16 Gennaio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 23/12/2016, 10.52

    INDIA

    Rischio di crisi umanitaria nel Manipur. Appello della Chiesa ai tribali: Una tregua per Natale



    Da quasi due mesi i tribali bloccano l’accesso di merci e beni sulla principale arteria autostradale. La diatriba ha carattere etnico e vede contrapposti i tribali cristiani e la maggioranza indù. Ministro dell’Interno dell’Unione rimprovera per negligenza il governo statale.

    Imphal (AsiaNews) – La popolazione dello Stato indiano del Manipur rischia una vera e propria crisi umanitaria, a causa del blocco economico in vigore da 52 giorni per le proteste dei tribali. Per questo oggi i leader cristiani locali, riuniti nel Joint Peace Mission Team (Jpmt), hanno lanciato un appello allo United Naga Council, che blocca l’accesso delle merci sulla principale arteria autostradale. A nome di tutta la Chiesa – scrive il rev. Solomon Rongpi, co-presidente del gruppo – “chiediamo a tutte le persone interessate di sospendere ogni tipo di blocco, almeno per il periodo del Natale e del Capodanno. Questo gesto sarà espressione della buona volontà che cantarono gli angeli alla nascita di Cristo”.

    I rappresentanti cristiani hanno sottoscritto l’appello “con profondo dolore nel cuore”. Hanno chiesto ai manifestanti di “non dimenticare l’immenso numero di persone innocenti che sta soffrendo, e ricordare il messaggio di pace che il Natale porta a ognuno di noi”.

    La diatriba – di carattere etnico – ha origine all’inizio di novembre, quando il governo ha decretato una nuova suddivisione territoriale, limitando i territori esentasse (perché abitati da tribali) del complesso montuoso di Naga Hills. Dal canto loro, i tribali riuniti nello United Naga Council, in maggioranza di religione cristiana e di etnia Naga e Kukis, hanno eretto barricate su due autostrade che riforniscono tutto lo Stato di beni e merci.

    La situazione è precipitata a metà dicembre, con i militanti tribali del National Socialist Council of Nagaland che hanno attaccato la stazione di polizia di Manipur e provocato la morte di tre poliziotti. Nei giorni successivi attorno alla capitale è esplosa la guerriglia, con automobili date alle fiamme e ordigni rudimentali fatti detonare nelle strade. Infine il 17 dicembre la comunità di maggioranza indù di etnia Meiteis ha attaccato due chiese battiste e minacciato i cristiani di ritorsioni se avessero festeggiato il Natale. Da quel momento nella capitale vige il coprifuoco e i servizi di telefonia mobile sono stati disattivati.

    Oltre all’appello alla pace dei cristiani, è intervenuto anche il governo dell’Unione, rimproverando le autorità statali di negligenza nel riportare sotto controllo la situazione. Rajnath Singh, ministro dell’Interno, ha inviato una lettera a Okram Ibobi Singh, chief minister del Manipur, con la quale lo invita “ad adempiere gli obblighi imposti dalla Costituzione con tempestività”. È responsabilità dello Stato, ha aggiunto, “mantenere l’ordine pubblico e garantire i rifornimenti essenziali”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    22/12/2016 12:01:00 INDIA
    Manipur, coprifuoco dopo l’attacco a due chiese. Minaccia ai cristiani: Non festeggiate il Natale

    Il governo vuole creare nuovi distretti nelle aree abitate da secoli da tribali Naga e Kukis, cristiani. Il consiglio dei tribali ha bloccato le merci nello Stato. La maggioranza indù si è ribellata e ha aggredito due chiese battiste. La Chiesa locale lavora per il dialogo e una soluzione ponderata.



    23/11/2009 INDIA
    Mons. Menamparampil: Assam, la pace minacciata dal terrorismo e dalla forza del governo
    Il 22 novembre tre bombe hanno causato 8 morti e 54 feriti a Nalbari. Nel nord-est dell’India il terrorismo ha connotati religiosi, etnici e politici. Per il vescovo di Guwahati, impegnato da anni nei processi di pacificazione, gli attentati sono una risposta violenta agli atti di forza delle autorità. L’errore dei politici “è di offrire una soluzione economica ad un problema culturale”.

    02/12/2009 INDIA
    Mons. Menamparampil: Il Natale, dono di pace contro violenza e terrorismo
    Messaggio del vescovo di Guwahati ai fedeli di una delle regioni indiane più martoriate dalla violenza e dal terrorismo. L’impegno della Chiesa per “risvegliare alla vita” chi sceglie la cultura della morte. L’invito alla autorità a non “imporre a forza la pace”, ma ad avere “il coraggio di una mente aperta” ed “intelligenza lungimirante”.

    01/07/2016 13:19:00 INDIA
    Mons. Menamparampil: Essere operatori di pace in India

    Da anni nei sette “sister States” del nord-est del Paese si combatte un conflitto latente tra i vari gruppi etnici. Nel 1996 le denominazioni ecclesiastiche hanno creato il Joint Peace Mission Team. L’ex arcivescovo di Guwahati spiega le caratteristiche necessarie per un operatore di pace. Il successo dell’opera di pacificazione deriva dall’entrare “in simpatia” con le richieste di entrambi i contendenti; l’appello alla pace deve essere sincero; evitare forme egoistiche di pubblicità; mettere insieme persone influenti che riflettono; l’insegnamento di base è “il potere della preghiera”.



    17/06/2010 INDIA
    Lotta per la terra: blocchi stradali nel Manipur
    Vecchie incomprensioni e problemi mai risolti causano un duro confronto tra il governo del Manipur e i tribali Naga, che bloccano per settimane la principale autostrada dello Stato. Mancano generi essenziali e il governo minaccia arresti. Il gesuita p. Fernandes spiega ad AsiaNews la difficile situazione.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    I nuovi leader all’Assemblea dei cattolici: dominano la vecchia guardia e i vescovi illegittimi

    Elizabeth Li

    Riconfermati Ma Yinglin e Fang Xingyao a presidenti del Consiglio dei vescovi e dell’Associazione patriottica rispettivamente. Sempre esaltati i principi di indipendenza, autonomia, autogestione e sinicizzazione. Nessun “segnale positivo” come sperato dal Vaticano.


    CINA-VATICANO
    All’Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi si loda “indipendenza e autonomia”

    Bernardo Cervellera

    All’incontro sarebbero presenti 59 vescovi, oltre al direttore dell’amministrazione statale per gli affari religiosi e membri del Fronte unito. I futuri cambi nella leadership del Consiglio dei vescovi e dell’Associazione patriottica. Nell’osanna all’autonomia (dalla Santa Sede) un segnale non positivo. Il Global Times ribadisce le precondizioni per il dialogo. Una Chiesa di Stato. Le critiche del card. Joseph Zen e di Giustizia e Pace di Hong Kong. Una cattolica: Questa assemblea è uno schiaffo in faccia al Vaticano.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®