29 Maggio 2017
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  •    - Arabia Saudita
  •    - Bahrain
  •    - Emirati Arabi Uniti
  •    - Giordania
  •    - Iran
  •    - Iraq
  •    - Israele
  •    - Kuwait
  •    - Libano
  •    - Oman
  •    - Palestina
  •    - Qatar
  •    - Siria
  •    - Turchia
  •    - Yemen
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 21/04/2017, 11.58

    IRAQ

    Sacerdote caldeo: il 24 aprile data “simbolica” della ricostruzione della piana di Ninive



    Don Paolo conferma l’inizio dei lavori di ricostruzione di case e chiese a Qaraqosh, Bartella, Karamles. È “importante” fare in fretta per impedire la fuga di altre famiglie cristiane dalla regione. Ad oggi disponibile un fondo messo a disposizione dalla Chiesa caldea, ma servono altri finanziamenti. Coinvolti nei lavori gli stessi sfollati della piana.

     

    Erbil (AsiaNews) - Il 24 aprile è “la data simbolica” che segnerà l’inizio dei lavori di “ricostruzione” di case e chiese dei villaggi e delle cittadine della piana di Ninive, devastate in questi anni dai miliziani dello Stato islamico (SI). È quanto racconta ad AsiaNews don Paolo Thabit Mekko, 41enne sacerdote caldeo di Mosul, secondo cui è “importante” iniziare i lavori e realizzarli “rapidamente” per impedire la fuga di altre famiglie cristiane dalla regione.

    Secondo una prima valutazione confermata dal sacerdote, per sistemare “oltre 12mila case” distrutte o danneggiate in modo più o meno grave; serviranno “almeno 200 milioni di dollari”, aggiunge, anche se la cifra potrebbe aumentare in futuro.

    “Abbiamo i documenti - spiega don Paolo - che attestano i danni e i fabbisogni per la ricostruzione. Sono dati riferiti alle devastazioni occorse in ciascun villaggio”. In ogni località, prosegue, “vi è un ufficio per la ricostruzione e ogni villaggio riceve dei fondi. Il denaro ricevuto viene distribuito in percentuale secondo il fabbisogno”.

    Don Paolo è responsabile del campo profughi “Occhi di Erbil”, alla periferia della capitale del Kurdistan irakeno, dove nel tempo hanno trovato rifugio centinaia di migliaia di cristiani (insieme a musulmani e yazidi) in seguito all’ascesa dello SI. La struttura ospita ancora oggi 140 famiglie, circa 700 persone in tutto, con 46 mini-appartamenti e un’area per la raccolta e la distribuzione di aiuti. A questo si sono aggiunti un asilo nido per i più piccoli, oltre che una scuola materna e una secondaria. Molti di questi profughi arrivano proprio da Karamles, dove la domenica delle Palme si è celebrata la prima messa nella chiesa devastata dai jihadisti di Daesh [acronimo arabo per lo SI].

    Ancora oggi a Erbil e nel Kurdistan irakeno vivino migliaia di famiglie di sfollati, fino a 14mila (pari a 90mila persone) secondo alcune fonti. La gran parte di queste famiglie, circa 4/5 dipendono dagli aiuti per la sopravvivenza quotidiana, per questo diventa ancora più urgente il lavoro di ricostruzione e il rientro degli sfollati.

    In occasione della Settimana Santa lo stesso don Paolo aveva lanciato un appello alle parrocchie e ai fedeli sparsi nel mondo, perché ciascuna comunità cristiana “adotti” la sistemazione o la ricostruzione di un’abitazione della piana di Ninive. “Per maggio abbiamo in programma la pubblicazione della stima dei lavori - afferma il sacerdote caldeo - con i fondi attualmente a disposizione”.

    Il 24 aprile, il giorno seguente la festa di san Giorgio, viene presentato come “data simbolica di inizio dei lavori di ricostruzione”. In quell’occasione, racconta don Paolo, “celebreremo una messa proprio nella chiesa di san Giorgio a Karamles. In questo momento, grazie al contributo di alcuni volontari, stiamo ultimando i lavori di pulizia del luogo di culto, come fatto in precedenza per la chiesa di Mar Addai, per poter celebrare la funzione eucaristica insieme alla comunità”.

    La ricostruzione riguarderà alcuni fra i più importanti centri cristiani della piana: Qaraqosh, Bartella, Karamles, a lungo nelle mani delle milizie jihadiste che all’intero hanno compiuto orrori e devastazioni. “Abbiamo chiesto aiuto anche agli stessi sfollati - prosegue il sacerdote - rivolgendoci a muratori, idraulici, geometri, elettricisti. L’opera di ciascuno sarà essenziale per la rinascita di questa terra”. Inoltre, partecipando ai lavori “gli stessi sfollati potranno beneficiare di uno stipendio per poter sostenere i bisogni delle rispettive famiglie”.

