20 Febbraio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  •    - Brunei
  •    - Cambogia
  •    - Filippine
  •    - Indonesia
  •    - Laos
  •    - Malaysia
  •    - Myanmar
  •    - Singapore
  •    - Tailandia
  •    - Timor Est
  •    - Vietnam
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 16/10/2008, 00.00

    TIMOR EST

    Per almeno cinque mesi all'anno i timoresi vanno a letto affamati



    Mentre la comunità internazionale celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione il Paese è di nuovo sotto la morsa della fame . L’Oxfam australiana lancia l’allarme. I più colpiti sono i bambini, con percentuali di malnutrizione cronica che in alcuni distretti interessano sino al 90% della popolazione infantile.

    Canberra (AsiaNews) - Mentre la comunità internazionale celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione, Timor est si trova ad affrontare una nuova crisi. A lanciare l’allarme fame per l’isola del sud est asiatico è l’Oxfam australiana. Un nuovo rapporto sugli aiuti umanitari, realizzato dall’organizzazione presente nel Paese asiatico dal 1975, descrive una situazione critica in quasi tutte le regioni dell’isola. Dei tredici distretti, quelli che presentano i dati più preoccupanti sono Manatuto, Liquica, Bobonaro, Oecusse, Covalima e Lautem. Come ha spiegato il direttore esecutivo di Oxfam, Andrew Hewett, “negli ultimi mesi hanno affrontato quella che definiscono la stagione della fame”, un periodo che di norma riguarda alcuni mesi dell’anno. “Questa fase si è prolungata e ora parliamo di persone che non hanno nulla da mangiare e per almeno cinque mesi dell’anno vanno a letto affamati ogni sera”.

    I numeri della crisi segnalano che più del 70%  dei bambini si trovano in una situazione di insicurezza alimentare. In molte regioni più del 59% dei piccoli sotto i cinque anni soffrono di malnutrizione cronica, ma in alcuni il fenomeno tocca cifre attorno al 90% della popolazione infantile. Nel complesso, ha spiegato Hewett, la situazione riguarda “un bambino ogni due sotto i cinque anni”.

    Timor est è l’unico Paese asiatico, insieme con le Filippine, ad avere una popolazione a maggioranza cristiana: quasi il 70% è costituita da cattolici, mentre il restante 30% è per lo più musulmano. Del milione e poco più di timoresi, più del 40% vive sotto la soglia di povertà con meno di 55 centesimi di dollaro al giorno. A questo si aggiunge poi l’alta percentuale di disoccupazione che, nelle aree urbane, tocca cifre molto alte e riguarda all’incirca il 60% dei giovani. Nelle zone rurali lo scenario cambia, ma non i numeri della povertà: i  nuclei familiari vivono di un’agricoltura di sussistenza e dipendono in modo massiccio dagli aiuti alimentari esteri.

    Le organizzazioni umanitarie presenti nel Paese indicano tra le cause principali della crisi alimentare l’aumento globale dei prezzi di generi di prima sussistenza come il riso, avvenuto all’inizio dell’anno e protrattosi in Asia per il tutto il 2008.

    Ad aggravare la situazione di povertà della popolazione di Timor est ci sono poi le condizioni di instabilità politica. Raggiunta l’indipendenza nel 2002, dopo una lunga e violenta colonizzazione indonesiana, l’isola sta facendo i conti con il perdurare di scontri interni. Gli ultimi avvenimenti cruenti hanno visto contrapposto il governo ad un gruppo di ex-militari ribelli, formatosi nel 2006 dopo il licenziamento di circa 600 soldati. A fare le spese delle violenze, che hanno causato oltre 30 morti e più di 150mila sfollati, è stato anche il presidente Ramos Horta, vittima di un attentato nel febbraio di quest’anno.

    Questi fattori, uniti al livello di arretratezza in cui si trova l’isola, rendono difficile lo sviluppo del Paese. Anche la scoperta di significativi giacimenti di gas naturale e petrolio nel mare di Timor non hanno portato per ora miglioramenti delle condizioni di vita e crescita dell’economia. Pesa invece l’attuale crisi finanziaria mondiale che, secondo Oxfam, rischia di far finire nel dimenticatoio situazioni come quella di Timor est e di altri Paesi poveri.

    Per affrontare la crisi alimentare in corso, ha affermato il direttore dell’organizzazione australiana, “c’è bisogno di un maggiore supporto ai programmi di emergenza alimentare e bisogna focalizzare gli investimenti nell’agricoltura”. Gli organismi umanitari presenti sull’isola, tra cui Christian children’s fund, Concern worldwide e Care international, concordano con la visione di Oxfam e rivolgono il loro appello soprattutto ad Ue, Usa e Giappone.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    12/02/2008 TIMOR EST
    Stato di emergenza a Dili, Horta ancora grave
    Le truppe Onu pattugliano le città dove vige il coprifuoco. Altre truppe in arrivo dal’Asutralia. Il presidente, ferito durante gli scontri di ieri, sarà sottoposto nei prossimi giorni a una terza operazione.

    29/04/2008 TIMOR EST
    Si arrende il leader dei ribelli che attentò alla vita del presidente Ramos-Horta
    Gastao Salsinha e 11 dei suoi uomini si consegnano alle autorità, dopo giorni di negoziato. Il gruppo è accusato del tentato omicidio, a febbraio, del presidente Ramos-Horta. Ora si auspica stabilità per la giovane nazione.

    11/02/2008 TIMOR EST
    Il presidente Ramos Horta ferito in un attacco
    Negli scontri – forse un tentativo di colpo di stato - è stato ucciso il leader Alfredo Reinado, già condannato per omicidio e fuggito dalla prigione. Attaccato anche il primo ministro Xanana Gusmao, rimasto illeso. Alcune settimane fa Horta era stato ricevuto da Benedetto XVI.

    06/08/2007 TIMOR EST
    Xanana Gusmao è il nuovo Primo Ministro di Timor Est
    La decisione presa oggi dal presidente Jose Ramos-Horta per sbloccare la situazione di stallo del Paese: nessuno dei due principali schieramenti aveva conquistato la maggioranza assoluta alle elezioni del giugno scorso.

    14/07/2006 TIMOR EST
    Timor Est, si insedia il nuovo governo

    Primo obiettivo: permettere il rientro a casa della popolazione fuggita durante l'ultimo mese di violenze. Secondo l'Onu i profughi interni sono ancora 150 mila.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Le lacrime dei vescovi cinesi. Un ritratto di mons. Zhuang, vescovo di Shantou

    Padre Pietro

    Un sacerdote della Chiesa ufficiale, ricorda il vescovo 88enne che il Vaticano vuole sostituire con un vescovo illecito, gradito al regime. Mons. Zhuang Jianjian è diventato vescovo sotterraneo per volere del Vaticano nel 2006. Il card. Zen e mons. Zhuang, immagine della Chiesa fedele, “che fa provare un’immensa tristezza e un senso di impotenza”. Le speranze del card. Parolin di consolare “le sofferenze passate e presenti dei cattolici cinesi”.


    CINA-VATICANO-HONG KONG
    Il card. Zen sui vescovi di Shantou e Mindong

    Card. Joseph Zen

    Il vescovo emerito di Hong Kong conferma le informazioni pubblicate nei giorni scorsi da AsiaNews e rivela particolari del suo colloquio con papa Francesco su questi argomenti: “Non creare un altro caso Mindszenty”, il primate d’Ungheria che il Vaticano obbligò a lasciare il Paese, nominando un successore a Budapest, a piacimento del governo comunista del tempo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®