25/04/2007, 00.00
RUSSIA – TURKMENISTAN
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Petrolio e gas nel viaggio del presidente turkmeno a Mosca

Russia e Stati Uniti sono in competizione per le ricche fonti energetiche del Paese. Putin ha rilanciato la creazione di un nuovo gasdotto che attraversi la Russia, ma Berdymukhamedov non ha preso impegni. Le scelte del nuovo presidente sono decisive per la politica energetica mondiale.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Si è conclusa ieri la visita di due giorni in Russia del nuovo presidente turkmeno Kurbanguly Berdymukhamedov. Il presidente russo Vladimir Putin cerca di rinforzare i legami commerciali ed energetici, ma Berdymukhamedov non assume impegni.

Dopo la sua elezione a febbraio, Stati Uniti ed Unione europea hanno ripreso il tentativo di realizzare un gasdotto attraverso il Mar Caspio per portare il gas turkmeno in Azerbaigian e in Occidente, mentre la Russia vuole che il Paese continui a utilizzare solo i suoi oleodotti come ha sempre fatto. Un nuovo condotto potrebbe essere usato anche dal confinante Kazakistan, pure ricco di petrolio e gas. Mosca propone un condotto alternativo che costeggi il Mar Caspio, anziché passarvi sotto.

Putin ha sottolineato l’antica collaborazione e i “decenni di vita comune in uno Stato comune” e ha proposto di “creare un’altra via per trasportare il gas lungo il Mar Caspio”, ma Berdymuhamedov non ha preso impegni e ha solo risposto che “occorre avere l’opinione degli esperti” e che acquisiti pareri tecnici “potremo tornare a parlarne”.

Il neopresidente non ha nemmeno voluto confermare in modo pubblico l’impegno assunto nel settembre 2006 dal suo predecessore Saparmurat Niyazov di non partecipare a un nuovo oleodotto sotto il Mar Caspio. La dichiarazione finale congiunta di ieri parla in modo generico del comune desiderio di “rinforzare i reciproci legami commerciali ed economici”, senza impegni precisi. Putin “ha accettato con gratitudine” l’invito a visitare il Turkmenistan e ha detto che la cooperazione energetica tra i due Stati ha dato “ottimi risultati e offre buone prospettive future”, ma senza dare notizie precise. Maria Kolodina, portavoce dell’ambasciata turkmena a Mosca, ha detto che Putin sarà ad Ashgabat il 13 maggio e che allora verrà ripresa la questione.

Per Mosca è essenziale mantenere il controllo del gas turkmeno. La statale ditta Gazprom paga il gas turkmeno 100 dollari ogni 1000 metri cubi e lo usa per il crescente consumo russo, mentre vende in Europa - a un prezzo più che doppio - il gas estratto in Russia. Già in passato i rapporti tra i due Stati hanno avuto fasi alterne: nel settembre 2006 la Gazprom ha dovuto accettare un aumento del 50% del prezzo del gas preteso dal Turkmenistan, che in cambio si è impegnato a fornirne 60 miliardi di metri cubi nel 2007, per giungere a 60-70 nel 2008 e di più negli anni seguenti fino a 80 miliardi nel 2028. Berdymukhamedov ha detto che intende onorare l’impegno. A parte il gas, lo scambio commerciale tra i due Paesi è minimo, pari a 308 milioni di dollari nel 2006. Si ritiene che la Russia abbia utilizzato la visita per verificare nuove possibilità di commercio e di investimenti. (PB)

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