25/03/2006, 00.00
India
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Rapporto a Singh: i nazionalisti indù vogliono eliminare i cristiani dal Rajasthan

di John Dayal

New Delhi (AsiaNews) – Il Rajasthan è "dominato da istituzioni composte da nazionalisti che, con ogni evidenza, appoggiano in ogni modo i più frustrati e violenti fra i fondamentalisti indù". E' la denuncia presente nel rapporto presentato da John Dayal, presidente dell'All India Catholic Union", al Primo Ministro indiano, Manmohan Singh, dopo una visita nello Stato orientale indiano. In esso, Dayal chiede un "libero corso della giustizia, che deve essere liberata dalle ingerenze da parte dei fondamentalisti" che mirano a ripulire "nel più breve tempo possibile" lo stato da ogni cristiano.

Lo spunto per questa indagine viene dai ripetuti attacchi alla missione Emmanuel, organismo cristiano indipendente che da oltre 30 anni si occupa di orfani e malati. La missione è stata chiusa con false accuse e la sua dirigenza incarcerata. "Le vere vittime di questo ennesimo attacco contro i cristiani – conclude l'attivista per i diritti umani– non sono loro, per quanto possano aver sofferto. Sono gli orfani, i malati ed i lebbrosi che ora non hanno più cure".

Pubblichiamo di seguito  il testo integrale della lettera giunta ad AsiaNews.

Signor Primo Ministro, la ragione principale per la quale le scrivo è quella di porre alla sua attenzione la situazione molto tesa fra tutte le comunità etnico-religiose del Rajasthan, non solo nei confronti dei cristiani. E' ovvio che la macchina di questo Stato – il sistema giudiziario, civile ed amministrativo – è schiacciata dalle pressioni politiche del Bharatiya Janata Party – Bjp, il più grande partito politico indiano, di impronta nazionalista- fondamentalista ndr – i cui membri si muovono liberi mentre offrono somme di denaro per l'uccisione dell'arcivescovo protestante M. A. Thomas, o mentre strozzano i suoi orfanotrofi e le sue scuole, annullando in maniera sommaria i loro certificati di idoneità senza dar loro tempo di fare nulla. Sono tutti fili che parlano di una cospirazione portata avanti in maniera aggressiva da gruppi nazionalisti.

La comunità si sente minacciata

Io ho sentito la violenza allargarsi in ogni momento ed in ogni luogo, ad iniziare da Kota. Diversi incidenti ai danni di cattolici, protestanti e comunità evangeliche – che rappresentano la totalità della Chiesa cristiana in Rajasthan – sono già avvenuti; si può dire che la missione Emmanuel è solo l'ultimo simbolo e la vittima di una cospirazione in atto in tutto lo Stato contro la fede cristiana, i suoi fedeli ed il lavoro che essi compiono verso gruppi e persone ai margini della società.

Dieci anni fa il Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss, formazione paramilitare di estremisti indù), ha minacciato di rendere il distretto di Banswara "libero dai cristiani entro l'anno 2000". Hanno fallito, all'epoca, ma stanno cercando in maniera molto seria di adempiere oggi alla loro promessa.

Noi chiediamo il suo intervento in questa situazione di emergenza. Come membro del Consiglio nazionale per l'integrazione e capo di due delle maggiori organizzazioni cristiane - l'Unione cattolica ed il Consiglio cristiano - ho visitato Kota, Jaipur e le aree nei pressi di queste due città dal 18 al 20 marzo. Insieme a me ha compiuto questa visita un gruppo di investigatori: il nostro scopo era quello di valutare la situazione e la persecuzione nei confronti dei nostri fratelli e delle nostre organizzazioni. I miei colleghi in questa visita sono persone molto in vista: suor Mary Scaria, avvocato difensore presso la Corte Suprema e segretario della Commissione Giustizia e Pace dell'arcidiocesi di Delhi; il reverendo Mdhu Chandra, segretario generale della regione di Delhi per l'All India Christian Council; due giornalisti indipendenti.

Abbiamo visitato Kota a fondo ed abbiamo cercato di capire la situazione etnico-religiosa di tutta la zona, fra cui la città di Bundi e la capitale dello Stato, Jaipur. Abbiamo letto ed analizzato la stampa locale, in hindi ed in inglese, ed il modo in cui parla dei recenti incidenti avvenuti contro i cristiani. Abbiamo parlato con le autorità locali così come abbiamo incontrato diversi sacerdoti cattolici, pastori protestanti, direttori di orfanotrofi ed ospedali, oltre alla gente comune. Fra questi vi erano musulmani ed indù.

Per amore di brevità, ho tagliato buona parte del mio rapporto: le sottopongo cinque punti, verso i quali chiedo la sua attenzione, ed una breve introduzione.

La cospirazione contro la missione Emmanuel è iniziata nel 2002, quando il Bjp ha preso il potere nel Rajasthan: orfanotrofi ed ospedali cristiani sono state chiusi e molte persone che vi lavoravano sono state cacciate. I loro conti bancari sono stati congelati. Le conseguenze peggiori, tuttavia, sono state vissute da chi, in quelle organizzazioni, era ricoverato.

La situazione è precipitata con gli avvertimenti contro l'arcivescovo e suo figlio, il reverendo Samuel Thomas, che è stato poi arrestato nell'Uttar Pradesh. Ogni giorno si può leggere sulla stampa qualche attacco contro di loro, attacchi che fanno parte di una campagna di denigrazione decisa a tavolino dai nazionalisti indù, che sono liberi di offrire taglie sulla testa del leader protestante.

Tutto questo nasce da un presunto libro, chiamato Haqeekat, che sarebbe stato stampato dalla missione guidata dai Thomas e che conterrebbe passaggi che offendono i sentimenti religiosi dei fedeli indù.

