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  • » 23/08/2017, 09.00

    SIRIA - KAZAKHSTAN - RUSSIA

    Rimandati a settembre i colloqui di Astana. Decine di civili uccisi da bombe Usa a Raqqa



    L’obiettivo degli incontri è preparare il terreno per la pace fra il governo siriano e il nascituro fronte delle opposizioni in Siria. E raggiungere un cessate il fuoco in tutto il Paese. L’esercito russo annuncia la “completa liberazione” di Aleppo dai “terroristi”. Nelle ultime 24 ore i caccia statunitensi hanno ucciso 42 civili nella roccaforte dello Stato islamico. 

     

    Damasco (AsiaNews/Agenzie) - Il prossimo round di colloqui di pace mediati da Iran, Turchia e Russia, in programma ad Astana, capitale del Kazakhstan, a fine agosto con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco generale in Siria, sono stati posticipati a metà settembre. È quanto ha affermato li ministro degli Esteri del Kazakhstan, il quale ha aggiunto che la data precisa verrà stabilità durante un incontro fra delegati di Mosca, Ankara e Teheran in programma nei prossimi giorni. 

    Kairat Abdrakhmanov, ministro kazako degli Esteri, riferisce che il cambio di data è conseguenza di “informazioni ricevute dalla Russia”; l’omologo russo Sergei Lavrov ha aggiunto che il prossimo incontro, a livello di “esperti” e chiamato a programmare i lavori del summit di Astana, si terrà al massimo “entro i primi di settembre”. 

    Durante l’ultimo incontro nella capitale del Kazakhstan, i leader di Russia, Turchia e Iran hanno concordato la creazione di zone di “de-escalation” del conflitto. La scorsa settimana l’inviato speciale Onu per la Siria Staffan de Mistura ha detto di auspicare il lancio di “reali, sostanziali” colloqui di pace fra il governo di Damasco e il nascituro fronte delle opposizioni a ottobre. 

    Intanto il responsabile russo delle operazioni militari in Siria, generale Sergey Rudskoy, ha dichiarato che la provincia siriana di Aleppo è “completamente liberata” dai terroristi. Il governo siriano, ha aggiunto l’alto ufficiale, ha inflitto “gravi perdite” allo Stato islamico (SI, ex Isis) e sono stati “liberati 50 centri e un’area di oltre 2700 kmq”. Egli ha infine anticipato che “presto sarà liberata anche tutta la Siria centrale”. 

    Sul fronte della lotta contro l’Isis giungono intanto notizie di altre vittime civili nei raid aerei compiuti dalla coalizione internazionale a guida statunitense su Raqqa, roccaforte di Daesh [acronimo arabo per lo SI] in Siria. Fonti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani riferiscono che nelle ultime 24 ore i caccia americani hanno ucciso “decine di civili, almeno 42” secondo l’ultimo bilancio. Fra questi vi sono anche 19 bambini e 12 donne. Dal 14 agosto sarebbero almeno 167 i civili morti sotto le bombe statunitensi. 

    Hussam Essa, attivista di Raqqa is Being Slaughtered Silently, un gruppo che ha raccontato in questi anni le atrocità dei jihadisti in città, conferma che “i civili non hanno vie di fuga o la possibilità di difendersi. Tutto quello che possono fare è cercare di nascondersi in rifugi di fortuna, evitando per quanto possibile strade e spazi aperti”. 

    A inizio giugno la coalizione internazionale a guida Usa ha affermato che, dal 2014, sono stati sferrati 22.983 attacchi aerei in Siria e Iraq, in cui sono morti - in via accidentale - almeno 624 civili. Tuttavia, attivisti e associazioni pro diritti umani contestano le cifre fornite affermando che il numero di vittime è di gran lunga superiore.

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