10/07/2018, 07.59
RUSSIA
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Russia dopo i Mondiali: una nuova immagine, ma anche una nuova coscienza critica

di Vladimir Rozanskij

Per Putin i campionati di calcio hanno fatto cadere tanti stereotipi, presentando “un Paese accogliente”. Per Vitalij Portnikov è superata la fase “crimeana” e la divisione interna alla Russia fra liberali e patriottici. Ma qua e là appaiono critiche all’uso “narcotico” dei Mondiali. Le promesse bellicose di Aleksandr Naval’nyj.

Mosca (AsiaNews) – La Russia è “un Paese accogliente, ben disposto verso tutti coloro che vi si recano in visita”: è quanto affermato con soddisfazione dal presidente Putin incontrando al Cremlino lo scorso 6 luglio leggende del calcio come Van Basten, Forlan, Rio Ferdinand e Peter Schmeichel, osservando che i campionati mondiali in corso hanno permesso di superare tanti stereotipi sulla Russia.

Secondo Putin, alla caduta degli stereotipi hanno contribuito “i cosiddetti giornalisti popolari, che lavorano in proprio attraverso i social network”. Sarebbero questi a diffondere un’immagina molto più positiva della Russia, rispetto a quanto di solito si legge sulla stampa ufficiale di tutto il mondo.

I tifosi russi, dal canto loro, avrebbero fatto sì che l’atmosfera dei mondiali si trasformasse in una vera e proprio festa dell’amicizia, permettendo agli ospiti di sentirsi a casa propria e facendo loro conoscere le tradizioni e la cultura della Russia (soprattutto, le cronache riferiscono di colossali bevute collettive). Non solo, ma i russi sono riusciti “a mettere gli stranieri in contatto con i costumi dei diversi popoli di cui è composto questo grande Paese”, grazie al fatto che le partite si svolgono in città e regioni tanto diverse in tutta la Russia.

Alcuni autorevoli osservatori, come Vitalij Portnikov sul sito grani.ru, definiscono l’atmosfera che si è instaurata in Russia durante questo mese come il superamento della “fase crimeana” della politica nazionale, intendendo l’eccesso di nazionalismo seguito all’annessione della Crimea nel 2014. In effetti, la comune passione con cui tutti i russi hanno seguito le buone prove della squadra nazionale, fino all’eliminazione per opera della Croazia il 7 luglio, ha fatto dimenticare l’astio e le polemiche tra i “liberali” e i “patrioti” che avevano diviso il Paese, e le stesse famiglie russe, nel corso degli ultimi anni.

In effetti, dopo le prime vittorie, le discussioni social sembravano riproporre i pregiudizi di chi non intendeva tifare per la “nazionale di Putin”, o al contrario di chi accusava di tradimento la mancanza di partecipazione di alcuni, poi superata dall’entusiasmo generale. Portnikov osserva che anche in Ucraina, ai campionati europei del 2012, era sembrato che il Paese fosse in grado di superare le divisioni interne, che invece sono riesplose un anno dopo; e molti si chiedono se anche in Russia all’euforia seguirà una fase di nuova consapevolezza, e forse di nuove tensioni.

Finora i successi sportivi sono serviti da narcotico per calmare le proteste popolari contro la nuova legge sulle pensioni, o le continue polemiche sulla corruzione dei potenti e l’oppressione delle libertà civili. Proprio il “superamento degli stereotipi” vantato da Putin potrebbe infine rivelarsi anche un risveglio dal torpore, dopo 20 anni di potere incontrastato.

Due esempi: ieri, 9 luglio, a Samara, una delle città delle partite del “Mondiale”, si è svolta una manifestazione non autorizzata contro l’innalzamento dell’età pensionabile. Un piccolo gruppo, solo alcune decine di persone, si è radunato sotto la guida di un attivista locale del Partito Comunista russo, dal nome significativo di Damir Stalin, fondatore del movimento anti-governativo “Iniziativa Civile”. I pochi coraggiosi che sono scesi in piazza, secondo il leader del gruppo, hanno voluto denunciare i soprusi delle autorità: “Durante i campionati di calcio hanno spaventato la gente” – ha dichiarato Stalin – “minacciando di mandare ai lavori forzati tutti gli agitatori, o multarli con milioni di rubli. Vogliamo aiutare la gente a vincere la paura”. Anche il principale oppositore “di piazza”, Aleksandr Naval’nyj, pur unendosi alle lodi per la squadra nazionale, ha espresso intenzioni bellicose contro il regime.

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