28/08/2015, 00.00
INDONESIA – TIMOR EST
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Accordo Jakarta-Dili: entro fine anno risoluzione della dispute territoriali

I due governi hanno stabilito accordi di massima per aumentare i commerci e la cooperazione tecnica nelle aree dei sviluppo. Per l’anno prossimo è prevista la risoluzione delle dispute marittime. Per facilitare lo scambio culturale, aperti i varchi al confine. Dopo l’accordo con la Santa Sede, un ulteriore passo avanti della politica estera timorese.

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – Indonesia e Timor Est si sono accordati per iniziare i negoziati che, entro la fine dell’anno, porteranno alla risoluzione delle maggiori dispute pendenti tra i due Stati e alla firma di patti bilaterali su commercio e investimenti. È il risultato di un faccia a faccia tra il presidente indonesiano Joko Widodo e il primo ministro timorese Rui Maria de Araújo, avvenuto il 26 agosto scorso al palazzo Merdeka di Jakarta. Due settimane fa, entrambi i Paesi sono stati visitati dal card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano.

In una conferenza stampa congiunta rilasciata a margine dell’incontro, Widodo ha assicurato che entro il 2015 verranno raggiunti accordi su due dispute territoriali irrisolte nelle zone di Noel Besi-Citrana e di Bujael Sunan-Oben, sull’isola di Timor. “Discuteremo anche dei confini marittimi – ha aggiunto il presidente – e penso che anche queste verranno risolte presto”.

Entrambi i Paesi hanno allertato i propri team tecnici affinché si preparino per le consultazioni che, ha detto Araújo, si terranno “durante la vicina Joint Border Committee di Dili”.

L’Indonesia si impegna, inoltre, a collaborare alla costruzione di infrastrutture a Timor Est e ad aumentare gli scambi economici. Araújo, da parte sua, ha apprezzato la volontà della controparte a dare assistenza tecnica, in particolare per agricoltura, pesca e scienza forestali, ambiti prioritari nel programma di sviluppo timorese. Durante l’incontro di mercoledì, le due parti hanno firmato un memorandum su queste sfere di cooperazione.

Obiettivo di Jakarta e Dili è favorire l’interscambio culturale e facilitare i movimenti di coloro che vivono in terra di confine o vogliono trasferirsi da un Paese all’altro. Secondo Araújo, ci sono 500 studenti timoresi che vivono in Indonesia, mentre sono 700 gli Indonesiani che vivono nella parte est di Timor. Nei mesi scorsi, i due governi hanno acconsentito all’apertura di tutti i nove check-point posti sul confine, come stabilito da un accordo del 2003.

Indonesia e Timor Est sono state due tappe del viaggio compiuto nell’arcipelago dal segretario di Stato vaticano card. Pietro Parolin a metà agosto, che è culminato il 14 con la firma dello “storico” accordo tra la Santa Sede e Dili. Il documento è volto ad “ad assistere al meglio la popolazione di Timor Est perché avanzi nello sviluppo complessivo, sia materiale che spirituale”.

Timor Est ha ottenuto l’indipendenza dal Portogallo il 28 novembre del 1975 ma, dopo lo scoppio di una guerra civile, le Nazioni unite hanno lasciato che l’Indonesia occupasse militarmente il territorio. Dopo 25 anni di violenze e guerriglia, la porzione orientale dell’isola ha raggiunto l’autonomia nel 2002.

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