    Ad oggi il patriarcato caldeo ha messo a disposizione un fondo, cui si aggiungeranno [questa la speranza di don Paolo] donazioni e contributi di fondazioni, enti e associazioni che partecipano ai lavori. “Saranno i profughi stessi a mettersi in gioco per la ricostruzione - aggiunge - e questo è elemento di doppia soddisfazione. La piana sta cambiando volto dopo l’Isis, ci vorrà del tempo per ricostruire ma bisogna fare in fretta. Molto dipenderà dai soldi che arriveranno, ma il tempo stringe; l’inizio dei lavori è un messaggio importante per i profughi della piana, è un invito a rimanere per ricostruire, quando ancora oggi molti pensano alla fuga, all’esodo, all’estero”. “È importante restare qui - conclude don Paolo - come cristiani e come comunità irakena. Siamo il popolo che parla ancora la lingua di Gesù, se andiamo via tutto sarà cancellato. La zona ormai è quasi del tutto messa in sicurezza, in alcuni terreni si nascondono ancora mine ma i lavori procedono. Bisogna proseguire senza sosta e con un rinnovato entusiasmo”.(DS)

     

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    23/05/2017 12:26:00 IRAQ
    Ninive, rifugiati cristiani fra l’attesa del rientro e l’appello per una visita del Papa

    A Karamles, come in altre cittadine della piana, è iniziata l’opera di ricostruzione. I tempi per un ritorno sono però ancora lontani. L’attesa “nutre” il desiderio di rientrare. La convivenza con i musulmani e il radicalismo che “ha aumentato la sfiducia”. L’invito a Francesco: La sua presenza per “fortificare la Chiesa” irakena e “sentire di non essere dimenticati”.

     



    29/10/2016 10:28:00 IRAQ
    La rinascita di Mosul dopo le distruzioni sistematiche dello Stato islamico

    Analisti, politici e leader religiosi affermano che Daesh non ha annientato l’anima multiculturale della città. Tuttavia, ci vorrà tempo perché essa torni un crocevia di etnie, culture e religioni. L’auspicio che siano i giovani a fare il loro ingresso, per primi, nella Mosul liberata. Dall’ascesa dei jihadisti nell’antica Ninive all’offensiva finale, il racconto di due anni di violenza e terrore.



    03/05/2016 10:50:00 IRAQ
    Lo Stato islamico attacca il villaggio cristiano di Teleskuf, nella piana di Ninive

    Colpiti alcuni cristiani a guardia del villaggio; i feriti sono stati soccorsi negli ospedali della zona. Gli abitanti erano fuggiti nell’agosto 2014, con l’ascesa di Daesh. Da tempo il villaggio era tornato sotto il controllo dei Peshmerga e di volontari cristiani. Timori del patriarcato caldeo che teme una escalation di attacchi jihadisti e una nuova ondata di sfollati.



    02/11/2016 08:20:00 IRAQ
    Le truppe irakene sono entrate nella zona est di Mosul

    Liberata la porta di accesso orientale alla città. Nello scontro sarebbero morti diversi jihadisti, nessuna perdita fra i governativi. Nella zona vi sono ancora fra i 3mila e i 5mila combattenti; civili usati come scudi umani. Fonti locali parlano di omicidi di massa e trasferimenti forzati imposti dall’Isis. Tensioni fra Ankara e Baghdad. 

     



    31/10/2016 11:41:00 IRAQ
    Leader cristiani: dopo Daesh, Mosul e Ninive siano modello di unità e libertà religiosa

    Su invito del patriarca Sako leader cristiani irakeni si sono riuniti ieri a Erbil per discutere del futuro della regione. Componente originaria dell’Iraq, i cristiani sono “pionieri di moderazione e apertura”. E sono un modello capace di “accogliere e unire” oltre le differenze. Un richiamo al multiculturalismo contro quanti ipotizzano una regione musulmana per arabi e curdi. 

     





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    I 10 anni dalla Lettera di Benedetto XVI alla Chiesa in Cina. La debolezza di alcuni vescovi

    Fr Peter

    La Lettera esprime “l’amore del Santo Padre per la nostra Chiesa”. La “tragedia” per la Chiesa in Cina: vescovi che divengono “funzionari di Stato”, “non danno ascolto alla Lettera” e hanno paura di “dare la vita per il gregge”. Ma vi sono “vescovi e sacerdoti [che] salvaguardano la vera fede della Chiesa cattolica”. Un grazie profondo alla Chiesa universale.


    VATICANO – CINA
    Simposio AsiaNews, Savio Hon: “Va dissipato il grigio pragmatismo”



    Sorto sul principio della crescita a tutti i costi, sintetizzato da Deng Xiaoping nello slogan: “Non importa se il gatto è nero o bianco, purché catturi i topi”. Oggi non si distingue più il bianco dal nero, il vero dal falso. Così gli eroi della fede sono sfidati dai lupi travestiti da pecore


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®