14/08/2015, 00.00
TIMOR EST – VATICANO
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Timor Est, il card. Parolin firma uno “storico” concordato

L’accordo, in cantiere dal 2006, sancisce la “struttura legale” dell’operato della Chiesa sul territorio. Ieri il segretario di Stato vaticano ha celebrato la messa nel seminario maggiore del Paese. Domani, festa dell’Assunta, è prevista la commemorazione dei 500 anni di evangelizzazione della parte orientale dell’isola.

Dili (AsiaNews) – Il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, ha firmato questa mattina nella sede del governo di Dili uno “storico” concordato tra la Santa Sede e la Repubblica Democratica di Timor Est, che sancisce “la struttura legale” dell’azione della Chiesa nel Paese. Una Commissione creata ad hoc stava lavorando a questo accordo dal 2006.

H. E. Rui Maria de Araújo, Primo ministro del Paese, ha definito il patto “una pietra miliare” e ha dichiarato che “la Chiesa cattolica, per 500 anni, ha donato un grande sostegno spirituale, umano e materiale alla popolazione timorese, contribuendo in modo decisivo al processo di liberazione di Timor Est”. Il politico ha aggiunto che “la sua attività è riconosciuta e valorizzata nella Costituzione della Repubblica. Infatti, durante la lotta per l’indipendenza, la Chiesa ha incoraggiato la popolazione a resistere e ha legittimato a livello internazionale l’obiettivo della Resistenza”.

Il segretario di Stato vaticano è giunto a Dili la sera del 12 agosto, dopo aver fatto tappa in Indonesia. Ieri alle 17.30 (ora locale), il cardinale ha fatto visita alla statua di Giovanni Paolo II eretta a Tasi Tolu. Quella del pontefice polacco, il 12 ottobre 1989, è stata l’ultima visita papale nel Paese. Alle 18.30 il porporato si è diretto al seminario maggiore di Fatumeta per celebrare la messa.

“Non riesco ad esprimere la profondità della gioia che c’è nel mio cuore per essere con voi questa sera, a celebrare la messa per la prima volta in questo amato Paese, Timor Est” ha esordito il porporato, ricordando ai seminaristi che “il discepolato non è solo una relazione privata [con Dio]” ma, “al contrario, più profonda è la nostra relazione con Cristo, più siamo spinti ad andare avanti, a essere missionari, a portare ciò che abbiamo ricevuto, e cioè l’amore e la misericordia di Dio, agli altri, specialmente a color che vivono ai confini della società, agli emarginati, a coloro che sono dimenticati”.

Domani, in occasione della festa dell’Assunta, il card. Parolin celebrerà la messa a Tasi Tolu per commemorare lo sbarco dei missionari portoghesi sull’isola, avvenuto 500 anni fa, che ha dato inizio all’evangelizzazione di Timor Est. Secondo il Primo ministro de Araújo, “la Chiesa cattolica rimane un riferimento fondamentale per la popolazione, visto l’impegno che continua a mostrare nel sostenere le aree di sviluppo della nazione, in particolare nell’educazione”.

Timor Est ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo il 28 novembre del 1975 ma, dopo lo scoppio di una guerra civile, le Nazioni unite hanno lasciato che l’Indonesia occupasse militarmente il territorio. Dopo 25 anni di violenze e guerriglia, la porzione orientale dell’isola ha raggiunto l’indipendenza nel 2002. Una delle azioni più significative della Chiesa è stato il rifiuto di porre la gerarchia ecclesiastica timorese sotto il controllo della Conferenza episcopale indonesiana (Kwi).

Su una popolazione di 1,2 milioni, a Timor Est i cattolici sono il 96%.

(Ha collaborato Mathias Hariyadi)

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