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  • » 12/11/2016, 10.18

    COREA DEL SUD

    Seoul, decine di migliaia in piazza contro la Park: “Si dimetta”



    È la più grande manifestazione dagli anni ’90, la terza in pochi giorni. Sotto accusa i rapporti della presidentessa con Choi Soon-sil, la “Rasputin di Corea”. Persone sono giunte da ogni parte del Paese. Una fiaccolata verso la Casa Blu.

    Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Decine di migliaia di persone marciano in queste ore per le vie di Seoul chiedendo le dimissione della presidentessa Park Gun-hye, messa alla gogna per i suoi rapporti con Choi Soon-sil, la “Rasputin di Corea”. Si tratta della terza manifestazione nel giro di pochi giorni contro la leader e la polizia si aspetta almeno 170mila persone. Secondo gli organizzatori il numero di manifestanti arriverà al milione, il che farebbe della marcia la più numerosa dagli anni ’90 in Corea del Sud.

    Lo scandalo politico che sta travolgendo la Park deriva dai suoi rapporti con Choi Soon-sil, arrestata la scorsa settimana con l’accusa di aver influenzato la presidentessa editando i suoi discorsi e consigliandola al di fuori di ogni canale ufficiale. La donna avrebbe consigliato la presidentessa assunzioni di persone nel governo e avrebbe usato la sua influenza sulla Park per ricevere fondi da compagnie coreane, appropriandosi di denaro destinato a organizzazioni no-profit.

    Choi Soon-sil, 60 anni, è amica della Park dagli anni ’70. Suo padre, Choi Tae-min, ora defunto, era un personaggio ambiguo. Prima monaco buddista, poi pastore cristiano, poi leader di una Chiesa della Vita eterna, egli ha incontrato e confortato la Park dopo l’assassinio della madre, la moglie del dittatore Park Chung-hee, uccisa nel 1974.

    La Park si è scusata più volta con la nazione per aver “posto troppa fede nelle relazioni personali e non aver controllato in modo attento quello che accadeva”. La presidentessa ha dichiarato che coloro che verranno riconosciuti colpevoli verranno puniti, ma l’opinione pubblica non sembra accontentarsi e vuole le sue dimissioni.

    “Sono qui per chiedere l’allontanamento di Park Geun-hye – dice Cho Ki Mang, uno dei manifestanti –, le sue scuse non valgono nulla e deve andarsene”. Migliaia di persone hanno viaggiato per centinaia di chilometri da ogni parte del Paese per partecipare alla marcia. Questa è iniziata alle 4 di pomeriggio (ora locale) con una fiaccolata partita dalla Seoul City Hall e diretta verso la Casa Blu, residenza presidenziale.

    Molti analisti coreani pensano che la Park riuscirà a portare a termine l’ultimo anno di mandato della sua presidenza. I parlamentari dell’opposizione, infatti, non hanno ancora chiesto le sue dimissioni, sembrando più interessati ad ottenere più concessioni politiche dalla presidentessa.

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