15/01/2013, 00.00
KUWAIT
Invia ad un amico

Per la prima volta anche le donne kuwaitiane potranno diventare giudice

Il Ministro della giustizia ha infatti accettato le domande presentate da giovani laureate per il posto di pubblici ministeri. E sono donne 16 delle 32 persone che hanno presentato domanda per la posizione.

Manama (AsiaNews/Agenzie) - Le donne potranno diventare giudice in Kuwait, Paese tra i più conservatori della Penisola arabica. Il Ministro della giustizia ha infatti accettato, ed è la prima volta, le domande presentate da giovani laureate per il posto di pubblici ministeri. E a quanto si è appreso, sono donne 16 delle 32 persone che hanno presentato domanda per la posizione.

Il ruolo di pubblico ministero consente al titolare di diventare giudice e finora solo gli uomini potevano assumere tale posizione. Finora al termine degli studi di legge, le donne potevano aspirare al massimo a entrare in uno studio legale.

L'evento è ritenuto un significativo passo in avanti nella realizzazione della parità dei diritti tra uomini e donne. Sebbene, infatti, la Costituzione del Paese affermi che esse hanno pieni diritti sociali e politici, è tutta in salita la concreta affermazione di tale principio. Così, solo nel 2009 sono potute entrare in Parlamento, vincendo quattro dei 50 seggi in palio alle elezioni. Il voto del dicembre scorso ha ridotto a tre il numero delle parlamentari, ma due di loro sono entrate nel governo.

Dhikra Al Rashidi (nella foto) è ministro degli Affari sociali e del lavoro, e Rola Dashti è ministro dello Sviluppo degli affari e del parlamento.

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Le donne del Kuwait possono viaggiare col passaporto anche senza il permesso dei mariti
21/10/2009
Non indossano il velo, due donne ministro kuwaitiane rischiano di essere “dimesse”
21/10/2008
Boom dell'economia cinese, tutto a svantaggio delle donne
08/03/2004
Sr Nirmala testimone di Cristo fra gli indù del suo paese natale
07/03/2004
Per la prima volta, una donna cinese entra nella Corte dell’Aja
13/09/2010