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» 29/07/2009 14:03
CINA - STATI UNITI
Stati Uniti e Cina hanno iniziato a progettare la finanza mondiale per salvarsi dalla crisi
Al vertice a Washington i due Paesi hanno preso impegni per contenere il deficit e salvaguardare il valore del dollaro Usa, diminuire la dipendenza cinese dall’export, liberalizzare i mercati finanziari. Esperti: consapevoli della loro interdipendenza, Cina e Usa provano a crescere insieme.

Washington (AsiaNews/Agenzie) – Cina e Stati Uniti vogliono approfondire la cooperazione economica e affrontare in modo congiunto la crisi finanziaria globale. E’ quanto emerge dai due giorni di colloqui al massimo livello conclusi oggi a Washington, anche se le conseguenze concrete potranno essere valutate solo col tempo.

Gli Stati Uniti hanno ribadito l’impegno a far diminuire il proprio disavanzo di bilancio –per il 2009 previsto pari a 1.850 miliardi di dollari- entro il 2013. L’eccessivo consumismo degli Usa, abituati a spendere oltre le proprie possibilità, è tra le cause che hanno scatenato l’attuale crisi, quando è emersa la strutturale debolezza dell’economia statunitense e, di conseguenza, del suo dollaro. Pechino e molti altri Paesi hanno raccolto valuta e titoli Usa nelle proprie riserve finanziarie e ora chiedono a Washington che garantisca la stabilità della propria moneta.

La Cina vanta riserve valutarie per 801 miliardi di dollari e il vicepremier Wang Qishan (nella foto, con il Segretario Usa al Tesoro Geithner) ha ribadito la necessità che Washington gestisca in modo attento e oculato la propria finanza e ha annunciato “una più stretta collaborazione per costruire insieme un forte sistema finanziario” che assicuri “stabilità nei due Paesi e nell’intero mondo”.

La posizione Usa ha soddisfatto il ministro cinese della Finanze, Xie Xuren, che oggi nella conferenza stampa ha dichiarato che “gli Usa adotteranno iniziative credibili per contenere il proprio deficit”.

A sua volta la Cina si è impegnata a ribilanciare la propria economia favorendo un aumento dei consumi interni e diminuendo la propria dipendenza  dalle esportazioni.  L’economia cinese da decenni è fondata sull’ampia esportazione di prodotti a basso costo, ma questo spesso è avvenuto con il sacrificio dei diritti di lavoratori e con scarso interesse per le conseguenze ambientali. Gli Usa rimproverano a Pechino che, per favorire le esportazioni, ha tenuto basso in modo artificiale il tasso di cambio della propria valuta, lo yuan, con conseguenze negative sia per i cittadini cinesi che per le ditte estere.

La piena soddisfazione delle parti è evidente nelle dichiarazioni finali. Il Segretario di Stato al Tesoro, Timothy Geithner, ha osservato che i due Paesi vogliono combattere il protezionismo e collaborare per “contribuire a porre le fondamenta di una ripresa [economica] mondiale più sostenibile e più bilanciata”.

Alle critiche circa la mancanza di decisioni subito operative, il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha risposto che “la creazione di una piattaforma [per rapporti più stretti] può non portare molte conseguenze concrete immediate”. Ella ha aggiunto che il livello dalla collaborazione tra i due Paesi è senza precedenti.

Esperti osservano che i due Paesi sono consapevoli della piena interdipendenza delle loro economie e che nell’attuale crisi hanno interesse a superare i contrasti per adottare condotte utili per entrambi.

Gli Stati Uniti si sono anche impegnati ad adottare regole più rigide per il settore finanziario, mentre la Cina si è detta disposta a liberalizzare il proprio mercato finanziario, oggi sotto il saldo controllo dello Stato.

Non ci sono state invece intese sulle misure per combattere il cambiamento di clima. Le due parti hanno rinviato al futuro ogni decisione, pur con l’impegno a discuterne prima del prossimo round mondiale di negoziati a Copenhagen nel dicembre 2009. Xie Zhenhua, viceministro della Commissione per la riforma e lo sviluppo, ha ribadito che soprattutto i Paesi sviluppati devono ridurre le emissioni inquinanti e contribuire alla progressiva sostituzione, nei Paesi in via di sviluppo, degli impianti inquinanti con altri ecologici.

Sui problemi dei rapporti tra Usa e Cina vedi anche:

AsiaNews.it, 03/01/2009, Lo yuan cinese sta per sostituire il dollaro.

AsiaNews.it, 09/12/2008,Crisi economica: Stati Uniti e Cina, tempesta valutaria all’orizzonte.

AsiaNews.it, 07/07/2009, Il G8, i titoli tossici e le tossicodipendenze di Usa e Cina


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