20 Settembre 2014 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 02/08/2012
INDIA
Sciopero della fame per dalit cristiani e musulmani, contro la discriminazione
Conferenza episcopale indiana (Cbci) e leader religiosi hanno organizzato una marcia, per rivendicare diritti e garanzie concessi per legge solo a fuoricasta indù, buddisti e sikh. Arcivescovo di New Delhi: discriminare qualcuno per la sua religione è un male da combattere.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) - Centinaia di dalit cristiani e musulmani hanno sfilato sotto la pioggia per le strade di New Delhi, per chiedere al governo Upa (United Progressive Alliance) di garantire loro i diritti previsti dalla legge sulle caste, entro le elezioni generali del 2014. Organizzata dalla Conferenza episcopale indiana (Cbci) e da leader islamici, la marcia è culminata davanti al palazzo del Parlamento, dove i manifestanti hanno iniziato un dharma (digiuno di protesta), indossando magliette con la scritta "Upa - Rispondi alla Corte suprema".

Lo slogan scelto dai manifestanti si riferisce alle numerose cause presentate da gente comune, società civile e leader religiosi per porre fine alla discriminazione su base religiosa ed applicare lo status di Scheduled Caste (Sc) anche ai fuoricasta cristiani e musulmani. La lotta per garantire eguali diritti va avanti dal 1950, quando il parlamento approvò l'art. 3 della Costituzione sulle Sc. In base a questo paragrafo, la legge riconosce diritti e facilitazioni di tipo economico, educativo e sociale solo ai dalit indù. In seguito, nel 1956 e nel 1990, lo status venne esteso anche a buddisti e sikh.

Tra le personalità presenti alla marcia, anche mons. Vincent Concessao, arcivescovo di New Delhi: "La discriminazione contro dalit cristiani e musulmani va contro ogni principio sancito dalla nostra Costituzione, che è laica per sua stessa natura. Siamo qui non solo per promuovere ciò che è bene, ma anche per combattere il male. E discriminare qualcuno per la sua religione è malvagio". 

 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
26/07/2011 INDIA
Sciopero della fame per i diritti di dalit cristiani e musulmani
di Nirmala Carvalho
10/12/2009 INDIA - DIRITTI UMANI
Diritti umani in India calpestati da estremismo, discriminazione religiosa e sociale
di Nirmala Carvalho
21/07/2010 INDIA
Cinquemila Dalit cristiani e musulmani contro la discriminazione
di Nirmala Carvalho
11/03/2005 india
Dalit di tutte le religioni appoggiano i fuori casta cristiani e musulmani
20/10/2004 india
L'Al Qaeda indù: il fondamentalismo come strumento politico
di Bernardo Cervellera

In evidenza
IRAQ-VATICANO
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del vescovo per i primi aiuti
di Amel NonaMons. Amel Nona, vescovo caldeo di Mosul, anch'egli rifugiato, ringrazia tutti i donatori della campagna lanciata da AsiaNews. La situazione è sempre più difficile per il numero enorme di profughi e per l'arrivo dell'inverno e della neve, che rendono impossibile alloggiare nelle tende o all'aperto. La crisi, un'occasione che rende attiva la fede dei cristiani.
ITALIA - IRAQ
Continua la campagna "Adotta un cristiano di Mosul". Già raccolti oltre 350mila euro
di Bernardo CervelleraInviate al patriarca di Baghdad e ai vescovi del Kurdistan le donazioni ricevute fino al 31 agosto. La campagna serve a nutrire, alloggiare, vestire, consolare oltre 150mila profughi cristiani, yazidi, turkmeni, sciiti e sunniti, fuggiti dalla violenza dell'esercito del Califfato islamico. Una generosa partecipazione dall'Italia e da tutte le parti del mondo. Donazioni anche da chi è povero e senza lavoro. Una speranza per il mondo, per chi soffre e per chi dona.
IRAQ-ITALIA
"Adotta un cristiano di Mosul": il grazie del Patriarca Louis Sako; le preoccupazioni del vescovo del Kurdistan
di Bernardo CervelleraIl capo della Chiesa caldea ringrazia per la campagna di AsiaNews e spera che "questa catena di solidarietà si allunghi". Aiutare i profughi a rimanere in Iraq. Ma molti vogliono fuggire all'estero. Il vescovo di Amadiyah, che ha accolto migliaia di sfollati nelle chiese e nelle case: Aiutiamo anche arabi (musulmani) e yazidi, in modo gratuito e senza guardare alle differenze confessionali.

Dossier

by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate