agli Stati Uniti di concordare regole di reciproco controllo. Le rispettive commissioni si sono incontrate all’inizio di agosto a Pechino ma ci vorranno mesi per un accordo. Intanto sono esplosi sempre nuovi scandali e negli Usa ditte private e organi di controllo hanno iniziato a ritirare dal commercio prodotti ritenuti nocivi.

Pechino collega questo protezionismo a due altre ragioni di contrasto: le accuse degli Stati Uniti che la Cina viola le norme sul divieto dei sussidi statali alle aziende, portate di recente all’attenzione dell’Organizzazione mondiale del Commercio, e la revisione del cambio yuan-dollaro che Washington ritiene sia tenuto troppo basso a vantaggio della Cina. Il viceministro al Commercio Gao Hucheng risponde che simili accuse “vanno contro la generale tendenza mondiale” e violano le norme dell’Omc. Dice che gli Stati Uniti per compensare il disavanzo negli scambi commerciali (giunto a 73 miliardi di dollari nei soli primi 6 mesi del 2007) dovrebbero favorire le proprie esportazioni, mentre a giugno hanno approvato nuove limitazioni all’esportazione in settori di alta tecnologia, come laser, apparecchi di telecomunicazione, sistemi di navigazione, per impedirne usi “bellici” per la modernizzazione dell’esercito cinese.

Intanto la vicepremier Wu Yi ha annunciato oggi una “battaglia di 4 mesi” contro i prodotti nocivi, per proteggere la salute dei consumatori e ripristinare la fiducia nel “made-in-China”. Previsti maggiori controlli su allevamenti di animali e ristoranti, sull’uso di pesticidi e di additivi alimentari, soprattutto per i prodotti esportati.

Mao Shoulong, esperto di scienze politiche all’università del Popolo di Cina, spiega che simili dichiarazioni fanno capire a tutti i funzionari “che devono fare attenzione al problema”. “L’esecuzione di Zheng Xiaoyu [ex responsabile per il controllo sui farmaci, condannato a morte per avere preso denaro per approvare farmaci nocivi e subito giustiziato a luglio] fa parte di simile campagna per sollecitare l’impegno dei funzionari”.

Quasi ogni giorno i media nazionali riportano sequestri di prodotti nocivi. Oggi lo Shanghai Daily dà notizia del sequestro di oltre una tonnellata di zuppa di alghe conservata con prodotti chimici tossici per farla sembrare fresca, nonché di tonnellate di vino e aceto di riso adulterati e confezionati in modo quasi identico a una famosa marca.

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