18/11/2005, 00.00
SRI LANKA
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Rajapakse è il nuovo presidente dello Sri Lanka

Con circa il 2% di scarto vince il premier, alleato della maggioranza buddista e singalese; timori per il processo di pace con le Tigri Tamil e per la libertà religiosa.

Colombo (AsiaNews/Agenzie) - Con uno scarto di appena il 2% sul secondo candidato, il premier socialista, Mahinda Rajapakse, ha vinto le elezioni presidenziali di ieri in Sri Lanka. Il nuovo presidente ha conquistato il 50,3% dei consensi contro il 48,4% dell'ex primo ministro e leader dell'opposizione, Ranil Wickremesinghe, un riformista sostenuto dai mercati. "Portero' una pace onorevole al Paese nel rispetto di tutte le comunita'", e' stato il primo impegno assunto da Rajapakse, alleato con i nazionalisti della maggioranza buddista e singalese e contrario a concedere un'ampia autonomia ai Tamil concentrati nel nord-est del Paese. Le Tigri per la liberazione dell'Eelam Tamil (Ltte) lottano per l'autodeterminazione nel nordest dell'isola. Il conflitto con le forze governative ha fatto piu' di 60 mila morti negli ultimi 30 anni.

Proprio l'invito a non votare fatto dai ribelli dall'Ltte alla propria minoranza, avrebbe favorito la vittoria del premier. Nella citta' di Jaffna, principale centro Tamil, sono andati alle urne appena lo 0,01% degli elettori contro un'affluenza nazionale del 75%. L'opposizione ha chiesto di ripetere il voto al nord, decisivo nella sua sconfitta.

Rajapakse, 5° presidente dell'isola, giurerà domani e si insedierà tra 2 settimane al posto di Chandrika Kumataruung, rimasta in carica per 2 mandati.

Il nuovo presidente, intenzionato a rivedere i termini del cessate-il-fuoco del 2002 con i separatisti, è visto da molti come un ostacolo al processo di pace in stallo dal 2003. Populista e favorevole a un'economia isolazionista, Rajapakse ha promesso la riduzione del prezzo del fertilizzante per le campagne e sussidi per i contadini. Riguardo la preoccupazione dei cattolici in Sri Lanka per la situazione della libertà religiosa, il nuovo capo di Stato aveva promesso a fine ottobre: "Difenderò i diritti religiosi". Nel Paese si stanno discutendo 2 disegni di legge: il Bill on Prohibition of Forcible Conversion e l'Act for the Protection of Religious Freedom. Entrambi sono diretti a punire chi "facilita" la conversione con "mezzi fraudolenti", ovvero ad arginare il presunto proselitismo cristiano.

Durante le operazioni di voto ieri si sono verificati solo sporadici disordini e violenze. Questa mattina, però, 4 persone sono morte e almeno altre 25 sono rimaste ferite in un attentato compiuto in una moschea di Akkaraipattu, a circa 350 km ad est di Colombo. Sconosciuti hanno lanciato alcune granate all'interno della moschea, dove i fedeli erano in preghiera in occasione del venerdì.

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