12/06/2006, 00.00
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Scetticismo a Vienna per un accordo sul programma nucleare iraniano

Alla riunione dell'Aiea, il direttore generale Mohamed El Baradei sostiene che non si sono fatti "molti progressi". Teheran ripete che non negozierà sui suoi diritti, anche se le proposte europee sono "un passo avanti".

Vienna (AsiaNews/Agenzie) – Lo scetticismo sembra dominare l'atmosfera della odierna riunione dei 35 Paesi membri del Consiglio dei governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), a Vienna, malgrado ufficialmente si continuino ad aspettare le decisioni di Teheran. Appaiono infatti di segno negativo le dichiarazioni del direttore generale dell'Aiea Mohamed El Baradei, il quale ha sostenuto che l'Agenzia "non ha compiuto molti progressi nella soluzione delle questioni in corso di verifica", ossia della possibilità di sviluppi militari del programma nucleare iraniano, alle quali ha fatto eco l'ambasciatore Usa Gregory Sculte, per il quale "gli Stati Uniti non si attendono alcuna decisione per questa settimana alla riunione del Consiglio dei Governatori dell'Aiea". Il diplomatico americano ha aggiunto che "spetta a Teheran prendere una decisione, non al Consiglio dei governatori", riferendosi alla risposta che i cinque membri del Consiglio di sicurezza più la Germania attendono dall'Iran riguardo al "pacchetto" di proposte avanzate. Presentato martedì scorso a Teheran dall'Alto rappresentante della Ue per la politica estera comune e la sicurezza, Javier Solana, il "pacchetto" offre incentivi di tipo economico, ma anche politico, in cambio della sospensione del processo per l'arricchimento dell'uranio e fa balenare, in caso di rifiuto, l'ipotesi di sanzioni.

Proprio a proposito del "pacchetto", il portavoce del governo iraniano, Gholam Hossein Elham, in una dichiarazione riportata dall'agenzia ufficiale Irna sembra voler respingere le proposte in esso contenute. Pur definendole "un passo avanti" e sostenendo che ""stiamo discutendo il pacchetto proposto dall'Europa, vogliamo esaminarlo pienamente e prendere la nostra decisione", Elham ha infatti affermato che "non vogliamo negoziare con nessuno sui nostri diritti inalienabili e legittimi, ma siamo pronti a discutere per rimuovere le preoccupazioni della comunità internazionale"

Anche El Baradei ha sostenuto la necessità di "stabilire fiducia nella natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano".

I tempi, comunque, non dovrebbero essere molto lunghi: il portavoce del ministro degli Esteri, Hamid Reza Asefi, citato dall'agenzia "studentesca" Isna, afferma che l'Iran non ha intenzione di dilazionare la sua risposta. "Naturalmente – ha detto – quando avremo elaborato i nostri commenti e suggerimenti al pacchetto, daremo la nostra risposta". 

 

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