18/07/2017, 11.29
IRAN
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Teheran, libero dietro cauzione (milionaria) il fratello del presidente Rouhani

Hossein Ferydoun era stato arrestato ieri per “reati finanziari”. In un primo momento la cauzione fissata a oltre 13 milioni di dollari, poi scesa a 9,3 milioni. L’indagine resta aperta ed egli potrebbe finire di nuovo in prigione. Si inasprisce la lotta fra magistratura (sostenuta dai Guardiani della rivoluzione) e Rouhani.

 

Teheran (AsiaNews) - Nella tarda serata di ieri le autorità iraniane hanno rilasciato su cauzione Hossein Ferydoun, fratello e consigliere speciale del presidente Hassan Rouhani, arrestato in precedenza per non meglio specificati “reati finanziari”. È quanto riferisce l’agenzia semi-ufficiale di Stato Isna (Iranian Students' News Agency), secondo cui “il tribunale ha accettato” la richiesta “di cauzione”.

Secondo i media iraniani la somma fissata in un primo momento per la liberazione era di 500 miliardi di rials (pari a 13,3 milioni di dollari). Tuttavia, i giudici hanno rivisto al ribasso la cauzione, fissandola a 9,3 milioni di dollari.

Annunciando il suo arresto nel fine settimana, Gholamhossein Mohseni-Ejeie, portavoce del sistema giudiziario, aveva affermato che Ferydoun era finito in prigione per reati “finanziari”. A fronte del versamento di una cauzione egli avrebbe riacquistato la libertà; resta però aperta l’inchiesta giudiziaria che “continuerà a fare il suo corso”.

Finora non vi sono state dichiarazioni ufficiali del presidente Hassan Rouhani sulla vicenda; il capo di Stato ha finora mantenuto un basso profilo, evitando di intervenire in modo diretto sul fermo del fratello. Da più di un anno il nome di Hossein Ferydoun è contenuto all’interno di un cospicui dossier riguardante casi di corruzione, che ruotano attorno a salari gonfiati di super-manager di compagnie di assicurazioni statali. Egli ha sempre respinto con forza le accuse di cattiva condotta. La vicenda è emersa anche in occasione della recente campagna elettorale che ha portato, al termine del voto, alla conferma del fratello e presidente Hassan Rouhani a un secondo mandato. Del resto il tema della corruzione, assieme all’economia, è stato uno degli elementi chiave di dibattito fra i vari candidati.

Un anno fa Nasser Seraj, ispettore generale, aveva denunciato “pressioni” da parte di Fereydoun per ottenere la nomina di Ali Sedghi, uno dei suoi sodali, alla testa della banca Refah. Anche quest’ultimo sarebbe finito al centro di una inchiesta legata a scandali finanziari ed è stato eliminato dalla lista dei possibili candidati alla guida del prestigioso istituto.

Il nome del fratello di Rouhani - sempre più ai ferri corti con la magistratura - è contenuto anche all’interno di un altro dossier che coinvolge Ali Rastegar Sorkheie, patron della banca Melat, arrestato nel contesto di una “imponente indagine su fatti di corruzione bancaria”. A condurre l’inchiesta i servizi di intelligence dei Guardiani della rivoluzione, fra i più strenui oppositori dell’attuale capo di Stato e in prima fila nel chiedere l’arresto di Fereydoun. (DS)

 

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