Ecco i cinque punti:

1)      Come io ed il dr. Joseph D'Souza, presidente dell'All India Christian Council, abbiamo già scritto nella nostra ultima lettera a lei e ad altri membri del governo centrale, i gruppi composti da frustrati fondamentalisti religiosi ed iper-nazionalisti, tutti del Sangh Parivar, hanno nel mirino i cristiani. Il Rajasthan, il Gujarat e l'Orissa sono al primo posto fra le aree di massima preoccupazione: il Madhya Pradesh, lo Jharkhand ed il Karantaka li seguono molto da vicino. Le amministrazioni delle province, in particolare i settori educativi e le forze di polizia, sono sotto il controllo del Bjp. Tutti questi stati hanno un'alta percentuale di Dalit, indigeni e popolazioni tribali che, storicamente, hanno sempre mostrato interesse per la vita ed il messaggio di Gesù. Nonostante il regno di terrore che i nazionalisti hanno istaurato in queste zone, i cristiani sopravvivono, anche a Banswara. Kota, con la sua storia di attriti fra musulmani ed indù, sembra essere l'incubatrice di future tensioni e possibili nuove violenze. Il fatto che la missione Emmanuel sia attiva in queste zone l'ha resa il logico bersaglio da colpire. Eppure, anche le scuole e persino un lebbrosario cattolico sono stati colpiti. Un lebbrosario è una minaccia alla sicurezza nazionale o ad una qualche religione? Un lebbrosario può essere usato come luogo di conversione?

2)      L'attacco alla missione Emmanuel: l'arcivescovo Thomas è attivo a Kota da oltre 30 anni. La sua è una missione indipendente con un carisma ben preciso: cura per gli orfani e scuole ed ospedali per i senza tetto. Non fa parte della Chiesa cattolica e non è affiliato ad alcuna chiesa protestante: lavora in maniera del tutto indipendente. E' molto popolare fra la gente ed il suo lavoro ha convinto il governo a conferirgli il premio Padm Shree per il suo impegno sociale. Nonostante questo, continua ad essere bersaglio di ostilità.  Da quando il Bjp ha conquistato il potere, una serie di ignoti ha chiesto in continuazione indagini contro di lui e le sue istituzioni. E' stato sottoposto ad interrogatori penali e ad inchieste amministrative dal Dipartimento che si occupa della registrazione delle associazioni caritative. In tutti questi anni, non è stata trovato alcun errore nella sua gestione. Ora, senza alcun avvertimento e senza lasciargli il tempo di fare nulla, tutte le sue opere sono state chiuse ed i suoi conti sono stati congelati. Questo ha significato però anche una diminuzione delle risorse per i suoi orfani. Per tre giorni, in un orfanotrofio, ci hanno detto di aver cucinato su un fuoco di legna, per la mancanza di gas. Nell'ospedale i pazienti non vengono curati perché la polizia di guardia ha minacciato l'arresto dello staff medico e la chiusura totale della struttura se qualcuno si avvicina ai malati. Fra i ricoverati vi sono bambini con la tubercolosi: almeno uno di loro è in coma.

3)      La stessa famiglia Thomas è terrorizzata. Avvisi di garanzia, che non prevedono la cauzione, sono stati emessi contro il padre, il figlio e tutta la dirigenza della missione. Molti di loro sono stati arrestati a causa di questo fantomatico libro che offende gli indù. Senza entrare nel merito di questa questione, è ovvio che il sistema giudiziario è sotto una forte pressione politica. Samuel, il figlio, è stato arrestato a Noida in circostanze non chiare e solo l'azione della polizia lo ha salvato dal linciaggio. Ora è sotto la custodia della polizia stessa, ma vi è molto da dire sul luogo in cui è stato rinchiuso. Un foglio passato sotto la sua porta definisce il padre un vigliacco ed un fuggiasco.

4)      La mancanza di un'azione legale contro i fanatici che offrono taglie su tutte queste teste è il segno più chiaro dei legami che corrono fra il Sangh Parivar e le autorità. Allego alla lettera un articolo di giornale che sottolinea questo mandato di omicidio. Questo schiaffeggia le attività di al-Qaeda. E la legge rimane a guardare, in silenzio.

5)      La controversia che riguarda questo libro, l'Haqeekat. Il testo è stato bandito e quindi non ne abbiamo visto neanche una copia. Tuttavia, ne ho letto degli stralci nel settimanale dell'Rss, il Panchjanya. L'autore del libro e colui che lo ha tradotto devono essere puniti dalla legge, ma il fatto che esso sia stato trovato in una zona di proprietà della missione non significa che essa, o il suo fondatore, ne siano gli autori. In ogni caso, sulla stessa linea di pensiero e per rispetto della medesima legge, l'ex ministro Arun Shourie, lo scrittore del Bjp Sita Ram Goel e molti professori del Sangh devono essere processati per i loro scritti sul cristianesimo e sui cristiani. La stessa cosa deve avvenire per i leader del Bjp, che offendono i sentimenti religiosi dei musulmani ogni giorno.

 

Signor Primo Ministro, la nostra inchiesta preliminare mostra nel Rajasthan un uso iniquo e manipolato della giustizia, oltre alla connivenza fra l'autorità e gli attivisti nazionalisti. Ma le immediate vittime di questa situazione non sono i membri della famiglia Thomas o la dirigenza della missione, per quanto possano avere sofferto. Le vere vittime sono i 2.200 orfani, ricoverati e lebbrosi. Ci appelliamo a lei per avere giustizia. Lasci che la legge cammini senza pressioni politiche e senza ingerenze da parte di rappresentanti ufficiali.

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