14/07/2020, 08.58
HONG KONG-CHINA
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Pechino: le primarie democratiche a Hong Kong sono una provocazione

Oltre 600mila persone hanno votato nel weekend per scegliere i candidati per il Parlamento cittadino. Per le autorità, il voto organizzato dai democratici potrebbe rappresentare una violazione della legge sulla sicurezza. Carrie Lam: È sovversione. Attivisti democratici: Tutto nel rispetto della Basic Law.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Le primarie organizzate nel weekend dal fronte democratico sono una “provocazione” e potrebbero aver violato la legge sulla sicurezza per la città.  È quanto ha dichiarato ieri sera un portavoce dell’Ufficio cinese di collegamento con Hong Kong, accrescendo i timori degli attivisti pro-democrazia che la nuova normativa sarà usata per reprimere il dissenso.

Più di 600mila persone (il 13,8% dell’elettorato) hanno votato l’11 e il 12 luglio per scegliere i candidati alle elezioni parlamentari di settembre, un risultato ben oltre le attese. Analisti lo hanno definito una sorta di referendum contro il draconiano provvedimento sulla sicurezza voluto da Pechino. Entrato in vigore il 30 giugno, esso introduce i reati di separatismo, sovversione, terrorismo e collusione con forze straniere.

Oltre all’alta affluenza, la preoccupazione delle autorità cinesi e di quelle locali è per i risultati finali delle primarie. Tra i vincitori, larga parte è espressione del movimento “localista”, favorevole a una maggiore autonomia o all’indipendenza dell’ex colonia britannica. Il campo democratico punta a ottenere una solida maggioranza nel Legco (il Parlamento locale), in modo da bloccare il budget e le leggi liberticide proposte dall’esecutivo cittadino.

Per l’Ufficio di collegamento, incaricato di supervisionare l’applicazione della legge sulla sicurezza, le forze democratiche vogliono conquistare il potere per portare avanti una “rivoluzione colorata”.

Carrie Lam, capo del governo di Hong Kong, ha avvertito che l’intenzione dei partiti democratici di adottare una forte ostruzione nel Legco può configurare il reato di “sovversione contro il potere dello Stato”. Benny Tai, uno degli organizzatori delle primarie, ha ribattuto che il potere del Legco di bloccare le iniziative del governo è previsto dalla Basic Law, la mini-Costituzione su cui si basa l’autonomia della città dalla madrepatria.

Secondo diversi osservatori, il rischio di vittoria elettorale del fronte anti-Pechino, unito all’elezione di molti esponenti localisti, potrebbe spingere le autorità a squalificare alcuni candidati democratici o persino a rinviare il voto.

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