21/12/2005, 00.00
Timor est – Indonesia
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Timor Est: durante l'occupazione indonesiana morte 183 mila persone

Un documento reso pubblico oggi identifica per nome le vittime e gli autori di violazioni come esecuzioni di massa e torture, avvenute durante i 24 anni di occupazione indonesiana.

Dili (AsiaNews) – Un'inchiesta sugli abusi dei diritti umani a Timor Est afferma che oltre 183 mila persone sono morte durante i 24 anni di occupazione indonesiana. I dati sono contenuti in un documento preparato dalla Commissione per l'accoglienza, la verità e la riconciliazione, organismo indipendente nato nel 2002 con lo scopo di investigare sugli abusi avvenuti durante l'occupazione ad opera di entrambe le parti.

Secondo gli autori oltre il 70 % del totale delle vittime è morto per mano delle forze di sicurezza indonesiana o delle milizie timoresi addestrate da Jakarta.

Xanana Gusmao, presidente di Timor Est, ha ricevuto il fascicolo di oltre 2 mila pagine il 31 ottobre scorso, ma ha suggerito ai parlamentari che lo hanno letto di non rendere pubblici i risultati e le conclusioni presenti in esso. Il rapporto identifica per nome le vittime e gli autori degli abusi ai diritti umani durante l'occupazione e descrive esecuzioni collettive, torture e rimozione forzate delle persone dalle loro case.

L'Indonesia ha invaso Timor Est nel 1975, ma la popolazione ha votato nel 1999 per ottenere l'indipendenza. Il voto, espresso sotto forma di referendum, è stato sostenuto dall'Onu. Il distacco totale da Jakarta è avvenuto nel maggio 2002, dopo 2 anni di permanenza dei caschi blu nel territorio, ma è costato la vita di oltre 1.500 timoresi, uccisi da milizie locali fedeli agli occupanti. Il processo di indipendenza ha creato oltre 250 mila profughi.

Dopo il voto Jakarta e Dili non hanno accolto la raccomandazione della Commissione delle Nazioni Unite per la creazione di un tribunale internazionale, sostenendo che avrebbe rovinato le relazioni tra i due paesi. A marzo 2005 hanno invece varato la Commissione bilaterale di Verità e Amicizia, di cui ad agosto sono stati nominati i 10 membri, 5 per parte. La Commissione è stata istituita con il compito di sentire i testimoni e rivedere la documentazione sulle violenze "in maniera indipendente".

I vescovi di Timor Est non sostengono l'opera di questa Commissione, che non ha il potere di perseguire per vie legali i colpevoli di crimini di guerra ma può offrire loro l'amnistia. I presuli chiedono invece "il costante intervento delle Nazioni Unite affinché sia fatta giustizia per il popolo di Timor Est" tramite un tribunale internazionale.

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