06/11/2019, 08.52
IRAN
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Teheran riprende la produzione nucleare nell’impianto di Fordo

Oggi verrà ripristinata l’iniezione di gas di uranio nelle 1044 centrifughe di prima generazione IR-1. Per la Repubblica islamica è il quarto passo nella direzione di un disimpegno dall’accordo di Vienna del 2015. Rouhani: decisione “reversibile” se l’Europa saprà compensare l’effetto delle sanzioni Usa. 

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - Da oggi Teheran riprende a iniettare gas di uranio nelle centrifughe dell’impianto di arricchimento sotterraneo a Fordo, venendo meno a un altro degli impegni previsti dall’accordo nucleare del 2015 già sconfessato dagli Stati Uniti. È quanto ha annunciato ieri il presidente iraniano Hassan Rouhani, il quale ha però aggiunto che la decisione è “reversibile” se le potenze mondiali mantengono fede al patto. 

Quello di ieri è il quarto passo compiuto dalla Repubblica islamica dal luglio scorso nello sviluppo di tecnologia nucleare, in risposta al ritiro unilaterale da parte di Washington e alla introduzione delle sanzioni più dire della storia. L’uranio arricchito può essere usato sia per produrre combustibile per reattori, che per la produzione di armi nucleari. 

Teheran inizierà dunque a iniettare gas uranio nelle 1044 centrifughe di prima generazione (IR-1) dell’impianto di Fordo, il cui utilizzo era stato congelato dopo l’intesa di Vienna con i Paesi del 5+1 (Cina, Russia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania). Il procedimento viene usato per la produzione di uranio arricchito sotto forma di isotopo 235 e le attività saranno sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). 

Unione Europea e Russia hanno subito manifestato la loro preoccupazione per la decisione di Teheran. Il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov ha aggiunto che dal definitivo fallimento dell’accordo nucleare non deriverà “nulla di buono”. 

Il sito di Fordo, che in base agli accordi del 2015 sarebbe dovuto diventare un centro di ricerca, si trova all’interno delle montagne che sovrastano Qom e a circa 200 km a sud di Teheran. “Da domani - ha sottolineato Rouhani - faremo un nuovo passo, il quarto” in un’ottica di disimpegno dai punti previsti dall’accordo e “darò ordine di riprendere l’iniezione di gas” dal sito di Fordo. “I partener Europe - ha concluso il presidente - devono compensare l’effetto delle sanzioni Usa” e se lo faranno la decisione odierna sarà “reversibile”. 

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