16/10/2018, 15.17
HONG KONG-CINA-VATICANO
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Simposio di AsiaNews 2018: Le case ad Hong Kong e la Via crucis in Cina

di Giovanni Pang Chenyu

La testimonianza di un educatore salesiano a contatto con i giovani della metropoli e con studenti della Cina continentale. L’urgenza di esprimere l’amore di Cristo attraverso testimoni e compagni di cammino. I compromessi col potere economico e politico ritardano la maturità della fede nei giovani.

Roma (AsiaNews) – Giovanni Pang Chenyu è un giovane di Hong Kong, impegnato fin dall’adolescenza nella comunità salesiana. A tutt’oggi egli è educatore dei giovani legati alle scuole dell’istituto religioso. Giovanni è famoso per aver fatto un selfie con Papa Francesco all’Asian Youth Congress di Daejeon (Corea) nel 2014 (v. foto). Ecco la testimonianza che ha dato al Simposio di AsiaNews.

Negli ultimi 10 anni, la provvista di case a Hong Kong non è riuscita a stare al passo con la drastica crescita della popolazione. La mancanza di case è divenuto uno dei più grandi problemi sociali. I giovani di Hong Kong non vedono una soluzione e così tendono ad essere riluttanti nel rispondere a questo bisogno. Dall’altra parte, qualche anno fa un gruppo di giovani imprenditori ha fondato una piattaforma online chiamata “TVMOST” (in cinese: “100毛”), con risorse molto limitate. TVMOST ha prodotto e diffuso molti video di breve durata che esprimono con chiarezza le vedute dei giovani in Hong Kong, compreso me stesso.

“Questa è l’epoca migliore, questa è l’epoca peggiore”: spesso nel passato, i cattolici di Hong Kong hanno compreso il loro ruolo di ponte fra la Chiesa e la società e lo hanno vissuto. Ora, sembra che il presente “Accordo” [fra Cina e Santa Sede sulle nomine dei vescovi] sia la cosa migliore, che dovremmo accettare…

L’8 dicembre del 1965, un messaggio ai giovani da parte del Concilio Vaticano II, riconosceva ed apprezzava l’abilità e la passione dei giovani nel sostenere sfide e cambiamenti, cercando qualche pista di soluzione. Ma io vedo una grande discrepanza fra quel messaggio del Vaticano II e la situazione dei giovani ad Hong Kong dopo 50 anni.

I giovani di Hong Kong non riescono a sentire e a testimoniare “l’amore della Chiesa” promessa dal Padre Nostro. Al presente Hong Kong è ancora una città internazionale, dove i giovani incontrano persone da nazioni differenti. Essi amano anche molto viaggiare in altri Paesi. Ma hanno adottato la cosiddetta “cultura degli instant-noodle (degli spaghetti pronti all’istante)”.

Essi vogliono che tutto sia pronto all’istante, non vogliono aspettare più di tre minuti. In tal modo, le loro famiglie, le scuole, la Chiesa non riesce a compiere tali aspettative. La Chiesa locale non riesce a seguire il ritmo e le aspettative dei giovani. E così, sempre meno giovani tornano alla Chiesa, perfino coloro che sono stati battezzati da neonati.

Caso n. 1: Alcuni anni fa, un parroco è stato così coraggioso da organizzare un “evento pastorale per i giovani ad Halloween”, allo scopo di attrarre i giovani e facilitare la loro comprensione sul tema “fantasmi e spiriti”. L’evento ha attratto un migliaio di giovani, compresi alcuni media. Un reporter ha chiesto al parroco una questione sul “Diavolo”. Il parroco ha detto che gli speculatori edilizi locali e i proprietari di case erano come diavoli perché entrambi ci trascinano nel materialismo. Alcuni giorni dopo, la diocesi ha ricevuto una lamentela da un miliardario locale, chiedendo anche le scuse del parroco. Ci sono state anche discussioni sulla risposta della diocesi nella società. Dopo un anno, l’organizzatore dell’evento e il parroco sono stati chiamati davanti a cinque personalità ufficiali, compreso il vescovo. Dopo aver ascoltato il vescovo, il giovane organizzatore ha chiesto: “Sto subendo un processo? Ho fatto qualcosa di sbagliato? Non capisco perché sono venuto qui a incontrare cinque sacerdoti a causa di una festa di Halloween”.

Ciò che è accaduto non ha incontrato le aspettative del giovane verso la Chiesa locale. Io penso che la Chiesa dovrebbe essere affianco ai giovani, e invece quelli si sono spostati verso il ricco e chi ha potere.

