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    » 17/06/2014, 00.00

    SRI LANKA

    Sri Lanka, non si ferma la violenza dei buddisti radicali contro i musulmani

    Melani Manel Perera

    Le ricostruzioni ufficiali parlano - per il momento - di 91 feriti e quattro morti, tra cui un neonato di appena una settimana. Bruciata e rasa al suolo una moschea. Saccheggiate e distrutte decine di case e negozi. Leader religiosi cristiani ad AsiaNews: "Condanniamo le violenze contro i nostri fratelli musulmani".

    Colombo (AsiaNews) - Almeno 91 feriti e quattro morti, tra cui un neonato di appena una settimana; una moschea distrutta; decine di case e negozi rasi al suolo: è il bilancio provvisorio degli scontri scoppiati il 15 giugno scorso nel sud dello Sri Lanka e proseguiti fino a questa notte. Le vittime appartengono tutte alla comunità islamica, nel mirino di una serie attacchi perpetrati dai militanti del gruppo radicale buddista Bodu Bala Sena (Bbs). Ad AsiaNews alcuni leader religiosi cristiani esprimono "un'aperta condanna al brutale attacco subito dai nostri fratelli musulmani. Il governo deve assumersi la responsabilità di questa violenza, perché le forze di sicurezza sono rimaste in silenzio quando ciò stava accadendo".

    Oggi intanto nella provincia orientale del Paese migliaia di musulmani hanno organizzato un hartal (manifestazione) per chiedere al governo di mettere al bando il Bbs, noto anche come "Brigata buddista".

    Secondo le prime ricostruzioni tutto è iniziato dopo un comizio tenuto ad Aluthgama da Galagodaaththe Gnanasara Thero, monaco buddista leader del Bbs, il 15 giugno scorso. Al termine del raduno il gruppo si è diretto verso la moschea locale - nella quale circa 2mila musulmani stavano pregando - e ha sferrato il suo attacco. Non è chiaro quando le forze dell'ordine siano intervenute per disperdere i fondamentalisti. Tuttavia, nonostante il coprifuoco posto dal governo in due città, gli scontri sono proseguiti anche ieri.

    P. Marimuttu Sathivel, sacerdote anglicano membro del Christian Solidarity Movement (Csm), afferma ad AsiaNews: "Dobbiamo chiedere perdono ai nostri fratelli musulmani, dal momento che il Bbs (che li ha colpiti) e la polizia, l'esercito e i politici (che hanno permesso che ciò accadesse) non l'hanno ancora fatto".

    Anche p. Ashok Stephen, sacerdote cattolico e direttore del Centre for Society and Religion (Csr), ad AsiaNews critica il comportamento della polizia. "Le forze dell'ordine - sottolinea - sono sempre molto solerti nel frenare la più piccola manifestazione organizzata da studenti universitari contro il governo. Eppure, a stento prende provvedimenti per prevenire simili violenze e tace quando avvengono questi omicidi".

    Il Bodu Bala Sena un movimento radicale di ispirazione buddista, la cui missione è "proteggere" la comunità singalese buddista. I singalesi sono l'etnia di maggioranza in Sri Lanka (73,8%), seguiti dai tamil (circa l'8%). Il buddismo è la religione ufficiale ed è praticata dal 69,1% della popolazione. L'islam è la seconda religione più diffusa (7,6%), seguita dall'induismo (7,1%) e dal cristianesimo (6,2%).

     

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