25/06/2020, 14.55
PAKISTAN
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Raja Walter, cristiano picchiato dalla polizia: distribuiva cibo gratis ai poveri e pregava (Video)

di Shafique Khokhar

Il Food center da lui creato dà 300 pasti gratis una o due volte al giorno a cristiani e musulmani, senza discriminazione. L’importante servizio di nutrire i bisognosi e i disoccupati durante il lockdown. Irfan Sandhu, membro dell’Alta corte di Lahore: Questi fatti umiliano le minoranze e il loro contributo alla nazione.

Lahore (AsiaNews) – Raja Walter, un cristiano di Youhanabad (Lahore), è famoso per essere un filantropo ed è proprietario del centro alimentare (Food center) Qadar-e-Rizaq Vip Food Point. Durante il lockdown imposto dal governo, che ha bloccato anche le attività economiche generando molti disoccupati, Raja Walter ha trasformato il suo centro in mensa per distribuire cibo gratis ad almeno 300 persone ogni giorno. E talvolta distribuisce cibo perfino due volte al giorno.

Durante i 30 giorni del Ramadan ha anche distribuito iftar [la cena che rompe il digiuno quotidiano] a molti musulmani bisognosi e disoccupati. Questa sua carità ha però scatenato le ire dei cultori dell’odio.

 Il 23 giugno scorso, alcuni poliziotti armati – ma senza cartello identificativo – sono arrivati al Food center e l’hanno picchiato e torturato. I poliziotti si sono scagliati anche contro l’altoparlante che Raja Walter usa per fare discorsi motivanti al personale di servizio e per dire una preghiera prima dei pasti.

Mentre Raja stava distribuendo il cibo alle persone raccolte, la polizia ha cominciato a picchiarlo, ha gettato via le sue medicine per il cuore e ha scagliato il suo cellulare, cercando di arrestarlo. Mentre Raja rimaneva svenuto, le donne lì presenti come ospiti hanno cominciato a piangere e a pregare per lui; il resto della comunità hanno protestato contro il suo arresto.

Il sig. Haroon, uno dei beneficiari del Food center, si presenta tutti i giorni per ricevere cibo per sé e la sua famiglia. Egli è un sarto, ma ha perso il lavoro. Haroon dice ad AsiaNews: “E’ ridicolo trattare il sig. Raja Walter in questo modo. Non ha mai fatto niente di male a nessuno. Egli è come un angelo: sostiene i poveri e i bisognosi. Raja sta svolgendo un gran bel lavoro e non può essere trattato in questo modo. Il governo dovrebbe prendere dei provvedimenti contro questi poliziotti che sono arrivati per arrestarlo”.

Qualcuno ha ipotizzato che la violenza fosse motivata dalla mancanza di norme igieniche durante il lockdown. Ma Raja e il suo staff seguono scrupolosamente le regole della misurazione della temperatura ai nuovi arrivati, il lavaggio delle mani, ecc.

È probabile che le violenze siano dovute all’uso degli altoparlanti per la preghiera. Raja Walter spiega: “Il Food point si trova in un’area a predominanza cristiana. I raccolgo fondi per aiutare la gente più sfortunata o che sono stati colpiti in modo grave dall’economia del coronavirus. Il nostro è un lavoro umanitario, senza alcuna discriminazione in base alla religione o all’etnia”.

Egli spiega anche che “l’uso degli altoparlanti è solo per organizzare le persone e per esprimere una preghiera prima dei pasti”.

“Non ho paura di questi individui – continua e continuerò il mio lavoro nel servire i poveri e i bisognosi fino alla fine della vita. Sono molto grato alla mia gente e agli avvocati e ai miei sostenitori”.

Irfan Sandhu, membro dell’Alta corte di Lahore, in un video messaggio ha preso le difese di Raja Walter. “Noi pakistani abbiamo sempre pregato e sostenuto il nostro Paese. Siamo persone pacifiche e preghiamo sempre per la pace. Questi incidenti non devono fermarci nel compiere il bene: abbiamo dato il nostro sangue per la creazione della nazione”.

Egli ha anche chiesto alle autorità di far fermare queste attività violente “che spezzano il cuore delle minoranze che vivono in Pakistan”.

“Questa nazione – ha aggiunto – non appartiene a nessuno in particolare, ma tutti vi abbiamo lavorato per la sua creazione e il suo sviluppo. Dobbiamo mostrare al mondo che noi pakistani siano una nazione pacifica, che vive in modo fraterno”.

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