Io credo che “Chiesa”, “scuola”, “famiglia”, “campo di gioco” siano i quattro elementi che attirano i giovani a noi.

Caso n. 2: È accaduto durante un campo estivo di 10 giorni per giovani universitari, presenti un centinaio di studenti. Essi celebravano la liturgia della Chiesa, aggiungendo alcuni aspetti interattivi: la Via crucis drammatizzata come un teatro, in cui rivivere le sofferenze di Gesù, così che il dramma aiutava i partecipanti ad approfondire la loro esperienza religiosa.

L’evento doveva cominciare dalla parrocchia A per finire nella parrocchia B, per circa 30 minuti di cammino da un punto all’altro. Ogni stazione della Via crucis era stata preparata molto bene dai giovani e aveva attirato anche molti passanti, che potevano assistere in strada al racconto di Gesù che muore crocifisso.

Tutt’a un tratto, alla settima stazione, cinque grosse auto nere si fermano davanti alla nostra processione. Alcuni individui scendono e chiedono di concludere l’evento e vogliono cacciare tutti i partecipanti. La discussione è andata avanti per almeno 20 minuti. Alla fine abbiamo dovuto mandare via i giovani.

Un’ora dopo, abbiamo incontrato i nostri giovani all’ultima stazione, nella parrocchia B. L’edificio poteva accogliere solo una trentina di persone e c’erano un centinaio di studenti tutti in ginocchio e in lacrime davanti al Cristo in croce. Alcuni erano molto depressi, altri tristi, e altri continuavano a singhiozzare. Uno dei giovani si è espresso dicendo che essi avrebbero dovuto continuare anche verso l’ottava stazione della Via crucis. Ma in effetti, non era necessario: essi avevano sperimentato la 14ma stazione, Gesù che viene posto nel sepolcro.

Questi studenti universitari piangevano perché sanno che non è facile avere fede ed essere cattolici, e che vanno incontro a pericoli.

Questo incidente è avvenuto nella Cina popolare, dove è stato firmato il famoso “Accordo”.

Con questo episodio, gli studenti non hanno solo compreso di più la loro fede, il catechismo della tradizione della Chiesa: in essi è emersa anche la domanda sulla libertà religiosa nella loro vita. Essi non possono esprimere in Cina la religiosità loro donata da Dio. E anche per i giovani minori di 18 anni, c’è il divieto per loro di entrare in chiesa. I giovani non sono il futuro della Chiesa? Ma in tal modo essi non riescono a vedere alcuna speranza.

Ho ricevuto una lettera, che dice: Grazie per la tua gioia, che mi accompagna in ogni notte senza sonno; il tuo sorriso guarisce la mia sfortuna; la mia depressione riceve freschezza da questa fiducia.

Dopo la lettura, il mio cuore è divenuto pesante. Nella diocesi in cui vivo ci sono un mucchio di persone che lavorano nel campo del volontariato e delle cure, ma purtroppo non si fanno compagni dei loro pazienti. Noi speriamo che la Chiesa possa rimettere in alto Il valore missionario della compagnia.

Per lo sviluppo, ci basiamo sempre sui 4 elementi: “Chiesa”, “scuola”, “famiglia”, “campo da gioco”. I giovani che rimangono impressionati dai testimoni di amore, hanno poi il coraggio di trovare il vero amore e sanno discernere la loro vocazione.

Non è forse vero che la maggior parte di noi ha cercato di guadare il fiume tastando le pietre, perché non c'era alcun incoraggiamento da parte di qualche compagno nel portarci ed andare avanti?

Domandiamoci in quale parrocchia noi incontriamo qualcuno che è discriminato? Pensiamo ai divorziati, chi ha abortito, omosessuali, drogati, prigionieri… Perché non riusciamo a trovarli nella Chiesa? I giovani sono decisi ad accettare e iniziare un cammino sulla strada della santificazione. Ma essi sono sconfitti dalle differenti voci presenti nella Chiesa. Se ci fossero compagni che sostengono, non sarebbe diversa la situazione presente? Se possiamo amarci gli uni gli altri nella Chiesa, è perché io vedo il padre nel pastore e non un leader; fra cattolici, vediamo la nostra famiglia, non dei visitatori di zoo; perché vediamo il volto gioioso di giovani, non la durezza stanca di volontari. Perché abbiamo ancora speranza? Perché io sono convinto che Dio è amore.

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