11/10/2016, 08.58
TURCHIA - RUSSIA
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Russia e Turchia, partnership energetica e militare in chiave anti-americana

A Istanbul i due governi danno il via libera al progetto TurkStream. Previste due condotte, per una portata complessiva di 30 bcma. La prima servirà il fabbisogno interno, la seconda arriverà sulle coste dell’Europa meridionale. Previsti accordi anche sul piano militare e di intelligence. Due fronti (ancora) distanti, ma uniti dalla contrapposizione agli Stati Uniti. 

 

Istanbul (AsiaNews/Agenzie) - Turchia e Russia hanno siglato un accordo inter-governativo, che prevede fra gli altri la costruzione - in programma da tempo - del gasdotto TurkStream per pompare il gas russo attraverso il territorio turco e il mar Nero fino all’Europa. La firma sul contratto è arrivata ieri a Istanbul, nel contesto del Congresso mondiale sull’energia in corso nella metropoli turca. Una condotta verrà usata per il fabbisogno interno, mentre la seconda arriverà sulle coste dell’Europa meridionale, aggirando il blocco Ucraino (e statunitense). 

Alexei Miller, capo esecutivo del gigante russo dell’energia Gazprom, conferma che l’accordo prevede la costruzione di due condotte, ciascuna delle quali di capacità pari a 15,75 miliardi di metri cubi di gas (bcma), per un valore complessivo di 30 bcma. 

Le due linee dovrebbero essere pronte entro il 2019 e sostituiranno il vecchio (e ormai tramontato) progetto del South Stream per l’improvvisa marcia indietro dell’Unione europea. 

Insieme alla partnership economica ed energetica, Ankara e Mosca intendono rafforzare la collaborazione a livello militare e di intelligence. 

Ieri a Istanbul, nel loro incontro a due il presidente russo Vladimir Putin e l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan hanno discusso anche della questione siriana; i due leader hanno sottolineato la necessità di inviare aiuti e generi di prima necessità ad Aleppo, epicentro del conflitto. 

I rapporti fra i due Paesi hanno risentito a lungo dell’abbattimento del caccia russo sui cieli siriani ad opera dell’esercito di Ankara. Tuttavia, all’indomani del tentato golpe la Turchia si è avvicinata sempre più al Cremlino, che avrebbe fornito anche preziose informazioni a livello di intelligence per sventare la minaccia.

Alla ripresa dei rapporti fra Ankara e Mosca corrisponde la distanza sempre più marcata fra Turchia e Stati Uniti, un tempo alleati di ferro, ma colpevoli di non aver ancora estradato il leader religioso Fethullah Gülen, ritenuto la “mente” del colpo di Stato. 

Intervenendo a una conferenza stampa congiunta Putin ed Erdogan hanno detto di essere fiduciosi sulla “normalizzazione” delle relazioni fra i due Paesi, che dovrebbe avvenire in tempi rapidi. Pur essendo parte integrante della Nato, anche Ankara (come Mosca) ha al momento diversi elementi di contrasto con il blocco Occidentale. E su entrambi i governi pesano le sfide a livello di economia, in un periodo di crisi che non sembra ancora archiviato. 

Analisti ed esperti sottolineano che l’alleanza fra Turchia e Russia si basa di più sulle “contrapposizioni” a nemici comuni che alla “condivisione” di idee e progetti. Entrambe vivono, per ragioni diverse, un momento di “isolamento” sul piano internazionale ed entrambe registrano “tensioni significative” con Washington. 

Sulla ripresa dei rapporti fra Turchia e Russia pesano però ancora alcune divisioni sostanziali, una delle quali riguarda proprio il conflitto siriano. Mosca è il più fedele alleato (assieme a Teheran) del presidente Bashar al-Assad, inviso ad Ankara, che sostiene le posizioni dei vari fronti ribelli (più o meno) moderati. 

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